Emergenza rifiuti. Dai sindaci, subito un acconto di 3 milioni

Lecce. Verseranno la somma necessaria al consorzio per procedere nella gestione dei rifiuti. E per il 4 aprile, assemblea dell’Ato Le2 per individuare il debito di ogni Comune

LECCE – I sindaci un’anticipazione sui debiti per raggiungere la somma di 3 milioni di euro, ritenuta indispensabile dalla ditta per poter procedere ad una gestione ordinaria del settore rifiuti nei prossimi mesi. E’ l’impegno preso stamattina in Prefettura al vertice convocato dalla prefetta Giuliana Perrotta al quale hanno preso parte i sindaci, i presidenti delle Ato leccesi ed il legale responsabile del consorzio Cogeam che gestisce le tre discariche della provincia. Inoltre è stata convocata per mercoledì 4 aprile prossimo un’assemblea dell’Ato Lecce2 che dovrà stabilire, tra le altre, la precisa quantificazione dei debiti di ciascun Comune, nonché la possibilità di un pagamento diretto da parte delle stesse amministrazioni a favore della ditta che gestisce gli impianti in questione. 28 marzo 2012 Emergenza rifiuti. Oggi il vertice in Prefettura LECCE – E’atteso per oggi in Prefettura il vertice che dovrebbe mettere ordine alla gestione dei rifiuti nella Provincia di Lecce. La situazione, ormai al collasso, è esplosa in tutta la sua gravità alla fine della settimana scorsa quando i dipendenti dei tre impianti di biostabilizzazione di Cavallino, Poggiardo e Ugento, hanno incrociato le braccia per protestare contro i continui ritardi nei pagamenti. Lo sciopero dei lavoratori è in realtà solo la punta dell’iceberg di una condizione di emergenza continua del settore, con il Consorzio Cogeam che gestisce i tre impianti, che vanta un credito di circa 9 milioni di euro dalle tre Ato salentine. E la più morosa (circa 6 milioni di debito) è la Ato Lecce Le2, quella cui sono associati i Comuni del centro Salento, che conferiscono i rifiuti nella discarica di Poggiardo. Se l’emergenza ambientale e sanitaria con il blocco definitivo dei conferimenti in discarica è stata scongiurata, è stato solo in prospettiva dell’incontro che si terrà oggi in Prefettura; e se questo non dovesse portare ai risultati sperati, allora si potrebbe ricominciare con le proteste e con i nuovi stop al normale servizio di raccolta e conferimento. L’impianto di Ugento è stato riaperto poco dopo l’inizio dello sciopero in quanto l’Ato Le3 ha versato un acconto del 10% sul dovuto, che ammonta a circa un milione e mezzo in tutto. Quelli di Cavallino e Poggiardo hanno ripreso la normale attività solo lunedì e, come detto, solo in prospettiva del vertice di oggi. A cui prenderanno parte oltre alla prefetta Giuliana Perrotta, anche il presidente delle società che gestiscono gli impianti, Antonio Albanese, ed i presidenti delle tre Ato. All’incontro sono stati convocati anche tutti i sindaci dei Comuni dell’Ato Le2, che è quella che ha accumulato il maggiore debito. 22 marzo 2012 Rifiuti, Salento in tilt LECCE – Il Salento è ad un passo dall’emergenza ambientale. I dipendenti del Consorzio Cogeam che gestisce i tre impianti di raccolta rifiuti di Cavallino, Poggiardo ed Ugento, 60 in tutto, ieri hanno incrociato le braccia ed hanno scioperato generando disagi nell’intera provincia e file di camion davanti ai cancelli delle discariche in attesa di poter conferire i rifiuti. Motivo dello sciopero è la mancanza di garanzie sulla corresponsione dello stipendio. L’arretrato riguarda solo una mensilità, ma altre volte, in passato, è capitato di attendere anche per diversi mesi ed è una situazione che oggi non sarebbe più sostenibile. “Ci rendiamo perfettamente conto della condizione in cui gettiamo i nostri dipendenti – dichiara