5 vele: Melendugno batte Otranto

Bari. In Puglia solo due località sventolano le 5 vele: Melendugno ed Ostuni. Due vele a Santa Cesarea “sul cui giudizio ha influito lo scempio fatto sul litorale di Porto Miggiano”

BARI – Nel turismo la qualità ambientale può battere la crisi economica. Saper integrare natura, arte, tradizione ed enogastronomia, con forme di accoglienza sostenibili e a basso impatto sul territorio, può dare impulso all’economia legata ai flussi turistici che sempre più spesso si orientano verso luoghi con condizioni ambientali garantite. Diverse indagini confermano questa tendenza; e anche da un recente sondaggio realizzato da IPR Marketing per Fondazione UniVerde è emerso che il 35% dei turisti europei considera gli aspetti ambientali molto importanti nella pianificazione della vacanza. Stamattina Legambiente e Touring Club Italiano hanno illustrato i vantaggi economici del turismo sostenibile in occasione della presentazione di Guida Blu 2012, il vademecum dell’estate che segnala le mete di mare e lago per una vacanza all’insegna della tutela del territorio e premia con le “5 vele” l’eccellenza dei comuni balneari italiani. I dati pugliesi della dodicesima edizione di Guida Blu sono stati presentati in conferenza stampa, questa mattina a Bari, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e Silvia Godelli, assessora al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, alla presenza di Marco Potì e Giuseppe Santoro, rispettivamente sindaco di Melendugno e assessore all’Ambiente di Ostuni, quali comuni premiati con le 5 vele. Sono infatti queste le due località pugliesi insignite delle “5 vele”. Per Melendugno, tra l’altro, si tratta di una “promozione” dal momento che l’anno scorso ne aveva ricevute quattro. “Nella classifica di Guida Blu 2012 – ha commentato Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia – sale per la prima volta sul podio il Comune di Melendugno e scende, dopo anni, quello di Otranto. Se la nostra regione rimane stabile, dopo la Sardegna, per numero di vele, in compenso aumentano il numero delle località balneari e delle spiagge consigliate che salgono rispettivamente a 38 e 37, mentre l’anno scorso erano 36 e 32. Questo grazie a due new entry, i comuni di Fasano e Santa Cesarea Terme classificati rispettivamente con tre e due vele, due località che per le loro caratteristiche non potevano mancare in una guida che passa in rassegna le località turistiche della costa. Buono il piazzamento di Fasano, mentre è deludente la valutazione riservata a Santa Cesarea, una delle località più rinomate della costa salentina, sul cui giudizio ha influito lo scempio fatto sul litorale di Porto Miggiano”. Quest’anno sono otto le località a 4 vele: le salentine Otranto, Diso, Nardò, Castro, oltre a Chieuti (Fg), Fasano (Br), Polignano a Mare (Ba), e Monopoli (Ba). In 21 località sventolano 3 vele, e in sei sventolano 2 vele. Chiude la classifica Castellaneta (Ta) con una sola vela. “Guida Blu è il risultato di un costante e attento monitoraggio delle località pugliesi – ha dichiarato l’assessora Godelli – la tendenza al miglioramento delle nostre località costiere, così come dimostra la presenza della Puglia tra le prime regioni in Guida Blu, mette in luce l’impegno delle amministrazioni locali. Diretta conseguenza di questo impegno è l’incremento del turismo: soprattutto quest’anno, caratterizzato purtroppo dalla crisi economica, qualità e diversificazione dell’offerta turistica diventano elementi di particolare rilievo per la nostra regione”. Nella classifica delle 13 località a 5 vele, i Comuni di Ostuni e Melendugno si sono piazzati rispettivamente al 10° e 13° posto con le seguenti motivazioni: Ostuni (Br) “per aver messo in atto una serie di interventi rientranti nella logica della sostenibilità ambientale: ha avviato un processo che condurrà alla certificazione EMAS, dopo aver già conseguito la certificazione ISO 14001 del proprio sistema di gestione ambientale; nel Parco Regionale delle Dune Costiere ha avviato la riqualificazione di un