Perrone in ‘Italia chiamo’. La sorpresa di Camilli

Lecce. Il vice presidente nazionale di Alleanza di Centro commenta la nascita del movimento ad opera anche del sindaco leccese: “Una presa di distanza da Fitto”?

LECCE – 12 sindaci del Pdl hanno dato vita, ieri a Roma, al movimento “Italia chiamo”. La proposta principale è un “nuovo contratto sociale con gli italiani”. Tra quei 12 sindaci c'è anche Paolo Perrone, primo cittadino di Lecce. La cosa non ha lasciato indifferenti i rappresentanti delle altre forze politiche. Ecco il commento di Fabrizio Camilli, vice presidente nazionale di Alleanza di Centro: “Perrone entra a far parte di un “club culturale” basato su una serie di punti programmatici, assolutamente irrinunciabili, gli stessi però che sentiamo dichiarare dal sindaco di Firenze, Matteo Renzi, così come da tutti coloro che a vario titolo sono alla ricerca di visibilità. Cambiare tutto e subito è il modo migliore per dichiarare la propria incapacità di incidere sulla realtà. Con i sei punti programmatici, i sindaci vogliono vestire l'abito buono, quello delle feste, che è solo apparenza. Vogliono fare tutto e niente”. Poi Camilli continua citando il sindaco di Pavia che nella conferenza ha dichiarato: “Non vogliamo più sentire parlare di cortigiani. Vogliamo che si faccia una selezione, partendo dal territorio e vogliamo che venga selezionata una nuova e credibile classe dirigente, attraverso il metodo delle primarie a tutti i livelli”. “Strano – dice il vice presidente nazionale di Alleanza di Centro – vedere Perrone nel gruppo, lui che come si dice in salentino è ‘lu sciuscettu’ di Fitto. La sua presenza suscita una legittima perplessità: vuole manifestare una certa presa di distanza da Fitto? Vuole allontanarsi dall'ex ministro che ancora oggi è un membro organico nel Pdl nazionale, almeno fino a quando non ci sarà la nuova legge elettorale? Perrone è stato creato da Fitto e da lui avviato alla politica, non credo che oggi riesca a dire una cosa che non sia preventivamente concordata con lui. Cose del genere, e la storia della politica salentina lo insegna, non avvengono mai”. Camilli è uno dei fondatori di Forza Italia a Lecce, poi allontanatosi dal suo stesso partito, a causa di profonde divergenze incontrate con l’ex ministro. “Ricordo che Fitto entrò in Forza Italia sfidando ogni logica della fisica: con il suo piccolo partito Cdl riuscì ad inglobare il partito più grande, Forza Italia, appunto. Da quel momento ha iniziato a posizionare ovunque solo i suoi uomini, a scapito dei forzisti della prima ora, azzerando la discussione democratica all'interno della destra e spegnendo ogni stimolo nuovo, autonomo e giovanile. E da lì è iniziato il degrado. Qui in Salento, per fortuna, il Pdl non si è macchiato di scandali come a livello nazionale, ma si è ammalato di cattiva politica. Non si è mai tenuto conto del progetto politico, ma è stato solo un accaparrarsi la poltrona”.

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