Nicola Lacalaprice, responsabile del personale per la Cogeam – ma non possiamo fare diversamente. Le Ato non pagano e non sappiamo come portare fede ai nostri impegni. In altre occasioni abbiamo anticipato gli stipendi, accumulando debiti su debiti, ma ora non ce la facciamo più a sostenere le spese. Che cosa dovremmo fare, chiudere? Forse è l’unica alternativa che ci resta”. L’effetto di una gestione in monopolio del servizio di gestione rifiuti è che oggi il consorzio Cogeam attende 9 milioni di euro dalle tre Ato salentine. Il problema più grosso riguarda l’Ato Lecce2, quella a cui sono consorziati i Comuni che conferiscono i rifiuti nell’impianto di Poggiardo. Lacalaprice riferisce che quest’Ato non ha mai pagato. “Mentre le altre hanno dimostrato un certo impegno ed una certa volontà a colmare il debito, anche se versando di volta in volta un decimo del dovuto, l’Ato Lecce2 se n’è sempre disinteressata, accumulando il debito più grosso, circa 6 milioni di euro, che non riuscirà mai a pagare”. “Io mi chiedo – continua -: che fine fanno i soldi che i cittadini versano per la Tarsu? L’unica risposta è che i Comuni li usino per altri fini, tranquilli del fatto che un servizio pubblico non si può interrompere. A ciò si aggiunge che, in occasione di scioperi come quello di ieri, i sindaci poi ci denunciano per interruzione di pubblico servizio. Hanno il coltello dalla parte del manico perché noi siamo obbligati a garantire un servizio ai cittadini; ma noi a quale garanzia ci possiamo appellare? L’anno scorso abbiamo perso 2 milioni di euro e l’anno prima circa un milione e mezzo. Non possiamo continuare così”. Per il bacino di riferimento dell’Ato Lecce3 la situazione dovrebbe volgere ad un miglioramento ora che, dall’inizio del 2012, la gestione dei rifiuti è competenza diretta dei Comuni e non più dell’Ato. “In tal modo – dice Lacalaprice – per noi diventerà più semplice individuare il singolo Comune moroso ed intervenire; la novità è stata introdotta da poco ed ancora non abbiamo avuto il tempo di valutarne gli effetti, ma dovrebbero essere positivi”. La denuncia di Lacalaprice è rivolta non solo ai Comuni ed alle Ato, ma anche alle forze dell’ordine e alle istituzioni. “Più volte – dice – abbiamo interessato della questione i carabinieri, la Prefettura e la Corte dei Conti; ma dopo un primo intervento, ci hanno abbandonati, facendo finta di non vedere. Il problema però resta e noi siamo ad una condizione davvero disperata. L’unica scelta che abbiamo, ormai, è quella di riferire tutto direttamente al ministero, con l’auspicio che, almeno lui, prenda in esame il nostro problema”. // I Comuni dell’Ato Lecce 1 Arnesano, Calimera, Campi Salentina , Caprarica di Lecce, Carmiano, Castrì di Lecce, Cavallino, Copertino, Guagnano, Lecce, Lequile, Leverano, Lizzanello, Martignano, Melendugno, Monteroni di Lecce, Novoli, Porto Cesareo, Salice Salentino, San Cesario di Lecce, San Donato di Lecce, Sam Pietro in Lama, Squinzano, Surbo, Trepuzzi, Veglie, Vernole. // I Comuni dell’Ato Lecce 2 Alezio, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano de’ Greci, castro, Cutrofiano, Collepasso, Corigliano d’Otranto, Cursi, Diso, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Palmariggi, Poggiardo, San Cassiano, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Sogliano Cavour, Soleto, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Tuglie, Uggiano La Chiesa, Zollino. // I Comuni dell’Ato Lecce 3 Acquarica del Capo, Alessano, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Parabita, Patù, Presicce, Racale, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase, Ugento.

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