'L’eolico che non va', nel convegno sul progetto Erg

Ugento. Lo scorso venerdì l’incontro organizzato da Io Conto, Lilt ed Italia Nostra

UGENTO – L’hanno chiamato “Eolico che non va” in modo che, già nel titolo, fosse chiaro il punto di vista degli organizzatori sul progetto al centro del convegno. Si tratta, ancora una volta, del megaeolico proposto dalla Erg Italia Srl nel territorio a cavallo tra i Comuni di Ugento, Taurisano e Casarano: 18 pale eoliche della potenza di 45 MW totali. Venerdì scorso nella sala consiliare di Ugento si è svolto l’ennesimo incontro pubblico organizzato da Italia Nostra, Lilt e comitato civico “Io Conto”. Sono intervenuti Vito Rizzo, presidente di Io Conto, che ha trattato il problema dal punto di vista della localizzazione e delle problematiche che si innescano nella fase di cantierizzazione; Marcello Seclì, presidente di Italia nostra sezione Sud Salento, che ha tracciato la storia della lotta all'Eolico sopratutto nel Salento dal 2002 ad oggi; Antonio De Giorgi, nella veste tecnica di progettista di impianti, che ha trattato la distruzione creata dalle fonti rinnovabili concepite in misura industriale a scapito della vera ricchezza che danno le fonti rinnovabili rivolte all'autoconsumo delle famiglie e delle aziende; Alfredo Melissano, presidente dell'associazione “Nuova Messapia” di Soleto, che ha voluto trattare il problema del mega Eolico dal punto di vista dell'impatto sull'ambiente insieme alle problematiche legate agli “incidenti reali” che comporta il funzionamento della Pala Eolica (rottura del mozzo, incendio del rotore, crollo della torre, ecc.); Giulio Sparascio, presidente provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori, che ha trattato il tema del necessario ritorno all'agricoltura e alla creazione di nuove aziende agricole, con il criterio della salubrità e della convenienza al consumo dei prodotti locali e di stagione, in questo modo si possono anche predisporre presidi fissi sui territorio atti a scongiurare “aggressioni” di questa portata (riferita naturalmente al Mega Eolico e al Mega Fotovoltaico); Giuseppe Serravezza, presidente provinciale della L.I.L.T., che ha sottolineato il bisogno urgente, soprattutto da parte dei politici ormai “ubriachi” di malaffare, di ritornare indietro nella “corsa folle” che aggrava la condizione dell’ambiente e della salute dei cittadini. Moderatore della serata è stato Giancarlo Colella. Di seguito l’intervento con cui Vito Rizzo ha introdotto l’argomento. Di Vito Rizzo Il dramma del mega-eolico nel Salento. Durante questi giorni di pubblicità per il convegno tutti mi hanno chiesto: di cosa si tratta? Ma voi siete contrari o favorevoli? Facendo emergere, con questo, il bisogno che ancora c’è d’informazione su un argomento tanto complesso ed intricato quanto di semplice intuizione. Ed ecco allora che il proposito di questo convegno è quello di dare delle informazioni e risposte esaurienti quanto più oggettive possibili, in modo che ognuno di noi possa darsi una risposta da solo. Ognuno di noi a partire da me, quando ho iniziato a chiedermi se questo tipo di sviluppo che ci veniva proposto era sostenibile o meno si pone questi interrogativi, allora ci si documenta, si valuta, si analizza, ci si informa a vicenda e si inizia a capire e a discernere cosa sia sostenibile per noi e le future generazioni; così è stato per il problema dei rifiuti e dell’inquinamento ambientale prodotto dalle discariche, per il problema delle centrali a biomasse, per gli impianti fotovoltaici divoratori di ettari di terreni agricoli e lo è quindi per gli impianti eolici di dimensioni notevoli come quello che tratteremo stasera, che non è un problema che riguarda solo il Comune di Ugento ma comprende un’area più vasta che abbraccia tutto il territorio Provinciale, basti pensare agli altri vari progetti di mega eolico nel Parco dei Paduli di Cutrofiano, Nociglia e Grecìa Salentina, collina dei Fanciulli e delle Ninfe a Giuggianello, Minervino e Palmariggi. Nel caso specifico del progetto della ERG Eolica Italia srl, si tratta di un progetto di n. 18 torri eoliche nel territorio Comunale di Ugento ed opere connesse di elettrodotto interrato ed aereo che interessa i territori dei Comuni di Ruffano, Taurisano, Casarano, Collepasso, Cutrofiano e Galatina, per un totale di 45 MW (45 milioni di Kw). La zona interessata all’impianto è compresa tra la Provinciale 66 Ugento – Taurisano, la Provinciale 72 Ugento – Casarano e la Provinciale 360 Taurisano – Casarano, ed è tagliata in due dalla linea