Turista travolta dalla Smart. A luglio l’udienza davanti al gup

Lecce. Fissata l’udienza preliminare per la morte di Anna Innorta. La 24enne Valentina Carrozzo risponde di omicidio colposo ed omissione di soccorso

LECCE – Si terrà il 6 luglio l’udienza preliminare davanti al gup Giovanni Gallo relativa all’inchiesta sulla morte di Anna Innorta, la turista bolognese di 23 anni che la scorsa estate venne travolta ed uccisa da un’auto in transito sulla strada provinciale 340. La giovane donna stava attraversando la strada a piedi, quando la Smart di Valentina Carrozzo, 24enne di Salice Salentino, le arrivò addosso e poi fuggì via. Carrozzo fu arrestata per omicidio colposo ed omissione di soccorso e scarcerata, alcuni giorni dopo l’accaduto. La 24enne risultò positiva all’etilometro con un tasso di 0,69, poco superiore al consentito. 23 agosto 2011 Non ci fu omissione di soccorso. Valentina torna libera di Andrea Morrone LECCE – E’ tornata in libertà Valentina Carrozzo, la ragazza di 24 anni di Salice Salentino agli arresti domiciliari da sabato scorso con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso dopo aver travolto e ucciso venerdì notte, alla guida della sua auto, Anna Innorta, la turista bolognese di 23 anni in vacanza a Torre Lapillo, e ferito gravemente Marino Cavoluzzi, 20enne originario di Palo del Colle. Il gip del tribunale di Lecce, Alcide Maritati, ha infatti convalidato l’arresto della 24enne (solo per l’ipotesi di reato di omicidio colposo, poiché l’arresto per omissione di soccorso è previsto solo se l’indagato non si consegna o non si rende reperibile nelle 24 ore successive all’incidente), rigettando la richiesta di applicazione di misure cautelari formulata dal pubblico ministero, Paola Guglielmi, poiché “non sussistono con evidenza esigenze cautelari”. Questa mattina la 24enne, accompagnata dai genitori e dal fratello, si è presentata dinanzi al giudice per essere interrogata in sede di convalida dell’arresto. In poco più di mezz’ora la Carrozzo, risultata anche positiva, seppur in maniera lieve, all’alcol test (si tratta, in questo caso, di una sanzione amministrativa che prevede l'ammenda da 500 a 2.000 euro, e la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi) ha ricostruito i tragici eventi di quella notte di sangue, spiegando di non essersi accorta della presenza dei pedoni che in quel momento tentavano di attraversare la strada. “L’indagata – scrive il gip nell’ordinanza –, colta dal panico, pur essendosi accorta dell’investimento e della presenza di altri pedoni, proseguiva la marcia e si portava immediatamente presso la sua abitazione distante poche centinaia di metri dal luogo del sinistro, dove appena giunta allertava il padre dell’accaduto invitandolo ad attivarsi per portare soccorso agli investiti e allertare le forze di polizia”. Riguardo all’ipotesi di omicidio colposo il gip spiega come la Carrozzo avrebbe dovuto “prestare la massima attenzione adeguando la propria condotta a quel tratto di strada, consapevole che vi era una scarsissima visibilità e il possibile attraversamento dei pedoni”. “La circostanza che l’indagata avesse bevuto una birra (supportata dal test alcolimetrico) – conclude il gip – rende poi verosimile che la ragazza fosse quanto meno poco concentrata e probabilmente distratta per la conversazione in corso con l’amico che viaggiava con lei, oppure stanca e assonnata. Considerazioni che avrebbero dovuto portarla a un ben diverso approccio alla guida”. Il gip punta poi il dito nei confronti della strada, la provinciale 340 che conduce da Torre Lapillo a Porto Cesareo, evidenziando “l’esistenza di una situazione di oggettiva pericolosità di quel tratto di strada, certamente da attribuirsi a una non irreprensibile gestione della stessa da parte dell’ente proprietario e degli enti interessati”. Per questo, in attesa dei lavori di illuminazione e creazione di marciapiedi annunciati dalla provincia, saranno le forze dell’ordine a vigilare e a garantire la sicurezza sulla strada, come deciso in un vertice svoltosi ieri in questura. 