Geotec e Cogea: ‘Infiltrazioni mafiose’

Casarano. Prefettura, due interdittive antimafia: “Possibili colleganze criminose tra l’amministratore della Geotec e il responsabile della Cogea”

CASARANO – Fuoco incrociato sulla criminalità organizzata di stampo mafioso che nel Salento fa affari con i rifiuti. Due interdittive antimafia, una direttamente dalla Prefettura di Roma, indirizzata alla Geotec, che intimava il Comune di Casarano a rescindere immediatamente il rapporto con la ditta che per anni ha gestito il servizio di raccolta rifiuti per il Comune tramite l’Ato Le/3. Poi un’altra interdittiva, questa volta della Prefettura di Lecce e indirizzata alla Cogea, la ditta che aveva vinto l’appalto per i servizi di igiene urbana in via provvisoria. Il Prefetto di Lecce, in virtù di quanto appurato da Roma, ossia l’esistenza di “possibili colleganze criminose tra l’amministratore delegato della Geotec e il responsabile tecnico della Cogea”, ha emesso la sua interdittiva, comunicando al Comune di Casarano che “allo stato sussiste la presenza di situazioni relative a tentativi di infiltrazioni mafiose (di cui all’art.10 comma 1 lett.C del Dpr n.252/98), nei confronti della Cogea”, con sede a Gallipoli.

Questi i motivi comunicati dalla commissaria prefettizia Erminia Ocello nel corso di una conferenza stampa di oggi nel corso della quale la Commissaria ha di fatto confermato le notizie pubblicate sul Tacco d’Italia in tempo reale proprio nei giorni dell’emissione dell’interdittiva antimafia, ossia dell’esistenza di motivi ostativi all’aggiudicazione definitiva alla Cogea, provenienti direttamente dalla Prefettura e dell’esistenza di collegamenti societari tra la Cogea e la Geotec. Giorno di lavoro intenso, quel 2 marzo, per gli uffici comunali e l’avvocato Peppino Mormandi, lodati entrambi dalla Commissaria: il 2 marzo infatti è arrivata da Roma la comunicazione delle possibili infiltrazioni mafiose nella Geotec e dei collegamenti di questa con la Cogea. Lo stesso giorno (determina n.28) il Comune aggiudica d’urgenza alla Igeco, arrivata seconda, il servizio al prezzo di 1.815.630,47 (ribasso dell’8,7%). Sempre il 2 marzo la Cogea ha presentato richiesta di sospensiva al Tar: la richiesta è stata accolta e stamane si è celebrata l’udienza per la discussione camerale.

Nel corso dell’udienza la Cogea ha dichiarato l’intenzione di “cessare la materia del contendere”, ossia di non voler più procedere oltre nel contenzioso relativo all’impugnazione dell’assegnazione definitiva alla Igeco avvenuta il 2 marzo. Sempre il 2 marzo però è arrivata al Comune di Casarano un’altra comunicazione, quella della prefettura di Lecce che informava la commissaria della presenza di tentativi di infiltrazioni mafiose nella Cogea. Così, il giorno successivo, il 3 marzo, il Comune con nuova determinazione (la n.29) ha confermato l’aggiudicazione definitiva alla Igeco, che dal 5 marzo garantisce il servizio di igiene urbana. Questa seconda determinazione del 3 marzo, con cui il Comune ha confermato l’aggiudicazione alla Igeco, sarà impugnata dalla Cogea, difesa dall’avvocato Pietro Quinto.

Ora c’è da capire perché il Comune abbia aggiudicato in via provvisoria l’appalto alla Cogea, se è vero che, oltre alle possibili infiltrazioni mafiose (di cui il Comune è venuto a conoscenza solo dopo l’aggiudicazione provvisoria), c’erano dei problemi tecnici. Non si potevano riscontrare prima ed evitare che le disastrate casse comunali si sobbarcassero ulteriori costi per un ulteriore contenzioso? Alla domanda ha risposto sia la commissaria Ocello, sia l’avvocato del Comune, Peppino Mormandi: “Da una parte si doveva garantire il servizio – dice la commissaria – dall’altra i ‘problemi tecnici’ si sono potuti riscontrare solo dopo l’aggiudicazione provvisoria – dice Mormandi – perché nel periodo di interregno tra l’aggiudicazione provvisoria e quella definitiva il Comune chiede ulteriori documentazioni e certificazioni e solo in quel momento può ratificare o meno l’esistenza di tutti i requisiti”. “Un grande ringraziamento ai prefetti di Roma e Lecce – ha detto la Ocello – che in piena sintonia e con tempestività straordinaria hanno prodotto l’effetto di far emergere le insidiose colleganze illecite tra operatori economici che anziché servire avrebbero potuto soffocare la collettività”.

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Marilù Mastrogiovanni

Faccio la giornalista d'inchiesta investigativa e spero di non smettere mai. O di smettere in tempo http://www.marilumastrogiovanni.it/chi-sono-2/

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