Vittime dell’usura. C'è il centro di ascolto

Lecce. Stipulata una convenzione tra l’Arcidiocesi di Lecce e la Fondazione Antiusura di Bari: aprirà un centro specializzato presso la Chiesa delle Alcantarine

LECCE – Stipulata una convenzione tra l’Arcidiocesi di Lecce e la Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari che permetterà la nascita di un Centro di ascolto per le vittime dell’usura. Sarà gestito da un Comitato di professionisti che opererà in piazzetta Baglivi a Lecce, presso la chiesa delle Alcantarine. Del gruppo, già attivo da qualche mese, fanno parte volontari con competenza nelle materie giuridiche, notarili, forensi e bancarie. Il progetto sarà presentato dall’arcivescovo di Lecce, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, nel corso di un convegno che avrà luogo presso l’Antico Seminario in piazza Duomo, alle ore 19 di oggi, alla presenza delle autorità, dei rappresentanti di tutte le associazioni laicali e del clero. “L’istituzione a Lecce della Fondazione Antiusura ad iniziativa della locale Diocesi – spiega Elio Romano, delegato al progetto – non solo dà lustro al nostro territorio, ma soddisfa anche un’esigenza pratica di prossimità alleviando il disagio di quanti, avendo necessità di beneficiare di un sussidio o anche soltanto di una consultazione informativa, erano costretti a recarsi nel capoluogo regionale distante da qui circa 150 chilometri. Ora è finalmente a disposizione anche dei salentini un comitato di ascolto”. Sarà gestito dalla Fondazione Antiusura “con spirito spiccatamente ecclesiale, ma con ogni apertura alla disinteressata collaborazione del volontariato” ed “animato dal proposito di operare nel solco delle analoghe persone giuridiche costituite a Bari e nella maggior parte delle Regioni Italiane”. Il 14 gennaio scorso, inoltre, è stato stipulato un Protocollo di Intesa tra mons. Alberto D’Urso, segretario della Consulta Nazionale Antiusura Onlus e presidente della Fondazione Antiusura di Bari e Antonio Novembre, presidente del Consiglio Notarile Distrettuale di Lecce, con l’intento di “avviare un rapporto di collaborazione mirante a favorire concretamente i cittadini e le imprese vittime dell’usura” mediante la prestazione, da parte dei notai salentini, di consulenza gratuita sui problemi di attinenza notarile che possano interessare i soggetti vittime del reato, e mediante applicazione, a favore di questi ultimi, di tariffe professionali ridotte in occasione della stipulazione di atti di finanziamento e mutui. Queste le modalità operative della Fondazione Antiusura. “Al termine di una fase istruttoria, svolta nella massima discrezione – spiega Romano -, nel corso della quale è richiesta all’interessato la documentazione necessaria per accertare l’effettiva situazione debitoria, il comitato di ascolto verifica la sussistenza dei presupposti necessari per un favorevole esito dell’istanza, e cioè la serietà dello stato di indebitamento connessa allo stato di bisogno, la reale capacità dell’interessato di rimborsare la somma di finanziamento e la fondata prospettiva di sottrarre l’indebitato al pericolo dell’usura. Se la pratica ha un’istruttoria ed un esito favorevoli, la Fondazione assiste l’interessato nella fase di consolidamento dei debiti, nella redazione di un eventuale piano di rientro, nella formulazione di proposte transattive da sottoporre ai creditori e nei rapporti con l’Istituto Bancario convenzionato, cui all’occorrenza rilascia garanzia. Quest’ultimo, infine, previa autonoma istruttoria, eroga il prestito destinato ad estinguere tutti i debiti e determina la rata che il soggetto dovrà corrispondere periodicamente, che sarà commisurata alla capacità di rimborso, tenuto conto delle spese necessarie per un sobrio mantenimento proprio e della famiglia. Da questa esposizione molto sintetica discende che la Fondazione non eroga direttamente denaro, mutui o sussidi, ma si adopera utilmente presso le banche convenzionate fornendo le garanzie necessarie per l’accesso al credito di persone e famiglie alle quali esso sarebbe altrimenti negato”.

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