Barbara Toma, direttora al PimOff: ‘Il mio teatro per tutti’

LA STORIA DELLA DOMENICA. Milano. E’ la prima volta che la direzione artistica della stagione del teatro milanese è affidata ad una donna. Salentina

MILANO – Che cosa me ne faccio del teatro? Se è questa la domanda che vi ponete prima e dopo uno spettacolo teatrale, allora probabilmente avete scelto lo spettacolo sbagliato e quel teatro non ha assolto al suo compito. Se la domanda invece è “Che cosa me ne faccio del mondo?”, allora il germe del teatro sta fruttando, si è insinuato nella vostra testa, germoglierà e darà effetti impensati. Perché è allora che l’arte genera apprendimento: quando l’artista riesce ad iniettare nelle menti di chi lo ha “vissuto”, la domanda giusta. Come fare a capire se il teatro è fonte di apprendimento? Basta un altro semplice esperimento: tornare a casa, dopo aver assistito ad uno spettacolo teatrale, e sedersi davanti alla tivù. Se ciò risulta facile come sempre, allora quel teatro non ha superato la prova. Se invece sostare inermi davanti allo schermo diventa all’improvviso impossibile, il teatro ha svolto la sua missione. La nuova stagione del PimOff, teatro sperimentale di Milano che sempre si è distinto per le scelte coraggiose, punta su quattro temi fondamentali: la condivisione, la formazione, la possibilità e la presa di coscienza. Quattro concetti che sviluppano in un fitto cartellone di spettacoli, incontri e laboratori. Punto di partenza e non di arrivo. Un invito rivolto a operatori, artisti e pubblico perché riflettano ed agiscano insieme sul futuro del teatro, perché condividano dubbi e passioni di chi il teatro lo fa o lo ama e perché lo portino fuori, in città. Questa nuova idea di teatro fa del contenitore culturale un luogo di formazione che ha come principale obbiettivo quello di offrire possibilità. Ecco perché dev’essere accessibile e comprensibile a tutti. E fonte di apprendimento. Una rivoluzione copernicana nel modo di intendere l’arte: non di elite ma di tutti. Ed il merito è, pensate, di una donna. Salentina. Giovanissima. Barbara Toma, 39 anni, è la direttora artistica del PimOff per la stagione 2012-2013. E’ la prima volta che una donna, nota danzatrice e coreografa di adozione milanese, prende in mano la direzione artistica dell’intera stagione, anche se c’è da dire che Barbara Toma cura già del 2008 la programmazione danza del teatro sperimentale milanese, che è a tutti gli effetti l'unico punto di riferimento per la danza e il teatro di ricerca nella capitale lombarda. “Inizia la nuova stagione del PimOff – dice Barbara -. Tra pochissimo potremo incontrare artisti, vedere spettacoli, partecipare a seminari e masterclass, sentire cosa dicono gli spettatori… Ho pensato a questa stagione all'ombra della precarietà e dell'evento eccezionale: direttore artistico di un teatro, e quando mi capita più? E mi son detta: meglio osare, cogliere questa occasione per cercare di fare qualcosa di buono per il teatro, qualcosa che ho sempre sognato, senza paura, senza scendere a compromessi! Se qualcuno mi ha dato la sua fiducia l'unico modo per non tradirlo è essere sincera. E una volta capito questo tutto è diventato più facile, ho smesso di sentirmi schiacciata dal peso della responsabilità che il mio ruolo comporta e ho iniziato a creare mettendo tutto in discussione, anche le mie certezze, e ponendomi delle domande, una su tutte: che cosa me ne faccio del teatro?”