ferroviaria F.S.E. Gagliano del Capo – Novoli e, come del resto tutto il paesaggio agricolo Salentino, è caratterizzata da oliveti continui intervallati da tanto in tanto da qualche vigneto e seminativo ben coltivati, non siamo in presenza di una zona “degradata e poco frequentata dall’attività e dalla residenza dell’uomo” come viene definita nella relazione del progetto, oltre alla presenza del bosco di Varano, tratti di macchia mediterranea, canali di scolo delle acque, scarpate e depressioni; Diamo adesso un dimensionamento delle opere previste nel progetto: Torri alte 100 mt. sulle quali viene montato un aerogeneratore con diametro di 100 mt., portando così ad un altezza totale di 150 mt.; per il montaggio di ogni singola torre occorreranno aree di cantiere delle dimensioni di mt. 50 x 50 completamente libere da ogni tipo di ostacolo e servite da strade di accesso per fare transitare trasporti della lunghezza di mt. 60 x 5. Le nostre strade di campagna sono al massimo larghe 4 mt., la media è di 3 mt. e per la maggior parte sono delimitate da muri a secco e/o in tufi. Seppure il progetto prevede l’abbattimento di muri a secco e in tufi, la loro ricostruzione, l’espianto ed il trapianto di alberi soprattutto di olivi, l’adeguamento delle strade di servizio, poiché dal sopralluogo effettuato, noi riteniamo che la previsione è sottodimensionata soprattutto nel numero di alberi da espiantare e trapiantare. La natura di questi luoghi e la loro vocazione turistica non potranno mai permettere un impianto così invasivo e distruttivo della loro caratterizzazione e abbiamo voluto dimostrarlo con i fatti andando sui luoghi di progetto per capire come si potrà mai operare e cantierizzare un opera di queste dimensioni rapportando le fasi di cantiere (dati di progetto) alla natura dei luoghi. Abbiamo fatto di più abbiamo posizionato (con i dati di progetto) le singole torri su una cartografia (SIT Provincia di Lecce nelle scale 1/5000 e 1/10000) molto più aggiornata di quella utilizzata nel progetto (IGM 1/25000 volo 1948), mettendo così in risalto le aree di influenza di ogni singola torre nelle diverse distanze, 150 mt., 305 mt., 500 mt. e 1000 mt., scoprendo per esempio che le torri nn. 21, 12 e 5 nel loro raggio di influenza dei 1000 mt. lambiscono già parte del centro abitato di Taurisano per poi verificare che già a 2000 mt. sono in pieno centro abitato di Taurisano e lambiscono anche il centro abitato di Ugento nella periferia Sud Est e di Casarano nella periferia Sud; oppure che quasi tutte le torri hanno nella loro influenza dei 500 mt. strutture, vecchi fabbricati potenzialmente da convertire in strutture turistiche, abitazioni estive e non, senza considerare l’alta vocazione agricola del territorio interessato. Ora considerato che la zona individuata per questo progetto è, rispetto al resto del territorio Provinciale, abbastanza “larga” rispetto ai centri abitati di Ugento, Casarano e Taurisano e già presenta queste problematiche relative alla vicinanza dei centri abitati, lasciamo immaginare nel resto del territorio Provinciale dove non sarà facile trovare zone così distanti, come sarà possibile mai pensare di impiantare torri eoliche di queste dimensioni: praticamente in nessun punto della Provincia. Infatti facciamo notare che tutte le foto relative alle fasi di cantiere contenute nel progetto (ma in qualunque documentario fotografico e video che andremo a cercare) riguardano zone libere da alberi strade e muri a secco, e già così si può notare lo “scempio ambientale” che producono, immaginiamo cosa succederebbe nel nostro “stretto territorio”. E come voler indossare un vestito di qualche taglia più piccola a tutti costi. Noi crediamo fermamente nelle energie rinnovabili come il fotovoltaico e l’eolico, ma solo a quelle destinate all’autoconsumo ed al risparmio delle famiglie e delle imprese, che dovrà essere il vero sviluppo futuro e non a questi progetti scellerati che hanno come unico obiettivo guadagni esorbitanti di singoli soggetti a scapito di un ‘intero territorio; l’energia così prodotta verrà immessa nella rete nazionale, tramite l’elettrodotto di progetto di circa 30 Km. che dovrà attraversare altri territori, ognuno con le proprie ed uniche specificità socio-ambientali, e quindi rivenduta alle stesse popolazioni che devono subìre tutto questo, senza che ne abbiano un ben minimo vantaggio in termini economici, di occupazione e di miglioramento della qualità della vita. Dopo il danno, la beffa.

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