Servizi sociali. Maniglio, dubbi sulla gestione dei fondi

Lecce. Il consigliere regionale ha chiesto all’assessora Gentile di verificare personalmente e chiedere l’intervento della Corte dei conti

LECCE – Una gestione clientelare dell’Ufficio di Piano ed un uso scorretto dei fondi erogati dalla Regione per i servizi sociali. E’ solo l’ultima pesante accusa che piomba sul Comune di Lecce da parte dell’opposizione. Stavolta sotto la lente finiscono i servizi sociali ed in particolare il modo in cui l’Ambito sociale di zona di Lecce gestisce i finanziamenti regionali. Molto critico su questo punto Antonio Maniglio (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale, che attribuisce al Comune ogni ritardo nell’attuazione dei programmi nel sociale. Dei 9 milioni ricevuti dal Comune di Lecce dalla Regione, gran parte sarebbe stata utilizzata in assunzioni e richieste di consulenze “superflue”. Non solo. Maniglio critica anche l’immobilismo di Palazzo Carafa nell’attuazione dei progetti ed in generale la lentezza nell’espletare le pratiche. 650mila euro destinati all’assistenza indiretta personalizzata, erogati dalla Regione Puglia, sarebbero infatti ancora bloccati perché in due anni, il Comune, su 590 richieste presentate, ne avrebbe evase solo dieci. Ma andiamo con ordine. I 9 milioni cui fa riferimento Maniglio sono quelli erogati dalla Regione e destinati a minori, anziani a disabili. Ma oltre ai 9 milioni di euro destinati alle famiglie, a Lecce sono state finanziate importanti strutture assistenziali, come il centro polivalente per disabili, la struttura “Dopo di noi” per i portatori di handicap senza assistenza familiare, il centro socio-educativo e riabilitativo per disabili e tre centri socio-educativi diurni per minori. “Se a Lecce si è costruita una rete di servizi sociali che hanno attenuato i rischi di marginalità di tante famiglie – dice Maniglio – ciò si deve all’azione innovativa svolta dall’assessorato guidato da Elena Gentile”. Tuttavia, gli amministratori leccesi non avrebbero perso occasione per ritardare l’erogazione o sperperare parte delle risorse loro assegnate. Ed il riferimento è ai 650mila euro destinati all’assistenza indiretta personalizzata, erogati dalla Regione Puglia ed ancora inutilizzati. “Si tratta di interventi per cittadini che versano in gravi condizioni e che a tutt’oggi non conoscono l’esito delle loro domande: su 590 richieste presentate ne sono state istruite solo dieci. E’ ciò a distanza di due anni dall’attivazione della misura da parte della Regione”. Il secondo aspetto riguarda i costi dell’Ufficio di piano. Solo nell’Ambito di Lecce i costi di tale ufficio sono superiori a quelli per l’assistenza domiciliare integrata. La motivazione di ciò sarebbe da ricercare nelle assunzioni o consulenze “superflue”. “I soldi destinati a disabili e anziani – dice Maniglio – sono in parte serviti a ingrossare le clientele”. Sulla base di queste considerazioni Maniglio ha chiesto all’assessora al ramo Elena Gentile di disporre una visita ispettiva presso l’Ambito di Lecce, per verificare sia i motivi dei ritardi nella erogazione dei fondi assegnati, sia l’appropriatezza nella utilizzazione dei fondi; Maniglio ha chiesto anche di investire la Corte dei Conti per una valutazione sulla correttezza o meno nella gestione dei fondi erogati dalla Regione all’Ambito di Lecce. Ecco la richiesta inviata da Maniglio al presidente del Consiglio regionale Al Presidente del Consiglio Regionale Il sottoscritto consigliere regionale, premesso che – in questi anni la Regione Puglia ha assegnato all’ambito di Lecce oltre 9 milioni di euro per i servizi sociali destinati a minori, anziani a disabili; – sono state anche finanziate importanti strutture assistenziali: dal centro polivalente per disabili a quello “Dopo di noi”, dal centro socio-educativo e riabilitativo per disabili ai 3 centri soci-educativi diurni per minori; – questa rete e interventi sociali ha consentito di attenuare i rischi di marginalità di tante famiglie in una città come Lecce, colpita duramente dalla crisi economica; considerato che – nonostante la mole delle risorse assegnate si registrano ritardi nell’erogazione delle stesse come nel caso dei 650 mila euro destinati all’assistenza indiretta personalizzata con la conseguenza che su 590 presentate ne sono state istruite solo 10; – le spese per l’ufficio di zona sono lievitate al punto che le stesse sono superiori all’assistenza domiciliare integrata e ciò perché si è proceduto a dilatare gli organici sia con assunzioni che con il ricorso a convenzioni, chiede all’assessore ai servizi sociali – se non ritiene opportuna un’ispezione dell’assessorato regionale presso l’ambito di Lecce per capire perché le risorse assegnate non sono state ancora erogate alle famiglie che ne hanno richiesta e per verificare in tutti gli aspetti, come sono state spese le risorse regionali stante il rigonfiamento degli organici e le numerose convenzioni stipulate in questi anni; – di valutare, alla luce dell’ispezione richiesta, la possibilità di inoltrare tutte le carte contabili dell’ambito di Lecce alla Corte dei Conti.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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