Ospedali di Casarano e Gallipoli: 'gioco di squadra'

La ricetta del consigliere provinciale Gabriele Caputo per la sanità nell'area ionica: una struttura specializzata per Casarano-Gallipoli che punti all'eccellenza

di Gabriele Caputo* La delibera che la nuova giunta comunale di Casarano ha inteso adottare, condividendone i contenuti con il comitato spontaneo nato a “tutela dell’Ospedale F. Ferrari“, risulta sicuramente in linea con le prese di posizione da subito manifestate da parte di tutte le forze politiche e dell’associazionismo locale sulla questione dei “punti nascita”. Allo stesso modo, chiara e decisa vuole essere la posizione politica del sottoscritto, a differenza di quella di alcuni consiglieri regionali (sia di destra che di sinistra, senza escludere il centro), che in questi giorni hanno sposato, assumendo posizioni ondivaghe e di forte imbarazzo, la giustezza delle rivendicazioni che da ogni ospedale e da ogni territorio interessato di volta in volta provenivano. Purtroppo la verità è un'altra: Non sono, infatti, conciliabili, le giuste rivendicazioni di Casarano, con quelle di Gallipoli, con quelle di Scorrano, di Galatina, di Copertino, etc. La legge finanziaria del 2010 (governo Berlusconi) infatti, impone, attraverso il cosiddetto “Piano di rientro”, il riordino delle reti ospedaliere regionali. Obbiettivo: tagliare i costi; Strumento: ridurre i reparti e gli ospedali. Di fronte a questa arida equazione non si può illudere la gente che tutto sia ancora possibile, che nessuno subirà alcunché. Peraltro, pensare in modo semplicistico che se la politica vuole la politica può, risulta essere, soprattutto in questo momento, oltre che fuorviante anche pericoloso poiché lascerebbe ancora aperta la porta alla prepotenza, alla raccomandazione, ai campanili più forti. In questo caso, (seconda fase del piano di riordino ospedaliero) invece è mancata la politica, quella con la P maiuscola, quella politica che deve essere necessario confronto e sintesi virtuosa a favore delle popolazioni che si amministrano e si rappresentano. Che fine ha fatto la conferenza dei sindaci? Il sindaco di Lecce Paolo Perrone che ne è anche il presidente è stato del tutto assente (forse perché il Fazzi è adeguatamente tutelato), mentre poteva essere protagonista e poteva rendere i nostri territori protagonisti, convocando tutti i sindaci per decidere insieme le scelte da farsi, a vantaggio di tutti. Tutto questo non è avvenuto così che le scelte sono state affidate, almeno sembra, alla matematica dettata nell’Accordo Stato-Regioni. Inizia così un percorso che dovrà portare alla chiusura dei reparti di maternità dove si effettuano meno di 500 parti l’anno, ma anche alla razionalizzazione/riduzione di quelli che ne’effettuano meno di 1.000. A noi tutti in questo momento deve interessare sicuramente la battaglia sul punto nascita di Casarano, (perché mi sembra oggettivamente che ci siano tutti gli indicatori a favore dell’Ospedale F. Ferrari), ma deve interessare soprattutto la garanzia che nel medio periodo questo territorio non sia penalizzato ed il nostro ospedale mantenga quel ruolo di importante punto di riferimento dell’intera sanità in provincia. A che cosa potrebbe servire, infatti, ottenere oggi ostetricia se tra qualche anno, poi, qualche altra finanziaria dello Stato, potrebbe imporre alle regioni la chiusura di altri ospedali? Possiamo continuare a fare la guerra tra campanili? E’ necessario che quella politica con la P maiuscola che vorremmo protagonista dei processi, faccia oggi un buon servizio alle proprie popolazioni, e getti le basi per un futuro meno incerto. In futuro ci saranno nuovi tagli e nuove razionalizzazioni da affrontare, ma in ogni caso il fattore “territoriale” sembra essere quello preminente ed imprescindibile rispetto alle stesse strutture che possono per decreto essere, di fatto, riempite o svuotate. L’area ionica, oggi ruota attorno alle strutture ospedaliere di Casarano e Gallipoli e potrà continuare a svolgere questo importante ruolo soltanto se tra i due nosocomi si riesce a far un intelligente gioco di squadra. Non guerra di campanile ma intelligente sintesi e complementarietà, fino ad ipotizzare la possibilità di un'unica struttura ospedaliera “d’ambito”, dislocata su due plessi quello di Casarano e quello di Gallipoli, ognuno con specifiche competenze di settore, sotto la guida di un'unica direzione sanitaria, facilmente raggiungibili dal territorio e tra loro. Un esempio per tutti: Se Casarano oggi ha dimostrato di poter eccellere per tutto ciò che può ruotare attorno alla salute del nascituro e della madre, surclassando altri nosocomi (compreso anche Scorrano) garantendo peraltro tutta la “filiera dell’emergenza”, non si può non riconoscere che la presenza a Gallipoli di reparti come ortopedia, traumatologia, pneumologia (anche per la presenza della camera iperbarica) rappresenterebbero la giusta risposta per i meriti già acquisiti e per un territorio che d’estate è maggiormente soggetto a rischio di intervento. Ed allora, la politica in questo momento più che aizzare le folle, e magari accaparrarsi questo o quel comune vicino perché faccia il tifo di qua o di la, acuendo la lotta di campanile, dovrebbe lavorare per consentire che i territori possano esprimere compiutamente il proprio modello di sanità, senza delegare ad altri scelte che invece dovrebbero essere proprie. Si rende quanto mai necessario riuscire a condividere i nuovi tasselli su cui basare il nuovo sistema sanitario, quello che vorremmo, quello che deve considerare la sanità a partire dalle persone e non dalle bandiere, che cura realmente il cittadino più che il campanile, che aumenta in modo intelligente i servizi sul territorio senza per questo necessariamente dover aumentare la spesa, in definitiva che non relega la sanità ad uno status di base e di sussistenza ma la qualifica sempre più. Non cogliere la necessità di questa conversione e la scelta di voler stare insieme per essere più forti, perpetrando invece la lotta a due, potrebbe condurre ad una lenta autodistruzione e, tra qualche legge finanziaria, magari alla soppressione di uno dei due ospedali, oppure di tutti e due a vantaggio di altre ipotesi. Ritengo sia fondamentale ormai ragionare solo in questi termini, e creare tutte le condizioni perché questo percorso possa essere agevolato, dal punto di vista organizzativo, ma anche infrastrutturale. Il completamento della circonvallazione di Casarano, ad esempio, potrà apportare nuovi benefici rispetto a quelli già noti, consentendo il collegamento tra le due strutture, in pochi minuti. La struttura unitaria di Casarano-Gallipoli potrebbe diventare oltre che l’unica strada percorribile, una nuova invidiabile realtà tra le eccellenze della sanità salentina e della Regione Puglia. Diamo per ciò il nostro contributo e tutto il nostro impegno. *Conigliere Provinciale del PD

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