Delfino spiaggiato. Il quarto caso in pochi giorni

Gallipoli. Un cittadino si è accorto del cetaceo ed ha avvisato la Guardia costiera. E’ colpa dell’air gun per la ricerca del petrolio?

GALLIPOLI – E’ il quarto caso in pochi giorni. L’ultimo si è verificato soltanto lo scorso 29 febbraio a Torre Chianca. Un delfino spiaggiato è stato ritrovato, ieri mattina, in località Lido Pizzo a Gallipoli. La segnalazione da parte di un cittadino alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Gallipoli ha permesso il ritrovamento. Sul posto è intervenuto il personale del Centro Studi Cetacei di Gallipoli che ha eseguito sopralluogo in zona per compiere i rilievi scientifici. L’esemplare di 2 metri e del peso di circa 170 kg, morto presumibilmente da poche ore al momento dell’avvistamento, non presentava ferite. Dell’accaduto sono stati informati il Comando dei Vigili Urbani ed il servizio veterinario della Asl. La domanda, che a questo punto si pone in maniera ancora più pressante, è se questi episodi siano da ricondursi ai progetti di ricerca di idrocarburi sulle coste pugliesi e salentine e al largo delle coste siciliane. Come il Tacco ha ricordato nell’inchiesta del numero di dicembre-gennaio, già in passato, le esplosioni causate dalla tecnica dell'air gun, utilizzata per la ricerca di petrolio nei fondali, aveva fatto perdere l'orientamento ai cetacei, erano risaliti lungo l'Adriatico, habitat a loro non favorevole, e avevano perso l'orientamento, spiaggiandosi.

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