‘Mi candido perché ci credo’

Christian Fattizzo spiega i motivi che l’hanno spinto a candidarsi a sostegno di Gianni Stefano ed i punti del suo programma personale

“C’era una volta una bellissima città, che si chiamava Casarano, nella quale tutti erano felici o quasi. Gli anziani venivano coinvolti in interessanti attività cittadine, molto stimolanti, che facevano sentire questi nonnini, ancora utili nella nostra società; bambini normodotati e ragazzi diversamente abili, giocavano e si divertivano insieme, senza barriere di pietismo; inoltre, quest’ultimi venivano accolti con vera solidarietà da tutta la comunità, senza falsi buonismi e ipocrisie; i ragazzi avevano a disposizione mezzi e strumenti, per poter ambire a vivere una vita “normale”, ed i loro genitori, si sentivano protetti e sicuri per il futuro dei loro figli, all’apparenza molto problematico; inoltre, uomini e donne di buona volontà, venivano apprezzati veramente per tutto l’aiuto che apportavano nella propria città…” Scusate stavo sognando ad occhi aperti…ora mi ricompongo! Però a pensarci bene, qualcosa del genere credo di averla già sentita che succedeva nella mia città, forse!!! Per non essere scortese, vorrei presentarmi: mi chiamo Christian Fattizzo e tra poco più di due mesi, sarò un giovane padre di 30 anni. Circa tre anni fa, mi è stata data la possibilità d’interfacciarmi nel mondo della politica cittadina, ed io avendo vissuto in prima persona, le vere problematiche, che può subire dalla società, una persona diversamente abile, ho voluto gridarle a gran voce, per dare una vera scossa alla mia città. Era da sempre stato un mio grande desiderio, poter realizzare qualcosa o dare un mio aiuto concreto, nella disabilità; finalmente tre anni fa, ho capito la strada che volevo intraprendere, ed ho fondato un’associazione per ragazzi diversamente abili. Non è stato facile credetemi, è stato ed è un percorso lungo, tortuoso, sia per colpa della machiavellica burocrazia italiana; sia per colpa, dei problemi che la vita, ti porta ad affrontare e superare (naturalmente chi ti mette “ i bastoni tra le ruote”, non manca mai); ma non importa, perché tutto ciò, mi ha dato la forza e la volontà, di proseguire nel mio stupendo cammino, realizzando tantissime cose, che potrebbero essere impensabili, per molti giovani uomini della mia età e non solo! Ora mi ritrovo a distanza di tutti questi anni, carico di esperienze, di nuove idee, con ancora tanta voglia di fare e rimettermi in gioco, ritrovando l’entusiasmo come se fosse la prima volta, però molto più consapevole, credendo nuovamente nella figura di una persona, che mi è stata sempre affianco, in questi anni, nella quale ho riscontrato, il profondo desiderio di sposare le mie idee di rinnovamento e di concretezza della Politica, una figura giovane e nuova, come me: Gianni Stefano; per questo motivo, ho deciso di ricandidarmi, alle prossime elezioni amministrative, come consigliere comunale. I miei progetti e le mie finalità politiche, nel corso di questi anni, non sono cambiati, anzi grazie ad una mia maturità, ottenuta lavorando duramente sul campo, mi ha portato ad aumentare gli obiettivi base da raggiungere. Nel tempo ho cercato in diversi modi, di lottare, contro le barriere invisibili, nelle quali sono rimasti rinchiusi, per troppo tempo bambini, ragazzi e uomini con disabilità. Ma la strada è ancora lunga e bisogna rimboccarsi le maniche per poter arrivare ad un minimo risultato. Purtroppo, tutti noi, dichiariamo di essere persone libere da ogni pregiudizio, pensiamo di essere aperti agli altri, ma in realtà c’è qualcosa con cui fatichiamo ancora a confrontarci…la DISABILITA’. Una difficoltà che si percepisce dallo sguardo imbarazzato e disorientato della gente quando interagisce, suo malgrado, con qualcuno che si presenta DIVERSO… ma diverso da cosa? A volte un dettaglio fisico, altre un