Melica: ‘Complesso Agave dimenticato dal Comune’

Lecce. Stamattina il candidato del Terzo Polo ha effettuato un sopralluogo nella struttura

LECCE – Sopralluogo presso “una delle solite opere inaugurate e clamorosamente abbandonate da questa amministrazione”, come l’ha definita il candidato sindaco del Terzo Polo Luigi Melica. Stamattina Melica ed il consigliere regionale di Moderati e Popolari Antonio Buccoliero, sono stati nel complesso “Agave”, nelle vicinanze del maxi store “City Moda”. Si tratta di abitazioni destinate alle Forze di polizia, costruite dalla ditta De Gennaro di Bari (proprio quella coinvolta nelle attuali vicende giudiziarie), abitate però anche da famiglie di civili, per volere dell’allora sindaca Poli Bortone. “Nello spiazzo antistante il complesso – ha detto Melica – sorge un abbozzo di rustico di cui non si conosce la destinazione. Inoltre, sempre nella piazza c’è un prato inglese che potrebbe benissimo diventare un parco giochi per bambini: nell’Agave ci sono circa 400 famiglie, che potrebbero fruire di uno spazio di aggregazione”. “Ma i problemi non finiscono qui – ha aggiunto –. Come raccontatomi dall’amico Buccoliero, nelle strade che circondano via Don Giacomo Alberione, la situazione è di pericolo costante: la criminalità vi ha trovato uno spazio per spacciare stupefacenti, per intimidire gli abitanti. Circa un anno fa, è stata bruciata perfino un’automobile nel garage di una palazzina, la cui combustione ha danneggiato anche i primi piani dello stabile, con conseguente trasferimento delle famiglie che abitavano in quegli appartamenti”.

Agave, il pavimento del garage

Complesso Agave, il pavimento del garage “Inoltre, la pavimentazione del garage è completamente accidentata, con numerose buche formatesi poco dopo la costruzione. Mi chiedo – ha continuato Melica – come sia stato possibile ottenere l’avallo dai Vigili del Fuoco e l’abitabilità. Gli abitanti si sentono abbandonati e, come al solito, dopo le inaugurazioni pompose, l’amministrazione comunale si dimentica dei suoi cittadini. Proprio come è accaduto per via Pistoia”.

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