Pensioni. Nel Salento il 95% è inferiore a mille euro

Lecce. La drammatica situazione illustrata da Ninì De Prezzo, segretario dello Spi Cgil Lecce e i tre indirizzi da seguire per superarla

LECCE – La pubblicazione dei dati Istat ha fatto aprire gli occhi su una condizione che probabilmente non si riteneva così grave: più di 7 milioni di persone in Italia vivono con una pensione inferiore ai mille euro e che altri due milioni e mezzo di anziani percepiscono una pensione che non arriva ai 500 euro. Una situazione che riguarda quasi il 50% dei pensionati in Italia. Ma nella provincia di Lecce la situazione è ancora più grave ed estesa. Secondo lo SPI Cgil Lecce, il quadro ha infatti delle tinte ancora più fosche. Nella provincia di Lecce, su 274.339 pensioni erogate mensilmente dall’Inps nel 2011, ben 259.025 hanno un importo inferiore ai mille euro, pari al 94,4% del totale. Di queste, 170.625 sono inferiori alle 500 euro. Solo il 5,6% dei pensionati nella provincia di Lecce può ritenersi nella fortunata fascia che supera i mille euro (15.314). Questi dati sono stati resi pubblici dal segretario generale SPI Cgil Lecce Ninì De Prezzo e discussi durante la riunione del Direttivo provinciale dello SPI Cgil Lecce che ha avuto luogo ieri nella sede della Cgil Lecce, con la partecipazione della segretaria regionale SPI Rosangela Lisi, dei segretari provinciali SPI, Raffaele Romano e Fernanda Cosi, e dei segretari confederali della Cgil Lecce Salvatore Arnesano e Antonella Cazzato. Alla discussione e all’analisi seguirà una grande e intensa fase di mobilitazione in tutto il territorio e che culminerà con la manifestazione nazionale unitaria dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil a Bari, il prossimo 20 giugno. Spi Cgil, Fnp Cisl e UilP hanno già approntato una piattaforma di proposte unitaria con cui si chiede ai governi nazionali, regionali e territoriali, di intervenire in maniera seria sulle politiche fiscali e di welfare. In altri Paesi europei come Francia, Spagna, Germania e Regno Unito, pensioni dello stesso importo sono totalmente esenti dalle tasse, oppure gravati da un’imposta minima. Secondo De Prezzo è necessario adottare misure mirate a sostenere i redditi attraverso un alleggerimento del carico fiscale sui pensionati, con particolare attenzione alle tipologie di pensionati: famiglie monoreddito, famiglie monocomponente (persone sole) e situazioni di particolari fragilità come possono essere le famiglie con persone non autosufficienti, vedove e pensionati con trattamenti minimi, persone che percepiscono pensioni talmente basse da affrontare con molta difficoltà la vita quotidiana e i bisogni che ne scaturiscono. “Gli indirizzi da seguire – dice il segretario Spi Cgil Lecce – sono principalmente tre: ripristinare il fondo nazionale per la non autosufficienza, cancellato dal precedente governo che ha così spostato tutto il peso economico e sociale delle cure sulle spalle delle famiglie; diminuire la pressione fiscale sui redditi da pensione; lavorare molto sulla contrattazione sociale territoriale, un essenziale strumento per la tutela dei pensionati e dei lavoratori nel confronto con le istituzioni locali”.

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