Esodati, Bellanova: ‘Da Monti impegni concreti’

Roma. Il Pd approverà la riforma del mercato del lavoro solo se il premier darà seguito alle sue promesse sugli esodati e gli ammortizzatori sociali

ROMA – In principio, per il ministro del Lavoro Elsa Fornero erano 65mila. Poi l’Inps alcuni giorni dopo ha parlato di 400mila. Balletti di cifre e polemiche che si sono rincorsi per settimane. Fino a quando il ministro, durante l’informativa svoltasi in Parlamento la scorsa settimana, ha ammesso la presenza di “ulteriori 55mila esodati”. Dopo aver nuovamente attaccato sulle cifre il più importante ente previdenziale italiano, il ministro, nel corso del suo intervento, ha proposto due possibili soluzioni: l’assegnazione a “lavori di pubblica utilità” o l’estensione del “trattamento di disoccupazione”. Peccato che, sia al Senato che alla Camera, non abbia fatto minimamente cenno alla necessaria copertura finanziaria di quanto ipotizzato. Due giorni fa il premier Monti ha poi indirizzato alla “strana” maggioranza che lo sostiene (Pdl – Pd – Udc), una lettera, promettendo di impegnarsi personalmente sul problema degli “esodati” e degli ammortizzatori sociali, in “cambio” dell’approvazione della riforma del mercato del lavoro prima del Consiglio Europeo del 2 -29 giugno. Abbiamo voluto ascoltare sul tema l’onorevole del Partito Democratico Teresa Bellanova, che afferma: “Noi votiamo la riforma del mercato del lavoro con un impegno certo da parte del presidente del Consiglio sulla questione esodati e sugli ammortizzatori sociali. È chiaro che, fino al giorno della fiducia sulla riforma del mercato del lavoro, ci aspettiamo che Monti formalizzi e concretizzi l’impegno che ha assunto”. Nelle scorse settimane sugli “esodati” c’è stato un vero e proprio balletto di cifre: 65mila per il ministro del Lavoro e 400mila per l’Inps. Inoltre, nel corso dell’informativa in Parlamento, la Fornero ha annunciato interventi per la salvaguardia di ulteriori 55mila esodati entro il 2014. Quale è la verità sulle cifre? E come giudica le soluzioni ipotizzate dal ministro, ovvero l’impiego in lavori di pubblica utilità e l’estensione del “trattamento di disoccupazione”? “Sulle cifre noi, già durante la discussione del decreto ‘Salva Italia’ avevamo detto che bisognava farsi carico del periodo di transizione, perché era ed è evidente che per fare una riforma, soprattutto in materia previdenziale, il tema più delicato è la fase della transizione, del passaggio da una norma all’altra. Avevamo quindi, già in quell’occasione, detto al ministro di farsi carico di tutte quelle persone che erano fuoriuscite dal lavoro in base alle vecchie regole, in quanto non c’erano e non ci sono solo gli ‘esodati’ della Telecom e delle grandi imprese ma anche tanti lavoratori che sono fuoriusciti da piccole e medie imprese proprio perché sapevano che con quattro anni di mobilità e le regole previgenti avrebbero raggiunto il diritto alla pensione. I numeri non sono quelli dati dalla Fornero, perché quelli diffusi dal ministro sono completamente sballati. Sono molti di più di 65mila. Noi avevamo parlato di oltre 300mila. Credo che ci avviciniamo molto alla cifra e ai dati dell’Inps. La proposta che facciamo al Governo è che non dobbiamo continuare a discutere di numeri ma dobbiamo discutere delle persone. Ogni persona messa fuori dal processo produttivo, che sulla base delle vecchie regole avrebbe acquisito il diritto alla pensione o attraverso la mobilità o mediante il licenziamento incentivato, deve poter andare in pensione con le vecchie regole. Abbiamo chiesto un impegno preciso al presidente del Consiglio. Monti ha, in tal senso, inviato una nota affermando che al fine di andare al Consiglio Europeo del prossimo 28-29 giugno con l’approvazione della legge sul mercato del lavoro si impegna a risolvere i problemi che sono stati posti dai partiti che sostengono il Governo: farsi carico di tutti gli esodati e del tema degli ammortizzatori sociali. Quindi su questo bisognerà lavorare per trovare una soluzione che sia soddisfacente per le persone. Si capirà presto se il sostegno sarà direttamente la pensione ma comunque la persone non possono rimanere senza lavoro né pensione”. La soluzione della vicenda “esodati” è per il Partito Democratico condizione imprescindibile per dare il sostegno alla Riforma del mercato del lavoro, come richiesto dal premier Monti a tutte le forze politiche che sostengono il Governo, entro il Consiglio Europeo del 28-29 giugno prossimi? “Noi abbiamo detto che votiamo la riforma del mercato del lavoro con un impegno certo da parte del presidente del Consiglio. Il premier ha mandato la lettera cui ho fatto precedentemente riferimento, dicendo di assumersi il problema degli esodati e degli ammortizzatori sociali. È chiaro che noi da qui al giorno del voto di fiducia sulla riforma del mercato del lavoro ci aspettiamo che Monti formalizzi e concretizzi ancora meglio questo aspetto”. La “strana” maggioranza che sostiene l’Esecutivo chiede al ministro Fornero una intesa vincolante sui temi della “flessibilità in entrata” e degli “ammortizzatori sociali”. Quale sarebbe il punto di incontro su questi due temi? “Il tema della flessibilità in entrata non è un tema che abbiamo posto noi, perché per quanto ci riguarda di flessibilità ne esiste già troppa. Il tema è stato posto dal Pdl e si tratterà di capire cosa voglia significare, per loro, affrontare il tema della flessibilità. Noi pensiamo che debba essere affrontato tra le parti sociali perché permangono troppe tipologie contrattuali. Noi consideriamo il contratto a tempo indeterminato come il contratto di lavoro per eccellenza ed valutiamo il contratto di apprendistato come quello più idoneo per inserire più facilmente i giovani nel mondo del lavoro. Poi, se ci sono altre materie, bisogna affrontarle all’interno della dinamica contrattuale e non all’interno di una legge. Sugli ammortizzatori sociali quando abbiamo fatto l’incontro, la settimana scorsa, con la ministra Fornero ho proposto come capigruppo del Pd in commissione di valutare il rinvio dell’entrata in vigore della riduzione degli ammortizzatori sociali perché non possiamo pensare di affrontare i mesi e l’anno che abbiamo davanti con una riduzione degli ammortizzatori, quando tutti gli indicatori ci dicono che purtroppo nelle imprese non c’è un ritorno ai normali ritmi di produzione. Quindi al governo abbiamo proposto il rinvio dell’entrata in vigore della riforma degli ammortizzatori sociali e l’avvio di un tavolo di approfondimento per capire meglio come estendere ed universalizzare gli ammortizzatori sociali”.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Leave a Comment