Parco Angelica. Va alla parrocchia il terreno del boss

Parabita. Diventerà un luogo di legalità da offrire ai cittadini. Alle 16 la cerimonia di consegna

PARABITA – È come un disegno in bianco e nero, illuminato dai colori di un bambino: è questa la metafora che meglio si presta per descrivere un appuntamento che si preannuncia di grande impatto emotivo. Sulla strada provinciale Alezio-Parabita a partire dalle 16, si terrà la cerimonia di inaugurazione di Parco Angelica, un centro polifunzionale nato dalla riconversione di un bene confiscato alla mafia e concesso in locazione per un anno alla parrocchia San Giovanni Battista di Parabita, guidata dal parroco don Angelo Corvo. Si tratta di un vasto terreno appartenuto a Giorgio Romano, usuraio e manipolatore di aste giudiziarie, teatro della sua stessa uccisione nel 2008 per mano di una delle sue vittime, ed attualmente affidato alla Chiesa Matrice di Parabita. L’assassino, costituitosi, sconta attualmente una condanna penale a 30 anni. Il parco di circa 7.000 metri quadrati, con i suoi palmizi, sarà quindi da ora a disposizione della collettività, “la stessa collettività alla quale queste fortune, in mille forme, erano state sottratte”, come sottolinea il parroco don Angelo Corvo. Manifestazioni, convegni, spettacoli musicali, attività ludiche e sportive si alterneranno nel calendario del Parco Angelica, coinvolgendo le associazioni e le realtà locali in una serie di eventi tutti da programmare. A dare un immediato segnale di come persino dal male possa nascere qualcosa di inaspettatamente positivo, c'è anche la scelta stessa del nome: “Parco Angelica”, che trae spunto da un atroce fatto di cronaca nera locale. Con un sondaggio aperto sul sito Parabitalife, si è infatti deciso di dedicare il parco ad Angelica Pirtoli, una delle tante piccole vittime della mafia, uccisa nel 1991 a soli due anni insieme alla sua mamma e ritrovata otto anni dopo. Oggi che Angelica avrebbe compiuto poco più di vent'anni, l'obiettivo di questo immenso parco è proprio quello di regalare ai suoi visitatori, momenti felici ed esperienze di vita che a lei sono stati negati. “L’adozione di un bene confiscato alla criminalità – commenta don Angelo – rappresenta una responsabilità comune, uno strumento per rendere la popolazione parte attiva, attraverso la messa in opera di azioni volontarie, economiche e d’opera di grande valore, soprattutto e innanzitutto, sociale”. Interverranno alla cerimonia, Domenico Caliandro, vescovo della Diocesi Nardò Gallipoli; Giuliana Perrotta, prefetta di Lecce; Alfredo Mantovano, già sottosegretario all’Interno; Roberto Tanisi, presidente della II sezione Penale del Tribunale di Lecce; Alfredo Cacciapaglia, sindaco di Parabita; Donato Pezzuto, amministratore giudiziario del bene. Tra gli invitati anche il presidente della Corte d'appello di Lecce Mario Buffa, il presidente della I sezione Penale del Tribunale di Lecce Stefano Sernia, il procuratore della Repubblica del Tribunale di Lecce Cataldo Motta e il prefetto di Reggio Calabria Giuseppe Caruso. Al termine della cerimonia, seguirà il concerto di Maria Libera Bove, Lorenzo Di Figlia, PopRocksAndCoke. Previsti anche l’esibizione della Scuola di danza “Victory Dance” ed un intervento a cura de “Giovanissimi Azione Cattolica”.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!