Nomine Sgm, infuria la polemica

Lecce. Il sindaco di Lecce Paolo Perrone è accusato da più parti di aver distribuito incarichi per “interesse politico” e non per merito

LECCE – Continuano a far discutere le nomine dei vertici Sgm. Fanno parte del nuovo consiglio d'amministrazione della società partecipata leccese, infatti, il consigliere provinciale del Pdl Mino Frasca (nominato presidente), l'avvocata penalista Francesca Conte e Giuseppe Cairo, fratello del consigliere comunale di An Paolo Cairo. Il tema è stato sollevato nei giorni scorsi dai capigruppo consiliari Carlo Salvemini e Paolo Foresio. E se ieri Luigi Melica aveva definito l’elezione uno “scivolone” per il sindaco Paolo Perrone, oggi Fabrizio Camilli, vicepresidente nazionale di Alleanza di Centro chiede al primo cittadino di rendere noti i suoi “personalissimi” parametri di riferimento, “tenuto conto – dice – che ad oggi non parrebbe così evidente né la competenza tecnica né tanto meno quella amministrativa di alcuni dei prescelti”. “Memore delle dichiarazioni di trasparenza e meritocrazia più volte esternate dal sindaco di Lecce in occasione delle notissime vicende legate alla gestione del problema filobus – aggiunge Camilli – sarebbe doveroso sottolineare come finalmente sia stata data una risposta ai cittadini leccesi su come lo stesso sindaco abbia in animo di concretizzare il suo progetto di trasparenza e meritocrazia. Perché sia a tutti chiaro che non si possa imputare alla massima carica di Palazzo Carafa una gestione di convenienza ed il ricorso ai vecchi riti della politica sono certo che l'appello rivolto dal consigliere Salvemini sarà certamente soddisfatto con la pubblicazione dei curricula concorrenti da dove sarà assolutamente evidente a tutti che i criteri di meritocrazia e competenza sono stati perfettamente rispettati”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Movimento 5 Stelle, secondo cui “bene hanno fatto i consiglieri di minoranza Carlo Salvemini e Paolo Foresio a stigmatizzare l'ennesima manovra di equilibrismi e scambi di favori politico-partitici fra i soliti noti”. “Ma – si legge in una nota del Movimento -, d’altra parte è difficile capire come Foresio e Salvemini si possano scandalizzare. Nell’area della sinistra i costumi non sembrano essere poi tanto diversi. Nichi Vendola e i suoi assessori regionali che cosa fanno: offrono incarichi sulla base di curriculum vitae”? 5 Stelle coglie dunque l’occasione per lanciare la sfida al centrosinistra: “Ci aspettiamo che i due consiglieri facciano coincidere la buona dialettica con la coerenza anche nella scelta delle ‘alleanze’ con quelle forze politiche su cui già si sospetta una mancanza di ‘trasparenza’ in tema di affidamenti e incarichi”. “Abbiamo sempre ritenuto che gli incarichi nei Cda delle società partecipate dovessero essere affidati a persone di provenienza extra partitica, quali figure di garanzia per la cittadinanza. Ed al di sopra di ogni sospetto”, conclude la nota. E proprio dell’affidamento degli incarichi nelle partecipate e del concetto di “trasparenza” in politica il Movimento discuterà, assieme ai cittadini, in una riunione fissata per sabato prossimo a partire dalle ore 17.30 in Corte dei Romiti 8, a Lecce

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