Architettura per lo sport. Un Polo sportivo a Gallipoli

Lecce. Si apre oggi al Convitto Palmieri, il workshop internazionale di progettazione architettonica. Con una lectio magistralis e una insolita partita a scacchi

LECCE – La presentazione del Workshop Internazionale di Progettazione Architettonica “Un Polo sportivo a Gallipoli per il Salento”. Una Lectio Magistralis sull’esperienza di progettazione di ABDR Architetti Associati, uno dei Gruppi italiani più noti a livello internazionale. Una performance promossa da A.A.M. – Architettura Arte Moderna dove in una inedita “partita a scacchi” tre architetti si confronteranno sul disegno. Sono i tre momenti intorno a cui ruoterà la serata di oggi al Convitto Palmieri di Lecce, quando, a partire dalle ore 20, si aprirà ufficialmente il progetto “Architettura per lo sport. Un Polo sportivo a Gallipoli per il Salento”, ideato e organizzato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Lecce e dal Consiglio Nazionale degli architetti, pianificatori paesaggisti e conservatori, in collaborazione con A.A.M. – Architettura Arte Moderna e con l’associazione “Il mio Gallipoli”. Progettare la realizzazione nel comprensorio di Gallipoli di un Polo sportivo a servizio dell’intero Salento capace di esprimere una molteplicità di funzioni e ed essere portavoce di una architettura di qualità. Questo l’obiettivo del successivo workshop internazionale di progettazione che si svolgerà, negli spazi restaurati dell’ex Mercato coperto, a Gallipoli dal 17 al 22 settembre prossimi. “Il Progetto del Workshop – dice Massimo Crusi, presidente dell’Ordine degli architetti, della Provincia di Lecce – nasce da una sollecitazione giuntaci dall’associazione ‘Il mio Gallipoli’ e soprattutto dalla volontà di mettere in gioco, al di là di una eventuale committenza, il ruolo della progettazione in un ambito, come quello sportivo, dove il ruolo dell’architettura è spesso misconosciuto, o marginale. In Italia le strutture sportive sono spesso molto deficitarie, o obsolete. E’ un settore dove non è semplice riuscire a costruire architettura di qualità. Abbiamo pensato al Workshop come ad uno spazio dove mondo della professione e mondo della elaborazione teorica potessero riuscire a dialogare e a connettersi. E avevamo come paradigma finale non il progetto di uno stadio, ma di un luogo per lo sport e il tempo libero polifunzionale, con centri commerciali, spazio benessere, e così via. Un Polo moderno, per un territorio che vuole attrarre nel senso della qualità dei servizi e della bellezza dei luoghi”. “Siamo orfani di una squadra di Serie B – aggiunge Davide Di Girolamo, ingegnere, presidente dell’associazione “Il mio Gallipoli” – soprattutto per la mancanza di una struttura sportiva idonea. Qualsiasi società non ha nessuna possibilità di far giocare la squadra a Gallipoli. Inoltre il nostro è un territorio dove gli spazi per lo sport sono assolutamente deficitari, mentre immaginare la progettazione di uno vero e proprio Polo per lo sport e il Tempo libero, con zone parcheggio a servizio dell’intera città di Gallipoli, significa contemperare la riqualificazione di un’area magari degradata, il benessere dei cittadini, l’attrazione turistica, la qualità urbana”. Come sottolinea anche Leopoldo Freyre, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, “il workshop Internazionale di Architettura e Progetto ha il merito di porre in evidenza come gli impianti sportivi possano diventare, in zone magari degradate o poco qualificate all’interno delle città, un motore di riqualificazione”. Il workshop si aprirà, oggi, nel segno di una esperienza di progettazione architettonica di rilievo internazionale, quella di ABDR Architetti Associati, con interventi e relazioni di Francesco Moschini, Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo. Dopo i saluti delle Autorità e la Presentazione del Progetto da parte di Massimo Crusi, sarà la volta della lectio magistralis sul tema “Opere e Progetti. Ieri, oggi, domani”, per restituire l’esperienza concreta di un Gruppo di progettazione che, nel tempo, ha legato il suo nome soprattutto a quattro importanti progetti resi ancor più strategici dalla loro scala urbana e dalle città in cui si collocano: la Nuova Stazione Alta Velocità “Roma Tiburtina” (Roma, 2001); la ristrutturazione del “Palazzo delle Esposizioni” (Roma, 2003); la riqualificazione urbana “Giustiniano Imperatore” (Roma, 2005); il “Nuovo Teatro dell’Opera” (Firenze, 2007). Sarà però una lectio magistralis del tutto particolare, caratterizzata, alla fine, da una performance che vedrà Michele Beccu e Filippo Raimondo disegnare dal vivo con Vincenzo D’Alba, in una “partita a scacchi sul disegno”, ideata da Francesco Moschini e Francesco Maggiore e promossa da A.A.M. – Architettura Arte Moderna con l’obiettivo di sottolineare il rapporto tra invenzione, disegno e progetto. La serie, intitolata “Duetti/Duelli. Partite a scacchi sul disegno” vede architetti e artisti, appartenenti anche a generazioni differenti, dialogano e confrontarsi sotto il segno dell’arte e dell’architettura.

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