Eolico. Nuovo parco nel Salento?

Impatto ambientale, sicurezza, fauna e flora. Punto per punto, le criticità rilevate dalla Regione Puglia al progetto di “Nextwind Srl”

Potrebbero essere i Comuni salentini di Veglie, Carmiano e Leverano a ospitare un parco eolico, della superficie di 675 ettari, per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Il sito scelto per l’installazione del parco (141 mw) comprende le località Torriso e Li Bonseghi (per Carmiano), Veglia e Corti Le Rene (per Veglie), le contrade tra il Casino Nuovepietre, La Corniola e Palazze (per Leverano). Il progetto, della “Nextwind Srl” (società non nuova alle cronache per vicende di cui parleremo più avanti), sarà sottoposto alla procedura di Via (Valutazione di Impatto Ambientale) da parte delle Regione Puglia che, nel Bollettino Ufficiale del 18 ottobre 2012, indica le criticità della documentazione e degli studi forniti dalla società.

parco eolico Nexwind

Inquadramento dell’area di interesse su cartografia IGM in scala 1: 50.000, con localizzazione del parco eolico Posizione aerogeneratori 16 nel Comune di Veglie (n. 13, 19, 20, 21, 22, 23, 27, 28, 29, 30, 31, 34, 35, 36, 41, 42), 17 nel territorio comunale di Carmiano (n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, 18) e 14 nel territorio comunale di Leverano (n. 24, 25, 26, 32, 33, 37, 38, 39, 40, 43, 44, 45, 46, 47). Per quanto riguarda la proposta, è stato rilevato che l’impianto si inserisce in un contesto territoriale caratterizzato dalla presenza di numerosi piccoli centri urbani con ridotte superfici territoriali, prossimi fra loro. La struttura insediativa dei centri urbani è quella tipica del Sud Salento, ben descritta dal Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (Pptr): “La struttura insediativa della prima corona di Lecce è fortemente asimmetrica: sulla costa i pendoli legano il territorio costiero alla città, mentre a sud ovest, i centri di prima corona si legano ad una trama insediativa di lunga durata, segni di una forte relazione politica, economica e sociale tra il capoluogo ed i suoi casali”. E ancora: l’area possiede una spiccata “vocazione agricola che si presenta come un mosaico in cui si alternano tasselli di vigneti, uliveti e seminativi, all’interno del quale spiccano alcune pregiate varietà di ‘Negroamaro’ e ‘Malvasia’”. In quest’ottica la Regione lamenta la mancanza di una adeguata rappresentazione dell’impatto rispetto all’agroecosistema caratteristico. Dal punto di vista faunistico invece, la sensibilità dell’area viene messa in evidenza dallo stesso proponente nei vari elaborati presentati. In particolare si afferma che “il Salento è stata individuata come area corridoio per la migrazione di uccelli rapaci…” e nell’area di interesse risultano presenti “venti specie comprese nell’allegato I della Direttiva Uccelli 79/409/Cee, 19 stazionarie e 1 svernante”. Inoltre si rileva la segnalazione del falco grillaio, specie di particolare interesse in quanto prioritaria. Si segnala anche l’assenza, nello studio di impatto acustico, “di un censimento completo di tutti fabbricati presenti nell’area critica di ogni aerogeneratore”. Il progetto ne prevede, in tutto, 47 di cui 16 nel Comune di Veglie, 17 nel territorio di Carmiano e 14 nel territorio comunale di Leverano (v. foto). Inoltre, si sottolinea l’interferenza con le infrastrutture esistenti. La Regione parla di “sovrapposizioni del parco eolico con il tracciato della linea ad alta tensione e la posi zione di alcuni aerogeneratori a meno di 150m dalla linea elettrica nuda di alta tensione con valutazione del rischio antropico connesso (es. ribaltamento accidentale torre)”. Per quanto riguarda la connessione del parco eolico alla rete di trasporto, dagli elaborati presentati emerge che “a circa 1,7 km dal parco eolico, transita la linea di distribuzione a 150 kV “Lecce-Copertino”, che si utilizzerà per lo scarico dell’energia prodotta. Per la connessione lo schema prevede che la centrale venga collegata in antenna a 150 kV con una nuova stazione di smistamento a 150 kV in ‘entra-esce’ sulla linea a 150kV, che consentirà di evitare lunghi tratti di cavidotto interrato”. Di fondamentale importanza anche la “dismissione dell’impianto”. Secondo la Regione, l’azienda si limita ad elencare, “in modo generico e non contestualizzato, le fasi riguardanti la dismissione dell’impianto e le azioni proposte dal programma di ripristino ambientale. Si rileva infine che all’interno dello studio fornito non è riportato alcun programma di monitoraggio degli impatti”. Sulla base di quanto analizzato, la Regione ritiene che il progetto possa comportare “impatti negativi e significativi” e si dispone l’assoggettamento alla procedura di valutazione d’impatto ambientale. Negli anni passati (fra il 2007 e il 2011), anche l’Union3 (Unione dei Comuni di Arnesano, Carmiano, Copertino, Leverano, Porto Cesareo, Veglie) e il Comune di Leverano avevano espresso parere contrario al progetto. La “Nextwind” aveva risposto con controdeduzioni e integrazioni rispetto alle criticità rilevate e, successivamente, aveva diffidato la Regione Puglia a chiudere il procedimento di verifica di assoggettabilità al Via. (In seguito, sarà la stessa società a trasmettere all’Ente, la documentazione attestante l’avvenuta pubblicazione del progetto nell’albo pretorio di Leverano, Carmiano e Veglie). Ma furono proprio le procedure di Via all’origine dei rapporti travagliati dell’azienda con la Regione. La ”Nextwind”, con sede legale a Lecce (e con una scissione societaria alle spalle da cui nacque l’omonima “Nextwind”) fu protagonista, nel 2011, della singolare campagna pubblicitaria – lecce2080 – a sostegno delle rinnovabili e “di denuncia” della Regione Puglia, accusata di aver lasciato nel dimenticatoio, in sede di Via (e per 4 anni), i 4 progetti presentati (1 parco eolico composto da 17 torri per un totale di 51 megawatt nelle campagne tra Martano e Zollino; altre 14 torri da 42 megawatt tra Nardò e Salice Salentino; un terzo parco di 48 megawatt tra Galatone, Sannicola, Neviano, Seclì e Tuglie e un quarto parco da 33 megawatt, con 11 torri da impiantare tra Neviano e Parabita). Secondo la società, a causa di quella “paralisi”, la Regione poteva considerarsi responsabile della chiusura dell’azienda e del conseguente licenziamento di 20 giovani laureati. L’amministratrice di “Nextwind”, Gabriella Chieffo, riferì della vicenda e raccontò di “disposizioni regionali emanate ad hoc per noi, ovviamente contro di noi”. Il braccio di ferro continua. Articoli correlati: Cursi. Proteste per il mega parco eolico (2 luglio 2011)

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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