. “Si va a teatro – continua – per ritrovare qualcosa di noi stessi, e così ho pensato ad una stagione che potesse costantemente metterci a confronto con il senso del vivere. Ho pensato ad un luogo dove poter scoprire il teatro e la danza di ricerca con pochi euro, dove poter incontrare gli artisti, sentire i loro trascorsi e studiare con registi e coreografi importanti; partecipare a progetti speciali diventando protagonisti degli spettacoli in cartellone. Perché farebbe bene a tutti danzare, calcare le scene una volta nella vita, imparare ad avere il coraggio di mettersi a nudo per poi riconoscersi e farsi riconoscere”. Il teatro di Barbara è una scatola magica che offre possibilità di ricerca, di studio, di sperimentazione, un luogo che protegge gli artisti, un punto di ritrovo, rifugio per curiosi e punto di riferimento per i professionisti del settore. Un luogo pubblico, di incontro, di condivisione, di apprendimento che offre la possibilità di vedere il mondo con uno sguardo diverso. Ma la direzione artistica di Barbara Toma, non è l’unica nota “rosa” di questa storia; al PimOff lavorano solo donne – dieci in tutto. E forse è anche per questo che grande spazio è riservato alla formazione. A prezzi accessibilissimi – ed ecco l’accessibilità e la condivisione ritornare “in scena”. Stage e workshop anche con nomi molto importanti, come Danio Manfredini, Pippo Delbono, Armando Punzo, Abbondanza Bertoni sono alla portata di tutte le tasche, con prezzi che vanno da un minimo di un euro ed un massimo di 5 euro all’ora. Ed anche i prezzi dei biglietti sono per tutti, anzi sono i più bassi di Milano: appena 10 euro. E, se si compra il carnet, si paga solo 5 euro a spettacolo ed un euro all’ora per la formazione per tutto l’anno. Domani alle 11.30 a Palazzo Marino, Barbara presenterà la “sua” stagione. Si chiama, in modo provocatorio, “Chi non ama il teatro viene al PimOff”. Uno, anzi molti, moltissimi, motivi per porsi una domanda: che cosa me ne faccio del teatro? Fate un salto al PimOff. Potrete scoprirlo. // Barbara Toma da vicino Nata il 19 giugno ’73 studia e lavora per più di dieci anni all’estero con maestri di fama internazionale. Nel 1998 completa gli studi (Bda) presso la School for New Dance Development di Amsterdam. Come danzatrice ha lavorato in diversi progetti in Olanda, Germania ed Austria. Nel 2001/2 ha danzato con la compagnia DEJA’ DONNè in tourneè in tutta Europa. Finalista al concorso di coreografia Città di Bologna '00, vincitrice borsa di studio danceWEB a Vienna. Attualmente danza per la comapgnia ALDES di Roberto Castello. Come coreografa e interprete ha presentato i suoi primi lavori sperimentali nel 1997 in diversi teatri Olandesi. Dal 2000 vive e lavora a Milano. E’ stata ospite di diversi festival (ENZIMI Roma, SHORT FORMATS 2001 e 2003 , Milano, IT’S fstvl Amsterdam, FESTival teatro PAN a Lugano…) in Italia ha presentato i suoi lavori a:Cagliari, Lecce, Mantova, Pavia, Roma, Ferrara, Sondalo, Cerrate(Br), Cervia, Roma, Milano, Bari, Catania.. Tra le sue creazioni:KRUDA (2001),DOOD (2003), GIACOMOGIACOMO (2004),FREEDOM (2006), ORBATA(2007), studi per ritratti #1.GIANNA (2009), PLURALE FEMMINILE (lavoro iniziato nel 2009 e in continua evoluzione) e i ritratti LE FERITE CHE MI SOMIGLIANO (2010) Nel 2006 fonda l’associazione culturale robabramata. Nel 2008 vince il bando DE.MO./Movin’UP promosso dal GAI e partecipa al FESTIVAL INTERNATIONALE PAROLE D’AIUEX (CAMERUN) con lo spettacolo FREEDOM. Nell'ambito dell'improvvisazione vanta collaborazioni con musicisti come:William Parker, Luca Venitucci, Fabrizio Puglisi, Gianni le Noci, Alberto Fiori, Cesare dell’Anna, Jeroen Kimman, Eugenio Sanna, Michael Vatcher, Filippo Monico… E performers come: Anna Redi, Ambra Senatore, Katie Duck, Marcella Fanzaga, Masako Nouguchi, David Fernandez.. Barbara Toma ha ideato e curato presso il CRT teatro dell’arte di Milano il FESTIVAL internazionale della nuova danza SHORT FORMATS nel 2005 (THE SURVIVAL KIT), nel 2006 (THE INVISIBLE POWER KIT) e nel 2011 (RUNNING OUT OF CULTURE) Dal 2011 è direttora artistica del teatro PIM OFF di Milano, dove era responsabile per la programmazione danza già dal 2008. E’ tra i fondatori del movimento del tavolo nazionale delle reti e dei coordinamenti della danza e delle arti sceniche contemporanee (TANAZ) nonché del C-DAP (coordinamento Lombardo per la danza e le arti performative contemporanee).

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