tratto di costa con l'abbattimento di strutture abusive esistenti e l'allestimento di Sentieri blu e di una Casa del Mare in un lido abusivo acquisito al patrimonio comunale. Ha avviato un percorso di tutela e corretta valorizzazione del paesaggio della piana degli ulivi millenari. Ha attuato campagne di educazione ambientale e alimentare sui temi dell'agricoltura biologica, del risparmio idrico in agricoltura, del cibo locale e di stagione coinvolgendo associazioni, scuole e agricoltori. Insieme al Parco Regionale delle Dune Costiere ha realizzato un percorso di partecipazione con la comunità locale, con le associazioni e gli operatori economici finalizzato a garantire la gestione condivisa dell'area parco per una corretta fruizione turistica nell'area naturale protetta per l'ottenimento della certificazione CETS Carta Europea del Turismo Sostenibile”. Melendugno (Le) “dopo l'edilizia pesante nella zona costiera realizzata dagli anni ‘60 fino ai ‘90, ha adottato una politica di recupero del patrimonio ambientale con particolare riguardo ai luoghi d'acqua (esemplare il recupero del canale Brunese e soprattutto la collaborazione al progetto AQP-Regione Puglia di recupero dei reflui in bacini fitodepurativi a valle del depuratore consortile di S. Foca – esperienza di punta della Regione Puglia, vincitrice di concorsi nazionali sulle buone pratiche) e alla costa Tutela delle pinete litorali, in particolare della Baia dell'Orsetta, ma anche del patrimonio storico con interventi di tutela dell'area archeologica di Roca Vecchia, della rotta della Poesia e di quella di S. Cristoforo. Va sottolineato come il litorale di Melendugno, ancorché tutelato da diversi SIC, è quello dove con maggior frequenza nidifica la specie di tartaruga Caretta caretta in Puglia e in Italia”. // Doppio criterio di giudizio Il giudizio attribuito a ciascuna località è frutto di valutazioni approfondite. I parametri (21 indicatori) sono suddivisi in due principali categorie: qualità ambientale e qualità dei servizi ricettivi. Lo stato di conservazione del territorio e del paesaggio, la qualità dell’accoglienza, la pulizia del mare e delle spiagge, la presenza di servizi per disabili, le iniziative nel campo della gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, della mobilità, del risparmio idrico ed energetico e la presenza di parchi e aree marine protette, costituiscono per Legambiente chiari indicatori di merito. // Il podio italiano Quest’anno la capolista delle località a 5 vele è Santa Marina Salina (Messina) nell’arcipelago delle Eolie. Il comune siciliano ha ottenuto il massimo riconoscimento per il costante impegno nella cura del territorio e per aver intrapreso politiche energetiche e di gestione dei rifiuti efficaci che consentono sia agli abitanti che ai turisti di vivere al meglio le bellezze naturali che in questo comune sono particolarmente tutelate. E’ sempre la Sardegna però a mantenere il primato della regione con la media più alta di vele (3,5) con quattro località a 5 vele. La Basilicata resta sul podio delle regioni a cinque vele, mentre rimangono pressoché invariate le posizioni di Toscana e Puglia, che piazzano entrambe tra le prime 13 due località. Complessivamente sono 378 le località costiere e di lago segnalate da Legambiente e Touring Club con Guida Blu insieme all’elenco aggiornato degli alberghi e strutture ricettive per l’ambiente che si fregiano dell’etichetta ecologica di Legambiente Turismo: più di 400 strutture per oltre 65mila posti letti e una stima di presenze che supera i 6 milioni l’anno. Come di consueto per ogni regione è riportata un’introduzione di carattere storico, culturale paesaggistico e abbina alle descrizioni delle località – soprattutto di quelle premiate con 5 e 4 Vele – le segnalazioni di eventi e manifestazioni, escursioni, specialità enogastronomiche. Anche la sezione delle grotte marine è più completa: per ogni grotta nuovi simboli ne descrivono le principali caratteristiche naturali e di agibilità.

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