Pd, un incontro per la ricostruzione del partito

Lecce. Trovare risposte alla clamorosa sconfitta del Partito democratico nel capoluogo. Gli indignati del Pd si interrogano domani al Tiziano

LECCE – La sonora debacle del Pd a Lecce impone una riflessione profonda sul destino del partito e, necessariamente, sull’operato negli ultimi anni. Gli “indignati” del partito hanno così convocato una riunione per domani alle 18 presso l’hotel Tiziano per fare il punto sulla situazione del Pd leccese ed organizzarne la ricostruzione. Promotori dell’incontro sono Gigi Pedone e Rocco Maurelli che sostengono come non sia più ammissibile alcuna forma di liturgia e ipocrisia. “La tragedia è tanto immane quanto lo è il dolore dei militanti e degli elettori di un partito – dicono – che non ha mai voluto radicarsi”. “La disfatta è enorme – si legge in un messaggio postato su facebook – e non può essere attribuita al destino cinico e baro! Perché segue a quella della sconfitta cocente alla Provincia nelle elezioni del 2009. Lo straordinario successo del centrodestra leccese è un caso unico in Italia. Già questo è sufficiente a confermare che oltre alle capacità di quello schieramento politico cittadino, vi è tutta l’inconsistenza della coalizione del centrosinistra e del Pd in particolare”. Si tratterebbe, dunque, di una “disfatta” che grava su tutto il gruppo dirigente, provinciale e locale, che non hai mai inteso riflettere e discutere seriamente sulla debolezza strutturale del Pd leccese, “un partito erede del Pd e Ds che seppe nella metà degli anni Novanta conquistare il governo della maggioranza dei Comuni del Salento e della Provincia. Un esperienza di governo che portò un profondo cambiamento della provincia di Lecce, i cui segni sono indelebili”. E dai “gloriosi” anni Novanta alla sconfitta ancora non digerita dello scorso week end, ecco come sarebbero andate le cose, secondo Pedone e Maurelli: “A conclusione di quella grande esperienza cominciò a prendere piede una nuova e perversa convinzione: la militanza e la partecipazione potevano essere supplite dai questuanti delle segreterie personali; i militanti sostituiti con soggetti privi di scrupolo e che hanno letteralmente assorbito l'impegno dei dirigenti e delle rappresentanze istituzionali; svilendo cosi la partecipazione e il contributo disinteressato di tanti iscritti; riducendo le sezioni /circoli in veri gusci vuoti, al servizio di questo o di quell’altro notabile di turno. Il cimento sulle grandi questioni della società veniva sostituito dall’esclusivo impegno teso a foraggiare gli ‘amici’; allontanando dal partito tutte quelle energie che tentavano di opporsi a questa deriva; l’aver sostituito la fatica del lavoro sul territorio con la più semplice e meno onerosa battaglia per mezzo delle conferenze-stampa. Si poteva quindi avere un risultato diverso? Poteva essere mai sufficiente l’impegno della vice presidente della Regione Loredana Capone di fronte a tanta debolezza e, per altro, negli ultimi mesi quando per tutti i cinque anni non si è fatto quasi a”? Sono questi i quesiti che richiedono risposte urgenti. Chi le abbia o chi le cerchi, non manchi l’appuntamento.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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