20 agosto 2011 Turista travolta uccisa da un'auto pirata LECCE – Doveva essere un giorno speciale, quello in cui festeggiare con gli amici il ventitreesimo compleanno sulla spiaggia di uno dei tanti lidi di Torre Lapillo, la località turistica del Salento dove stava trascorrendo le vacanze. Un destino atroce e beffardo, invece, l’ha strappata via lasciando la triste storia di una vita troncata, ormai solo da immaginare. Anna Innorta è stata travolta e uccisa da un’auto pirata mentre stava rientrando a casa con gli amici, dopo una serata trascorsa in allegria. Erano da poco passate le 2.30 e Anna e Marino, un suo amico, stavano percorrendo a piedi via Torre Lapillo (la strada provinciale 340) quando, in prossimità di via 394K, hanno deciso di attraversare la strada. In quel momento è sopraggiunta, forse a velocità elevata (saranno ora i rilievi e i riscontri tecnici a stabilirlo), una Smart, condotta da una ragazza di 24 anni, Valentina Carrozzo, che ha travolto in pieno i due ragazzi. L’impatto è stato violentissimo, la vittima ha colpito prima il parabrezza della piccola autovettura ed è stata poi sbalzata con violenza sull’asfalto. Per lei non c’è stato a da fare, la 23enne bolognese, in vacanza sul versante jonico della penisola salentina, è morta pochi istanti dopo. Nell’incidente è stato coinvolto anche Marino Cavoluzzi, 20 anni, originario di Palo del Colle, in provincia di Bari. Il 20enne ha riportato gravi lesioni e un forte trauma cranico ed è stato trasportato d’urgenza, da un’ambulanza del 118, nell'ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove si trova ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neurologia, in gravissime condizioni. L’autista della Smart, forse in preda al panico, è fuggita via dal luogo dell’incidente, lasciando dietro di sé una scia di sangue e morte. Sul luogo della tragedia sono subito intervenuti i carabinieri della stazione di Porto Cesareo e della compagnia di Campi Salentina, che hanno raccolto le testimonianze di alcune persone presenti al momento del drammatico incidente e avviato subito le indagini per risalire all’identità dell’autista. Indagini rapide ed efficaci che hanno condotto i militari dell’Arma sino a Valentina Carrozzo, rintracciata poco dopo nell’abitazione estiva di famiglia a Torre Lapillo, poco distante dal luogo in cui è avvenuto l’incidente mortale. La ragazza è stata subito sottoposta all'alcoltest, che ha riscontrato nel sangue un tasso alcolemico superiore, seppur in maniera minima (0,7 g/l.), al limite consentito dalla legge. L’autovettura è stata sottoposta a sequestro e la patente di guida ritirata. La 24enne è stata interrogata a lungo dai carabinieri, fornendo una ricostruzione e una versione dei fatti che non solo non ha convinto gli inquirenti, ma che non ha neppure trovato riscontro con gli elementi oggettivi in possesso dei carabinieri. Alcune ore dopo la Carrozzo è stata arrestata con l’accusa di omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza, omicidio colposo e lesioni personali. La giovane donna si trova ora agli arresti domiciliari nella propria abitazione a Salice Salentino. Della vicenda è stata subito informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Paola Guglielmi, titolare del procedimento. La morte di Anna Innorta ha riacceso le polemiche sul tratto di provinciale di via Torre Lapillo che attraversa il centro abitato. Circa un chilometro e mezzo di strada priva di segnaletica orizzontale (mai ripristinata dopo i lavori idrici dello scorso anno) e di illuminazione, su cui si affacciano molti lidi. I residenti puntano il dito contro l’amministrazione, evidenziando come a rendere pericoloso il transito dei pedoni siano anche le auto in sosta, che costringono gli stessi a camminare sulla carreggiata, con le auto che sfrecciano a velocità elevate.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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