E’ tempo di crisi, ma anche di votazioni

Lecce. Ad elezioni comunali alle porte, Rocco Boccadamo riflette sui costi della politica

L’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale. In vista di tale evento, nonostante manchino ancora poco meno di due mesi all’appuntamento, è già partita la rituale “campagna”: suona invero fuori luogo l’inveterato ricorso a detta accezione, atteso che la stessa, nel suo significato più tradizionale e autentico, richiama alla mente raccolti di assai diverso genere, naturali e genuini. Fra le iniziative di propaganda dei candidati, rientra, come è noto, l’allestimento di temporanee sedi personalizzate, sotto l’insegna di “Comitati elettorali”, generalmente in locali, presi in affitto, prospicienti su strade o piazza ad alta densità di transito. Orbene, nell’ambito del quartiere di chi scrive, nel breve raggio di quattrocento – cinquecento metri, si sono, ad oggi, materializzati ben sette siti, con tavoli e poltroncine e, soprattutto, nomi e fotografie degli aspiranti in formato cinemascope. Facile immaginare quante sedi analoghe siano già fiorite o stiano per spuntare nell’intera città. Quale significato è verosimilmente e attendibilmente da conferire al proliferare dei “comitati” in discorso? Puro mecenatismo degli interessati? Semplicemente un loro complimento di riguardo all’indirizzo degli elettori? Magari fosse così! Le ragioni più realistiche e/o fondamentali stanno, purtroppo, nella consapevolezza, in seno agli aspiranti amministratori, della sontuosa e ricca greppia, cui, in caso di vittoria, sarà loro dato di accedere, accostarsi e attingere. Interesse, dunque, calcolo inequivocabile, ossia a dire niente si fa per niente. Beh, così stando le cose, dato che, in fondo, protagonisti e artefici determinanti della gara di che trattasi siamo noi, corpo elettorale, al fine di non perpetuare passivamente e, anzi, di scoraggiare queste surrettizie e parassitarie formule d’investimento, dovremmo unanimemente farci portavoce e batterci per la non remunerazione delle cariche pubbliche elettive o, al meno, per la drastica riduzione dei correlati emolumenti, portandoli, ad esempio, a un decimo della misura attuale. Sarebbe una risposta concreta alla necessità di contenere i costi pubblici.

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