Maglie-Otranto. ‘Dopo gli ulivi, distruggono i trulli’

Maglie. La segnalazione inviata alla prefetta ed alla Soprintendenza dal Coordinamento civico

MAGLIE – Dopo gli alberi tagliati senza controlli, mozzati della propria chioma per chissà quali fini, adesso è a rischio la sopravvivenza delle antiche costruzioni rurali. Il tracciato della strada statale 16 è ancora una volta lo scenario della demolizione del paesaggio rurale e naturalistico. A fare le spese dell’incuria o forse dell’azione consapevole dei vandali è una costruzione a pianta rettangolare realizzata in blocchi irregolari di pietra. Un edificio, che integro fino a poco tempo fa, oggi appare diroccato nella parte superiore. E’ invece totalmente scomparso l’albero di noce che sorgeva lì accanto. Il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino ha inviato una lettera alla prefetta di Lecce Giuliana Perrotta ed alla Soprintendenza ai beni culturali per denunciare l’accaduto, allegando foto dell’area, com’è oggi e com’era fino a pochi giorni fa. Ecco che cosa si vede oggi:

trullo senza tetto

Il trullo non ha il tetto; sparito anche l'albero di noce che sorgeva lì accanto Ecco com'era il paesaggio fino a pochi giorni fa:

trullo intero
trullo e noce

Il trullo era integro e l'albero di noce ancora presente Ecco la lettera inviata: TERRIBILE SCOPERTA SULLA MAGLIE-OTRANTO! “ORA VI DEMOLISCONO ANCHE GLI ANTICHI TRULLI, DOPO GLI ALBERI ?!” Segnalazione all’Urgente Attenzione della Soprintendenza ai Beni Culturali e del Prefetto di Lecce Dopo il taglio abusivo di centinaia di ulivi, oggi anche si registra amaramente quella che potrebbe essere la demolizione esecrabile, vandalica, delle antiche abitazioni rurali e dei trulli, là dove è previsto l’allargamento contestato della Strada Statale 16 Maglie-Otranto, su suoli già semi-espropriati a tal fine! Nonché il totale taglio di altre specie di alberi, dopo gli ulivi, come i noci! Tutto dunque, meno che quella “cantierizzazione virtuosa” auspicata dal Prefetto di Lecce e dalle associazioni ambientaliste in merito all’opera di allargamento della nuova SS 16, al suo progetto e alla sua esecuzione! Solo fino a pochi mesi fa, era integro il tetto di un’antica preziosa casa rurale a pianta rettangolare realizzata in blocchi informi di pietra viva e alcuni blocchi squadrati, tenuti insiemi da intercapedini e meati riempiti di terra rossa e bolo, come nell’uso antico; tutto integro, come documentano anche le foto di GoogleMaps, ma fino appunto a poco tempo fa! Ieri, 20 maggio 2012, l'amaro spettacolo che si è presentato agli occhi dei passanti è stato quello di un edificio diroccato nella parte superiore, con segni freschissimi delle avvenute semi-demolizione vandaliche o accidentali da incuria; tetto sfondato, e demolizione di quasi tutte le cornici superiori perimetrali della loggia, realizzate in blocchi della tipologia “chianche” squadrate intagliate nella “pietra leccese”! L’antico edifico ferito, ma ancora ben recuperabile, sembra sanguinare alla vista della terra rossa messa in luce tra le pietre dal colorito novello sulle superfici che sin ora non erano mai state esposte all’esterno, e dunque all’attecchimento dei muschi e licheni! Tutto meno che quanto previsto nella cantierizzazione virtuosa dell’opera di allargamento della nuova SS 16, ovvero la cura e tutela dei beni culturali, archeologici e architettonici lì presenti, e eventualmente progetti di smontaggio e rimontaggio poco oltre degli antichi abituri, con un lavoro meticoloso bene eseguito con il coinvolgimento di maestranze locali specializzate nell’architettura della pietra a secco! Della spiacevole scoperta si vuole informare d’urgenza il sensibile Prefetto di Lecce e la Soprintendenza ai Beni Culturali Paesaggistici Archeologici e Architettonici di Puglia perché si approntino le procedure di restauro della struttura abitativa antica nel rispetto della sua forma, materiali e tecniche costruttive, e si proceda al suo dovuto vincolo in quanto antico edifico rurale e testimonianza storica! Vincolo da estendere e valevole per tutti gli altri edifici consimili a rischio. Gli scempi subiti dagli ulivi ed altri alberi sui suoli semi-espropriati per la nuova SS 16, tagliati-abbattuti, o capitozzati, o potati selvaggiamente, per ricavarne abusivamente legno, fanno temere, possibili atti di ignoti volti a demolire persino i beni culturali ricadenti sui suoli già semi-espropriati, di fronte alla vista del crollo-abbattimento del tetto di questo edificio antico! L’edificio sorge a pochi metri di distanza dal ciglio della SS 16, sul suo lato destro percorrendola da Maglie verso Otranto, a circa 100 metri prima della svolta per il centro abitativo di Bagnolo del Salento. Le coordinate della antica struttura rurale sono Latitudine: 40° 7'26.47″N Longitudine: 18°19'46.60″E Dal confronto con le foto Googlemaps si è constatata persino la recente totale scomparsa di un alto albero di noce che sorgeva nei pressi della struttura! Un'altra vittima, probabilmente, come gli ulivi lungo la SS 16, dei tagli assassini volti a fare legno dagli alberi, anziché approntare quegli espianti e trapianti virtuosi degli alberi, a loro salvataggio, come previsto in un’ opera di “cantierizzazione virtuosa” per la SS 16! Quanto sta avvenendo lungo la SS 16 sa poco, o meglio a, di virtù, e molto di tutt’altro, in uno Stato che pare ormai localmente assente ai suoi doveri di tutela e protezione del territorio e dei cittadini che lo abitano! Da qui anche l’appello fiducioso e pieno di speranza rivolto anche al Prefetto di Lecce, perché la speranza e la fiducia nelle istituzioni non possono che trasmettersi e rafforzarsi, nei cittadini, solo vedendole operare per il risanamento del territorio, la sua protezione, rinaturalizzazione, restauro, rispetto; non vedendole invece divenire, come spesso sta disdicevolmente avvenendo, enti di devastazione persino avversi ai cittadini, e alle costituzionali richieste di tutela del paesaggio, avanzate da questi, recando in mano la stessa nostra Carta Costituzionale, che nel suo articolo 9, tra i primi principi della Repubblica, pone proprio la tutela del paesaggio storico-naturale della Nazione e dei suoi beni culturali, a cui tanto si legano la qualità di vita ed il riconoscimento dell'identità di una nazione! Grazie per il vostro urgente intervento Il Coordinamento Civico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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