Pubblico confronto. Stefàno, ‘Non serve'

Casarano. Il candidato del centrodestra declina l’invito dell’avversario, sostenendo che i cittadini hanno già le idee chiare su contenuti e programmi

CASARANO – Attilio De Marco, candidato del centrosinistra, lo aveva invitato ad un confronto pubblico, davanti ai casaranesi, per parlare dei programmi. Ma lui, Gianni Stefano, candidato del centrodestra, declina l’invito. Le motivazioni sono spiegate in una nota inviata dallo stesso Stefano in cui si sostiene il fatto che i confronto pubblico non sia necessario, dal momento che i cittadini sono già andati a votare al primo turno, ed hanno quindi già chiara la propria preferenza tra i due. L’occasione è inoltre ghiotta per Stefano per un nuovo affondo all’avversario, di cui definisce “sconcertante” l’idea di presentare la sua eventuale squadra di governo. Il candidato del centrodestra punzecchia, inoltre, De Marco, in riferimento alla sua rivalutazione dell’Amministrazione De Masi, puntualizzando, in chiusura, come “l’ex assessore De Marco, infatti, risulti non già dimissionario, bensì revocato dall’allora sindaco De Masi, avendo pertanto continuato a percepire, fino all’ultimo giorno, lo stipendio di assessore”. Ecco l’intervento integrale di Stefano: La richiesta di pubblico confronto avanzata dal candidato Attilio De Marco, non può essere che respinta per diversi ordini di motivi. Innanzi tutto, dal punto di vista pratico sostanziale, siamo ormai, primo turno compreso, ad oltre un mese di campagna elettorale, fatta di confronti, pubblici comizi, resoconti e programmi elettorali veicolati capillarmente, sia attraverso internet che a mezzo stampa. E’ evidente quindi che tutti i cittadini siano andati a votare, già in sede di primo turno, avendo una più che sufficiente conoscenza dei candidati e dei rispettivi contenuti programmatici. Al contrario, dalla lettura del comunicato dell’Avv. De Marco, che mi invita ad un pubblico confronto chiarificatore per gli elettori, si evince che i cittadini casaranesi si sarebbero recati alle urne il 6 e 7 scorsi, in uno stato di preoccupante disinformazione, ulteriore offesa, questa, all’intelligenza ed alla coscienza dei nostri concittadini. Sconcertante è inoltre, la presentazione di una eventuale ed ipotetica squadra di governo, formata, al momento, scegliendo persone al di fuori delle proprie liste elettorali, come se i candidati consiglieri, che fino ad oggi l’hanno supportato, fossero privi di competenze e professionalità adeguate. Oltre a ciò, il mio modo di intendere e fare politica, come ormai chiaro a tutti, è fondato sul confronto di idee, pacato e civile, nel quale si realizza la naturale dialettica democratica. Non è perciò possibile avere ulteriori dibattiti con un personaggio, che si è mosso da subito nel solco delle ingiurie, delle urla sguaiate, delle offese personali, anche pesanti, in un crescendo finale, che non ha risparmiato neppure i circa 6.000 cittadini elettori, colpevoli soltanto di avermi gratificato del proprio consenso, fino ad essere addirittura accusati di presunte e squallide compravendite di voti. Tra l’altro, la tortuosa e confusionaria storia politica del candidato De Marco, azzera totalmente la sua credibilità, nel momento in cui, annaspando per recuperare consenso elettorale, fa appello all’unità delle forze del centro-sinistra cittadino, rammentando incredibilmente con orgoglio, il periodo legato alle giunte Ingrosso e Venuti, da lui peraltro osteggiate in Consiglio Comunale dai banchi dell’opposizione. Per la precisione, nel secondo breve mandato del compianto sindaco Ingrosso, la cui memoria spesso viene cinicamente utilizzata in queste circostanze, l’allora consigliere De Marco rappresentava nell’assise comunale l’opposizione di “Forza Italia”, partito di cui per molti anni è stato segretario cittadino, dirigente provinciale, delegato all’assemblea nazionale, candidato al consiglio provinciale etc. etc. Nella seconda giunta Venuti, sempre l’allora consigliere De Marco, in rappresentanza di una lista civica, era ancora all’opposizione, tanto da non lesinare spesso critiche alle scelte amministrative del primo cittadino. Ma ciò che lascia letteralmente allibiti è la demagogica ed incredibile rivalutazione postuma della giunta De Masi, della cui fine anticipata il mio antagonista si era dichiarato fino a pochi giorni addietro fiero promotore, sostenendo appunto di aver avviato con le sue dimissioni, la fine di quell’amministrazione, per invitare poi i responsabili di quell’esperienza, come se a fosse accaduto, a ricompattarsi, senza indugi, contro il sottoscritto. Peccato che si tratti dell’ennesima falsità. L’ex assessore De Marco, infatti, risulta non già dimissionario, bensì revocato dall’allora sindaco De Masi, avendo pertanto continuato a percepire, fino all’ultimo giorno, lo stipendio di assessore. Paradossale è perciò oggi leggere che la stessa persona, con sprezzo del ridicolo ed ovviamente per strumentale convenienza, dichiari di voler rinunciare in seguito alle indennità di carica. Lascio pertanto lo spazio del confronto al mio competitore, in modo che abbia a spiegare meglio e dettagliatamente alla città le sue evidenti contraddizioni. Ci sarà altro tempo ed altro modo per confrontarsi, col futuro consigliere comunale De Marco, nella sede istituzionale, sui problemi che attanagliano la città, in primis il debito pubblico ereditato, per i quali sarebbe più semplice per lui chiedere a chi li ha generati e che oggi gli sono accanto.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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