Povera vendemmia. Cala soprattutto lo Chardonnay

La campagna vitivinicola 2012 è ancora meno produttiva della precedente. Cali registrati per quasi tutte le qualità di vitigno, con punte fino al -40%

Il Salento e la Puglia non fanno eccezione ad una regola che sembra già scritta per tutte le regioni d’Italia: siccità e caldo prolungato sono i responsabili di una vendemmia che farà segnare un deciso calo della produzione. Il Conaf, il Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, prevede per il raccolto in corso una diminuzione uniforme rispetto alla vendemmia 2011, già scarsa. “A causa delle basse precipitazioni e delle alte temperature – commenta Alessandro Mele, dell’Ordine degli agronomi di Lecce, gli acini si sono prosciugati e le piante hanno manifestato i classici sintomi di carenza idrica. Dal punto di vista fitosanitario le uve sono sane e hanno raggiunto un discreto grado di maturazione, senza la comparsa significativa di malattie crittogamiche come peronospora e oidio. La peronospora è stata tenuta sotto controllo, in quelle poche zone dove si è manifestata, egregiamente con un paio di trattamenti sistemici o addirittura controllata con prodotti di copertura. L’oidio, rispetto alla peronospora, si è manifestato con una maggiore persistenza e comunque lo sviluppo della malattia non ha destato grosse problematiche. Per quanto riguarda la altre malattie, la Tignoletta ha compiuto le sue tre generazioni e le due carpofaghe (da giugno ad agosto) hanno impegnato i viticoltori con più di un trattamento insetticida. Dove questi trattamenti non sono stati effettuati sono ben visibili i danni. Infine su vigneti coltivati a primitivo nell’ultima settimana di agosto si sono accentuati problemi di marciumi acidi”. Tutti i problemi elencati da Mele hanno anticipato la raccolta di almeno dieci giorni, quando la maturazione dell’uva non era arrivata al suo completamente; grappoli di ridotte dimensioni e di scarso peso stanno caratterizzando una delle più magre vendemmia degli ultimi anni. Già la scorsa campagna vitivinicola si era caratterizzata come una delle meno produttive degli ultimi anni con un calo della produzione del 20-25% rispetto all’anno prima. Nel Salento i cali si sono registrati praticamente per tutte le qualità di vitigno. In particolare, per lo Chardonnay il calo è stato mediamente del 30-40%,per il primitivo del 35%, per il Negroamaro del 30%, per il Merlot del 10-15%. Il Montepulciano non ha invece registrato significativi picchi in discesa. “Veniamo da due stagioni asciutte consecutive – conclude Mele -; non possiamo più pensare di consigliare la coltura di vite senza un proporzionato e idoneo impianto di irrigazione; le rese più basse infatti si stanno registrando negli impianti giovani piantati su terreni poveri e con scarsa dotazione idrica”.

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