Amministrative. Chi di manifesto ferisce…

Lecce. Damiano D’Autilia risponde a Loredana Capone che aveva criticato i 6×3 del centrodestra, fotografando quelli di Anna Capone, nipote della candidata

LECCE – A Capone risponde D’Autilia. La candidata del centrosinistra alla carica di sindaco di Lecce ieri aveva criticato le spese folli del centrodestra per la campagna elettorale (argomentazione ripresa oggi anche dal capogruppo dell’Udc Wojteck Pankiewicz), riflettendo sull’opportunità, in tempi di crisi, di tappezzare la città di manifesti 6×3 e di servirsi di comitati elettorali adornati come grand hotel. Oggi D’Autilia scova, per le strade della città, dei 6×3 di una candidata del centrosinistra; Anna Capone, nipote della candidata. Impossibile resistere a replicare. Ecco il suo intervento:

manifesto Anna Capone

Che ogni dichiarazione di Loredana Capone venga puntualmente smentita dai fatti, ormai, è cosa nota a tutti. Che la candidata a sindaco per il centrosinistra, però, sia finita per cadere nella stessa trappola che aveva preparato per i suoi temuti avversari (più che temuti, non avendo valide argomentazioni per screditare l'operato del sindaco e della sua amministrazione), è davvero paradossale. Si erge a paladina della giustizia, criticando duramente i sei per tre elettorali affissi in città e affermando che sarebbe stato meglio destinare quel denaro ad altro, soprattutto in virtù del fatto che ci sono famiglie che non hanno una casa. Eppure, la candidata del centrosinistra dimentica che a campeggiare in città, tra gli altri, c'è proprio il manifesto di sua nipote. Un sei per tre che riporta il volto di Anna Capone, candidata con il Partito Democratico e nipote di Loredana. Senza dimenticare quelli di Sabrina Sansonetti. L'ennesima brutta figura collezionata dalla candidata del centrosinistra, che non ha altri strumenti se non quello di screditare l'avversario per ottenere un consenso che, purtroppo per lei, non esiste. A Loredana Capone pongo una domanda: non ritiene che il vero spreco sia rappresentato dalla campagna del “Cumandamu nui”, con cui ha volgarmente inondato la città? Questo slogan, casualmente tirato fuori oggi (chissà perché non quando il centrosinistra caldeggiava l'idea di un'intesa con Adriana Poli Bortone e il suo movimento), rappresenta l'essenza della campagna elettorale del centrosinistra leccese: a da proporre, tutto da contestare. Mentre i candidati del centrodestra lanciano idee e slogan personali, sempre propositivi e che li caratterizzano per il lavoro svolto, il centrosinistra si limita a sperperare denaro per dire qualcosa che ai cittadini proprio non interessa, perché non contiene progetti né idee. Loredana Capone ormai parla e puntualmente viene smentita dai fatti. Ma il fatto che questa volta sia stata proprio la nipote a smentirla non solo ci fa sorridere, ma ci fa andare con sempre più serenità avanti per la nostra strada. Damiano D'Autilia

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