275. La strada che nasce già vecchia

 

INCHIESTA. Maglie. Quattro corsie fino a San Dana, due da San Dana a Leuca. Inizieranno nel 2013 i lavori per l’allargamento della 275. Un progetto da 288 milioni e già 25 anni d’età

Nascerà a breve ma nascerà già vecchia. Perché avrà 25 anni. E’ questo il tempo che ci è voluto per progettare, modificare, approvare ed infine affidare i lavori per la “nuova” strada statale 275 Maglie-Leuca, risultante dall’ampliamento e dall’adeguamento a sicurezza dell’arteria esistente. E’ l’opera più imponente tra quelle progettate nel Salento nell’ultimo trentennio: riguarda ben 15 Comuni ed ha un costo a molti zeri, lievitato negli anni fino a 288 milioni di euro (152 milioni di fondi Cipe e 135 milioni di fondi Fas 2000-2006 della Regione Puglia). I lavori, affidati all’Ati Uniland (costituita dalle imprese Ricchiuto-Intini-Consorzio Cooperative Costruttori) che si è aggiudicata l’appalto con un ribasso d’asta del 46%, 155 milioni di euro, partiranno entro i primi mesi del 2013 per concludersi, stando alle previsioni, entro due anni e mezzo. Il Tacco d’Italia si è già occupato della 275 nell’inchiesta “275: la cattiva strada. Progettata tre volte”, pubblicata nel febbraio-marzo del 2006. Il progetto di ampliamento della Maglie-Leuca è infatti anche uno dei progetti dall’iter più tortuoso e contrastato che il Salento ricordi (leggete qui). Caratterizzato anche da improvvisi cambi di indirizzo da parte di Enti che prima hanno avversato e poi approvato il tracciato previsto. E’ questo il caso, ad esempio, della Provincia di Lecce che sotto la guida di Giovanni Pellegrino (Pd) si è opposta alla strada “larga” sostenendo la necessità di una “strada parco” che non modificasse il tracciato originario e anzi si inserisse appieno nel paesaggio circostante senza snaturarlo, e poi, sotto l’Amministrazione di Antonio Gabellone (Pdl), ha sposato in pieno il progetto difendendolo anche nei ricorsi al Tar che ne sono seguiti (tutti vinti). Ma anche della Regione Puglia, prima contraria e poi, con un repentino mutamento di rotta, favorevole all’idea progettuale. In molti ancora oggi, ambientalisti in primis, si oppongono ad un’opera che la stessa Anas ha giudicato “sovradimensionata” rispetto alle esigenze del territorio. Oggi, il progetto definitivo prevede un allargamento dell’attuale arteria da due a quattro corsie (due per senso di marcia) della sezione di 22 metri fino a San Dana (frazione di Gagliano del Capo) e due corsie da San Dana a Santa Maria di Leuca. Ma è l’esito di modifiche effettuate in 25 anni (la prima volta che si è pensato all’eventualità di ampliare la strada era il 1987), in seguito a prescrizioni da parte degli organi giudicanti e delle proteste di cittadini, comitati ed alcuni Enti locali, che lo consideravano troppo invasivo per il territorio, soprattutto nella sua ultima parte, quella da Montesano Salentino a Leuca. Che costituisce ancora oggi il tratto più discusso del progetto. Gli oppositori della nuova infrastruttura ne contestano dimensioni, costi, ed impatto sul territorio, caratterizzato da un’importante architettura rupestre, da siti archeologici, da bellezze naturalistiche. Insomma dalla natura stessa del Salento, che a queste latitudini si mostra in tutte le sue peculiarità di luogo da percorrere in lentezza, prestando attenzione agli infiniti dettagli. La domanda principale oggi riguarda l’opportunità di un progetto di tale portata. Cioè: è davvero necessario realizzarlo in queste proporzioni? O forse, dal momento che di modifica in modifica sono trascorsi 25 anni, sono venute meno le necessità cui la nuova strada avrebbe dovuto rispondere? Il Comitato “No 275”, che riunisce tutte le associazioni ambientaliste contrarie alla “nuova strada”, rileva anche presunte irregolarità nell’affidamento del progetto all’Ati vincitrice. La Maglie-Leuca a scorrimento veloce concepita negli anni Ottanta, infatti, avrebbe dovuto risolvere principalmente due problemi, quello della sicurezza stradale e quello della circolazione delle merci dal Capo di Leuca verso Nord. Ma troverà, al suo nascere, un Salento cambiato. Dove resta in piedi la “questione sicurezza” – in 20 anni si sono registrati più di 50 incidenti mortali – ma non la “questione economica”. Perché nel frattempo l’economia del Salento ha cambiato volto: le imprese produttive, impegnate principalmente nel settore Tac, si sono drasticamente ridotte, mentre il turismo ha conosciuto un inaspettato incremento. Chi sceglie questa terra per le proprie vacanze, è attratto da ciò che di unico essa ha da offrire: un ambiente ancora intatto. Un sapore che sa di antico e che si respira ancora lungo le strade strette e tortuose, da pellegrinaggio, del Capo di Leuca. Insomma, una infrastruttura così larga potrebbe non servire più. Dunque, potrebbe nascere ed essere inutile. In quel caso si saranno spesi 288 milioni non necessari?

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