Spiaggiamenti. ‘Subito una Commissione di inchiesta’

Melendugno. Il comitato “No Tap” chiede di fare chiarezza sui frequenti episodi e di bloccare, intanto, ogni attività di ispezione dei fondali pugliesi

MELENDUGNO – Una Commissione ministeriale d’inchiesta per fare luce sui frequenti spiaggiamenti di cetacei sulle coste salentine. E’ la richiesta del comitato “No Tap”, che si oppone alla realizzazione del gasdotto che la Trans Adriatic Pipeline vuole realizzare per portare il gas dall'Oriente fino all'Europa, passando per il Salento e dalla costa di Melendugno in particolare. L’ultimo spiaggiamento in ordine di tempo si è verificato lo scorso sabato, in località Grotta Monaca, ad Otranto. Necessario risalire alle cause che determinano tali spiaggiamenti che il comitato definisce “anomali” in quanto “concentrati in pochi giorni e sulle coste del nostro piccolo Salento”. Anomali ma soprattutto sospetti dal momento che gli spiaggiamenti potrebbero dipendere dall’utilizzo della tecnica dell’air-gun adottata nella ricerca di idrocarburi e nelle ispezioni dei fondali marini. Già in passato, le esplosioni causate da questa modalità avevano fatto perdere l'orientamento ai cetacei, che erano risaliti lungo l'Adriatico, habitat a loro non favorevole, e avevano perso l'orientamento, spiaggiandosi. Gli ambientalisti chiedono pertanto alla prefetta di Lecce Giuliana Perrotta di scrivere al ministro dell’Ambiente perché intervenga sospendendo nei mari pugliesi ogni autorizzazione a eventuali ricerche di idrocarburi con le esplosioni air-gun, “notoria causa di simili fenomeni di spiaggiamento”, e ad indagini sismiche-geologiche per il posizionamento in mare di gasdotti. Al ministro il prefetto dovrebbe chiedere, secondo il comitato di ambientalisti, anche di inviare una Commissione tecnico-scientifica di indagine per circoscrivere le cause ed indicare gli interventi da intraprendere per arginare e bloccare il fenomeno. Ma il comitato si rivolge anche a tutti i parlamentari, pugliesi e non, a cui chiede di depositare interrogazioni parlamentari che gettino luce e facciano chiarezza sulla questione. “Ormai – si legge in una nota – pare che non possiamo più fare affidamento neppure sulla serietà scientifica dei tradizionali istituti di ricerca, che di fronte a questo palese catastrofico stato dei fatti non hanno sollevato ancora il loro, atteso da tutti, grido d'emergenza. L'unica vera fortuna del Salento è la sua capillare rete di informazione che denuncia queste tragiche problematiche ambientali per destare le dormienti istituzioni in mano ad una classe dirigente diafana per non aggiungere altro. Siamo e dobbiamo essere uomini sul nostro territorio non burattini”.

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