Al ‘Fasano’ va in scena una Mirandolina anni ‘30

Taviano. Oggi alle 21 la più rappresentata tra le opere goldoniane, “La locandiera”, regia di Prisca Manco. Con la partecipazione della Ragtime Bubu Band dal vivo

TAVIANO – E’ l’opera goldoniana più rappresentata. ‘La Locandiera’ oggi approda al Teatro Fasano di Taviano, portata in scena dalla Compagnia Stabile della Città di Taviano ‘Neroghi – Tonino Carluccio’ per la regia di Prisca Manco, in una chiave di lettura e rivisitazione nuova, anni ’30, con la partecipazione straordinaria della Ragtime Bubu Band dal vivo. Quattro musicisti ed otto attori in scena: il pianista Marcello D’Ippolito, il clarinettista Ruggero Palazzo, il trombonista Francesco Leone ed il batterista e cantante Roberto Donno (http://www.youtube.com/watch?v=s6px5P0hg7k).

Ragtime Bubu band

Ragtime Bubu band

Prisca Manco nel ruolo di Mirandolina

Prisca Manco nel ruolo di Mirandolina

Massimo Olimpio nelle vesti del Cavaliere di Ripafratta

Massimo Olimpio nelle vesti del Cavaliere di Ripafratta

Flavio Corina nei panni del Conte d_Albafiorita

Flavio Corina nei panni del Conte d'Albafiorita, Francesca Campa nel ruolo di Dejanira e Larissa Marsano nelle vesti di Ortensia

Giuseppe Alfarano nel ruolo del Marchese di Forlipopoli

Giuseppe Alfarano nel ruolo del Marchese di Forlipopoli

Nicolas Errico nei panni di Fabrizio

Nicolas Errico nei panni di Fabrizio (in questa foto con Prisca Manco)

Giovanni Leopizzi, nei panni del Servitore del Cavaliere

Giovanni Leopizzi, nei panni del Servitore del Cavaliere La vicenda, incrollabilmente moderna, di Mirandolina e del cavaliere di Ripafratta non riguarda solo l’invenzione di due mirabili personaggi teatrali ma anche la nostra vita, la continua immedesimazione che il teatro crea con ciò che vi è attorno. Scherzosa, ma amara, profonda, ma leggera, fine e popolare insieme ‘La locandiera’ si rivela commedia-verità specchio dei vizi umani e al contempo, insegnante di nonchalance sul saper vivere. Mirandolina si rivela una maestra di vita, senza moralismi e mossa dal buon senso: una donna consapevole dei propri mezzi e della propria forza cui si contrappone l’uomo in balia dei propri fantasmi. Nella locanda di Mirandolina si ritrovano tre uomini, metafora allora come ora, di una società variopinta, il Marchese nostalgico, antiquato, nobile decaduto, un Conte rifatto, arricchito, pieno di boria poggiata sul concetto di danaro (per altro ancora molto attuale) e il Cavaliere misogino, tutti e tre spazzati via da Mirandolina: questa donna antesignana già ai tempi goldoniani di una donna emancipata, imprenditrice, direttrice d’azienda, che fa cascare tutti tra le sue trame ‘.. a scorno degli uomini presuntuosi e ad onore del nostro sesso’! La rivisitazione ragtime della commedia apporta una leggerezza ulteriore al testo, che lascia spazio ad un’opera briosa, sicuramente nuova e lontana dai toni melensi, tipici del teatro più classico, con costumi anni ’30 tra piume, sigari e fiati swinganti. Al Teatro Fasano di Taviano, inserita nella XXVII edizione della rassegna comunale teatrale del T.P.P. (Teatro Pubblico Pugliese) la Compagnia Stabile della Città di Taviano ‘Neroghi – Tonino Carluccio’. Sipario ore 21.00.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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