Ho fatto un sogno

Un sentimento provato non finisce, si trasforma e, nel dolore di un tradimento, evapora

Di Valeria Potì Stanotte ho fatto un sogno. Anzi no era un incubo e me ne sono svegliata, come faccio sempre quando sono troppo brutti. Ho fatto in tempo però a vedere come andava a finire. Ero in guerra. Eravamo in guerra. Una delle tante che abbiamo combattuto insieme amica mia, questa volta però attaccavano me. Eravamo in trincea. Ero in una guerra che non conoscevo neppure, non sapevo perché fosse iniziata, non sapevo perché la stavo combattendo. Non sapevo perché mi stavano combattendo addosso ma ormai ero lì e dovevo difendermi ma non riuscivo ad attaccare. Ho iniziato a ricevere colpi da tutte le direzioni, non riuscivo a schivarli, alcuni arrivavano da direzioni che non avevo previsto, non riuscivo a prevedere ed ho poi imparato che non si può prevedere né nella buona né nella cattiva sorte. Il colpo che mi ha atterrata è stato il più forte, è arrivato dritto al cuore. Ho guardato nella direzione del cecchino ed ho visto te. Ma no, non eri tu, non era la persona con cui ho condiviso le viscere di questa vita. Era la trasfigurazione di un’altra te, la trasfigurazione di un altro destino che ci ha viste divise. Mi sono svegliata. Forse sto ancora sognando o forse sto ancora vivendo, anzi sto imparando a farlo e questa vita mi insegna che un sentimento provato non finisce, si trasforma e nel dolore di un tradimento evapora cosicché noi non possiamo vederlo ma continuiamo a viverne respirandolo.

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