I genitori di Selena. Che sta rinascendo

Mesagne. Tra paura, sete di vendetta, voglia di rinascita. I genitori delle amiche di Melissa commentano il fermo del killer del Morvillo-Falcone

Vincenzo, il papà di Selena, l’amica che ha visto morire Melissa tenendole la mano, mentre le conducevano in ospedale, è un omone gentile e mite. Torna dal cantiere alle 15 e si ferma volentieri a chiacchierare. C’è tanta rabbia in lui e nella mamma di Selena, Francesca, ed è un sentimento condiviso da tanti, in paese. “Se fosse vero, che quell’uomo ha messo la bomba per vendetta privata, allora significa che Melissa è morta inutilmente” –dicono. Vogliono dire che non riescono a trovare un senso, in tutto questo. “Portatecelo a noi”, hanno detto le ragazze del Morvillo-Falcone alla notizia del fermo di Giovanni Vantaggiato, il reo confesso della strage del 9 maggio scorso a Brindisi. Un sentimento uguale a quello dal papà di Melissa, che in conferenza stampa non ha voluto aggiungere altro ad un secco “condivido”. Ed è quello che provano a Mesagne, perché temono che se fosse stato un “folle” gesto, quindi fosse riconosciuta l’incapacità di intendere e di volere del killer, la giustizia avrebbe il polso più dolce per l’assassino. Questo non vogliono che accada. “Dicono che l’ha fatto per problemi economici, dice Francesca, la mamma di Selene, e noi che viviamo alla giornata che cosa dobbiamo dire? Si va avanti così, quello che è possibile si fa, sennò non si fa a. Invece lui è ricco, perché tanta rabbia contro le ragazze. E se l’avessero fatto ai suoi figli? E se capitasse ai suoi figli, ai suoi nipoti. Che cosa farebbe lui. Lui se l’è presa con le nostre figlie, e noi con chi dobbiamo prendercela, con i Ministri, con lo Stato”? Denise, la mamma di Valeria, amica di Selena, vuole più sorveglianza fuori e dentro le scuole. Vuole più telecamere, anche per prevenire i tanti episodi di bullismo che si verificano tra le mura scolastiche. E con gli altri genitori delle studentesse del Morvillo-Falcone chiederà più sicurezza. “Ci siamo messe le magliette con la scritta non ho paura – dice Giusy – ma non era vero. Si, l’abbiamo fatto per Melissa, ma abbiamo paura, eccome”. “Se siamo in balìa degli assassini, dice la mamma di Selena, come possiamo mandare le nostre figlie a scuola? Questo pare che abbia agito da solo, senza un’organizzazione. Allora io dico che è anche peggio, abbiamo più paura, se un uomo da solo può fare tanto e a noi non ci protegge nessuno”. Selena sta meglio. A giorni alterni si reca in ospedale a Brindisi per la medicazione della caviglia, delle mani, del viso. Ha una vistosa fasciatura al piede sinistro, le mani coperte da una sorta di guanti medicanti. Deve sottoporsi anche ad una serie di controlli all’orecchio a causa del grumo di sangue che si è accumulato. La pelle del viso sta rinascendo, anche i capelli, ma lei quando non va in ospedale va al cimitero. Da Melissa. Questa è per ora la routine della sua giovane vita di cui cerca di raccogliere i pezzi. Articoli correlati: Pista mafiosa: troppe coincidenze (19 maggio 2012) I video della tragedia (19 maggio 2012) Bomba a Brindisi: bollettino medico (19 maggio 2012) Brindisi: 5000 no (20 maggio2012) Selena e le altre: 'ci raseremo i capelli' (20 maggio 2012) Attentato a Brindisi. Vertice in Prefettura (21 maggio 2012) Bomba a scuola. L'ex militare non è indagato (21 maggio 2012) Attentato di Brindisi. La polizia preleva un uomo, forse il fratello del killer (21 maggio 2012) Bomba a Brindisi. Le foto della tragedia (21 maggio 2012) Melissa, oggi l'addio nella chiesa Madre (21 maggio 2012) Attentato a Brindisi. Vendola: 200mila euro alle famiglie (21 maggio 2012) Attentato di Brindisi. ‘Nessuna prova e nessun colpevole' (22 maggio 2012) Attentato di Brindisi. Il giorno dell'addio a Melissa (22 maggio 2012) Tragedia di Brindisi. I numeri dei soccorsi (24 maggio 2012) Attentato di Brindisi. Gli studenti: ‘Non abbiamo paura' (24 maggio 2012) Attentato di Brindisi. Gli studenti pugliesi si mobilitano (25 maggio 2012) La mafia da oggi ha il suo megafono (25 maggio 2012) Gli studenti, tutti a Brindisi (26 maggio 2012) In quattro pagina la colpa del killer di Melissa (8 giugno 2012)

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