Furti di rame e ghisa. Seri rischi per strada

Lecce. Tombini non coperti e manto stradale sconnesso; sono gli effetti del crescente fenomeno collegato alla crisi economica

LECCE – Prima il rame. Ed ora anche la ghisa. Cresce il numero di furti di metalli da rivendere. E, con l’acuirsi della crisi, si assiste ad un’impennata degli episodi. In provincia di Lecce come nel resto d’Italia. L’oro rosso viene in genere estratto dai cavi; la ghisa, da tombini e tubi idraulici. Il risultato sono da una parte reti telefoniche ed elettriche che non funzionano ed intere comunità isolate dalle comunicazioni anche per giorni, dall’altra l’aumento del rischio per automobilisti ed utenti della strada che si ritrovano a fare i conti con buche per strada o manti stradali sconnessi.

tombino Lecce

Qui e nelle altre foto, sono ritratti alcuni tombini di Lecce “saccheggiati” e diventati seriamente pericolosi per gli utenti della strada Il tutto per un guadagno davvero irrisorio, soprattutto nel caso della ghisa. Infatti, stando alle quotazioni attuali, questo metallo ha un costo di circa 500 euro alla tonnellata, quindi di 0,5 euro al chilo. Il prezzo è ovviamente inferiore, se si guarda al mercato nero dei rottamatori. Il guadagno che si può trarre da un singolo tombino è quindi di 3 o 4 euro. Ecco allora la necessità di ripetere il furto più volte e, di conseguenza, di creare più danni alle strade ed a chi le percorre, a piedi o meno.

tombino Lecce 2

Un tombino oggetto di furto di ghisa a Lecce “Questo nuovo fenomeno non è solo causa d’ingenti costi per i proprietari delle strade e quindi per le casse delle amministrazioni pubbliche – commenta Giovanni D’Agata, fondatore dello Sportello dei diritti della Provincia di Lecce -, ma è soprattutto la sicurezza stradale ad esserne evidentemente lesa. Non resta, quindi che affidarsi a soluzioni pratiche perché a mali estremi, occorrono estremi rimedi”. D’Agata consiglia di installare tombini incernierati al cemento per renderne più arduo lo sradicamento e di fissarli con bulloni per renderli non sollevabili. “È inoltre necessario – aggiunge -, che tutti i fruitori delle strade segnalino immediatamente alle autorità di Polizia Stradale la mancanza dei tombini per evitare che altri possano incapparvi. C’è chi è arrivato a proporre l’istituzione di taglie come ricompense promesse a chiunque sia in grado di fornire informazioni dettagliate su questi episodi. Ma si tratta di una caccia alle streghe o un moderno far west cui pensiamo di poter fare a meno con i rimedi indicati”.

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