L’altro Salento: paesaggi e 'garbaggi'

IL REPORTAGE. Lizzanello. L’esperimento del Laboratorio Civico di Lizzanello e Merine dell'associazione Storiafutura di Casarano: percorrere la strada provinciale Lizzanello-Lecce con gli occhi dei turisti

LIZZANELLO – Improvvisarsi turisti nella propria terra. Per “sperimentare” quale faccia essa mostra ai turisti che vengono da fuori. E’ stato questo l’esperimento del Laboratorio Civico di Lizzanello e Merine dell'associazione Storiafutura di Casarano. Un viaggio nei luoghi noti con occhio da “straniero”. E macchina fotografica e tacchuino al seguito. Ecco il risultato di questa prova sul campo. Passeggiando in bicicletta per le strade provinciali del Salento si possono incontrare, spesso, gruppi di cicloturisti, olandesi, tedeschi, ……comunque non italiani, tutti attrezzati, ordinati! Soffermandosi, hanno la possibilità di vedere bei paesaggi. Strada facendo essi possono osservare la nostra bella campagna, disseminata di ulivi, muretti a secco, “pagghiare”, masserie, campi di grano, greggi di pecore che pascolano sotto il sole, insomma tutto quello che gli è stato promesso sui depliant nelle agenzie e negli alberghi. Oggi ci improvvisiamo ciclo-turisti anche noi e, siccome non vogliamo allontanarci troppo da Lecce “nescia”, decidiamo di rimanere nei paraggi; cominciamo il nostro giro dalla Strada Provinciale che da Lizzanello (Lizza = Leccio, Lycianellum) porta a Lecce. Il tragitto è stato tranquillo, a parte qualche auto che doppiava il limite di velocità massima di 90 Km/h vigente su quella categoria di strade; comunque stiamo per arrivare a Lecce. Dopo la seconda rotatoria prendiamo la “strada complanare alla S.S. 16”, che conduce al Seminario Vescovile, al confine fra Castromediano ed il quartiere “Leuca”, così prenderemo un pasticciotto ed un “bel caffè” in uno dei tanti bar sparsi fino a Porta San Biagio.

Lizzanello elettrodomestici

La complanare alla S.S 16. Chiamatela il mercato degli elettrodomestici Osserviamo il paesaggio, orgogliosi di abitare a quattro passi dal nostro bel capoluogo.

Lizzanello, divieto di discarica

“Alto” senso civico: rispetto delle regole e difesa del territorio (Lecce – Quartiere Leuca, complanare alla S.S. 16) La presenza vigile delle istituzioni garantisce uno sviluppo sostenibile del territorio Insomma, più che paesaggi…garbaggi (garbage: inglese = spazzatura), andiamo a prendere questo caffè… meglio!

Lizzanello, tv ed elettronica

Televisori ed elettronica varia

Lizzanello, elettrodomestici e scarti edili

Elettrodomestici e scarti edili, per gradire

Lizzanello eternit

E lastre di eternit, per non farci mancare a // Alcune considerazioni La definizione normativa di “rifiuto” in Italia è data dall'art. 183 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (cosiddetto Testo Unico Ambientale), modificata dal Decreto Legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 “Disposizioni di attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive”, che definisce rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi”. L'atto di “disfarsi” va inteso indipendentemente dal fatto che il bene possa potenzialmente essere oggetto di riutilizzo, diretto o previo intervento manipolativo. Secondo la Circolare del Ministero dell'Ambiente 28.06.1999 “disfarsi” equivale ad avviare un oggetto o sostanza ad operazioni di smaltimento o di recupero. Infatti, come si evince dalle foto, il concetto di “disfarsi” è ben lontano dall’essere rispettato. La presenza di questa tipologia di rifiuti abbandonati, oltre a possedere un grado d'interferenza elevato rispetto alla componente paesaggistica, per il forte impatto visivo che ha, causa soprattutto il deturpamento e l’inquinamento a lungo termine dell’ambiente, con inevitabili, disastrose, conseguenze per tutti gli esseri viventi, dovute all’entrata in circolo, anche nella catena alimentare, di sostanze inquinanti pericolosissime. Analizziamo l’origine e le caratteristiche di pericolosità dei rifiuti trovati; ci rendiamo conto di essere in presenza di rifiuti speciali pericolosi ai quali, non è stato, evidentemente, applicato il concetto di “disfarsi” menzionato nel Codice. Si elencano i rifiuti speciali e pericolosi osservati sul campo: 1)“Eternit” (lastre di cemento e amianto); 2) pneumatici fuori uso; 3) batterie per auto; 4) cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche (inerti vari); 5) apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso ecc. La mancanza del senso civico dei cittadini e la negligenza delle istituzioni, in effetti, fanno “differenziare” l’Italia dal resto dell’Europa.

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