comportamento, agli occhi dei più stravagante, quando non addirittura spaventoso o pericoloso. Ognuno tende a relazionarsi con gli altri avendo come metro di misura la “normalità”. Cos’è in fondo la normalità? Parola dalle sfaccettature molteplici e dalle infinite chiavi di lettura. A volte questa mancanza di NORMALITA’ davanti ad un disabile è palese, disarmante e come tutte le cose che non capiamo, che non conosciamo, d’istinto ci spaventa e ci allontana. E il DIVERSO è sempre più solo, emarginato, destinato a vivere mondi paralleli ovattati dalla nebbia perenne dell’indifferenza. A volte il DIVERSO non ha sufficienti strumenti per rendersene conto,purtroppo o per fortuna. Altre ne è pienamente e drammaticamente consapevole e vive con impotenza la sua condizione. Perché permettere che si aprano baratri sempre più profondi davanti a queste persone? Perché non promuovere invece questa apparente diversità? E al posto di criticarla non lavorare per integrarla? In piccole realtà come la nostra poi, il tutto diventa una sfida più grande, apparentemente insormontabile,.in realtà, aperta a infinite possibilità! Spesso manca la mentalità ”giusta”, altre volte non ci sono le strutture “giuste”, altre volte mancano perfino le competenze “giuste”. Perché non impegnarci a costruire quello che non abbiamo in questo settore così delicato e controverso? Perché non iniziare a creare qualcosa di utile e costruttivo per chi sembra condannato a vivere una vita a metà, costellata da infiniti disagi e solitudine. Il mio impegno politico e personale avrà molteplici obiettivi: -il singolo -la famiglia -la collettività – l’occupazione Restituiamo una sana quotidianità al disabile partendo dalla riqualificazione degli spazi (avete idea di quanto possa essere difficile una semplice passeggiata?). Puntiamo alla realizzazione di strutture che non siano delle nicchie contenitive, ma luoghi stimolanti e creativi che potenzino abilità e competenze faticosamente acquisite e troppo spesso perse perché non favorite nel modo giusto. Favoriamo i processi di integrazione di queste persone per garantire loro un senso di autosufficienza, autoefficacia, autostima e un ruolo attivo nella comunità spesso sorda e distratta. Sosteniamo le famiglie, affinchè, non si sentano abbandonate. Rendiamole competenti e preparate al sostegno che sono chiamate per prime a dare, ma che spesso non sono in grado di fornire perché non sufficientemente formate. Supportiamo la loro genitorialità e stimoliamo la creazione di uno spazio allargato che favorisca il confronto e che faciliti l’attivazione e l’impiego di risorse per fronteggiare un quotidiano percorso ad ostacoli. In questi anni, il terzo settore, a livello nazionale ed europeo, è l’unico in aumento occupazionale, con un indice in salita vertiginosa; con questa consapevolezza e certo della buona volontà di tanti casaranesi, sarà un mio scopo primario, poter ridare una piccola linfa occupazionale ai miei concittadini, apportando un aiuto concreto, alla fasce più deboli. Purtroppo in questo periodo di campagna elettorale, vige la regola dell’ipocrisia; io non sono un uomo pieno di parole e che vuol riempire la testa agli altri con false promesse, preferisco puntare sui fatti, e nel mio caso è del tutto palese! Sicuramente la mia figura non scomparirà all’albeggiare dell’8 Maggio 2012, ma continuerò a lottare per i miei ragazzi, non tralasciando anche altre fasce più deboli come gli anziani, i minori a rischio, tutte quelle famiglie che vivono alla soglia di povertà e sostenendo tutti quei giovani, che come me, hanno voglia di lavorare e contribuire alla realizzazione di una Casarano nuova, che possa offrire servizi utili a tutta la comunità. Dobbiamo essere uniti per poter costruire una vita ed un futuro migliore, per tutti noi. Grazie! Christian Fattizzo

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!