E' festa, negozi aperti. La Cgil: ‘Un’offesa alla dignità dei lavoratori’

Lecce. Quell’auspicato punto di incontro con le aziende non si è trovato. Cioè: il decreto salva l’Italia, ma non il diritto alla festa e alla famiglia

LECCE – Serrande aperte anche nei giorni di festa. Ed il 25 aprile che perde improvvisamente di senso. Per i dipendenti degli esercizi commerciali, costretti a rinunciare ad una tradizionale occasione di stop dal lavoro; e per le famiglie, che rinunciano invece ad un’altra occasione per stare insieme. E’ uno degli effetti del decreto “Salva Italia” che nel suo articolo 32 concede agli esercizi commerciali la facoltà di autoregolamentarsi rispetto agli orari di apertura. Festivi inclusi. Ed a questa regola di autodeterminazione, non sfuggono il 25 aprile ed il 1° maggio, nonostante si tratti di feste “particolari”, con una valenza maggiore rispetto alle semplici domeniche. Molto critica la segretaria generale della Filcams Cgil di Lecce, Valentina Fragassi: “Tenere aperti i negozi anche nelle giornate del 25 aprile e del 1° maggio è atteggiamento lesivo e oltraggioso della dignità di tutti i lavoratori e non rispettoso dei valori che da sempre rappresentano questo territorio”. Così molti esercizi commerciali di Lecce oggi resteranno aperti, svuotando di senso la giornata del 25 aprile, dedicata alla commemorazione della liberazione dal nazifascismo. “Continuiamo a chiedere alle aziende – ha dichiarato Fragassi – di trovare un punto di equilibrio tra fatturati, consumo e vita dei lavoratori. E’ inaccettabile che le festività non debbano essere momento di condivisione con la propria famiglia ed i propri affetti, ma diventino strumento di alienazione della vita dei lavoratori solo nel nome del consumo”. Il punto di incontro tuttavia non c’è stato. Ed anche i rappresentanti delle istituzioni non si sono espressi in merito, nonostante la Cgil abbia inviato espressa richiesta di prestare attenzione ad un tema così delicato. “Il 25 aprile è una festa che tutti i cittadini dovrebbero avere la possibilità di trascorrere insieme alla famiglia – ha dichiarato il segretario generale della Cgil Salvatore Arnesano – rispondendo con un gesto di ‘resistenza’ anche alle logiche del consumo commerciale senza criterio: logiche che anano i valori civili e mortificano le vite delle persone. Invitiamo tutti a partecipare a questa grande Festa – ha aggiunto- affinché il 25 aprile non diventi solo una data commemorativa, ma sia l’occasione per rinnovare il senso dell’impegno e del sacrificio spesi dai compagni e dalle compagne partigiani per affermare la democrazia e la libertà nel nostro Paese”. L’augurio è che per il 1° maggio qualcosa possa cambiare. E che la giornata dedicata ai lavoratori non sia solo un segno rosso sul calendario.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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