Innovazione. Occupazione per 108 ricercatori

Bari. Pubblicata la graduatoria del bando “Partenariati regionali per l’innovazione”. Capone: “Partecipazione straordinaria”

BARI – Un lavoro per 108 giovani ricercatori, soprattutto nelle aziende di Bari e nel settore delle TIC, mentre l’Università del Salento detiene il primato in qualità di partner. Sono queste le principali novità della graduatoria del bando “Partenariariati regionali per l’Innovazione”, che fa parte del Piano Straordinario per il lavoro in Puglia e prevede il raggruppamento di imprese e organismi di ricerca per la presentazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Saranno finanziati, secondo le valutazioni della commissione, 11 progetti per 12,7 milioni di euro di investimenti di cui 8,3 milioni il contributo ammissibile, un’iniezione di risorse destinata a trasformare la ricerca in prodotti innovativi che hanno l’obiettivo di aumentare la competitività della Puglia sui mercati. È stato un successo inaspettato l’esito di questo bando in termini di partecipazione e di qualità delle proposte. Delle 76 candidature valutate sono infatti 67 quelle ammissibili per investimenti che valgono 36,8 milioni di euro e contributi per 23, 9milioni. Le proposte destinate ai finanziamenti hanno il potere proiettare al Puglia in una dimensione oggi ancora difficilmente immaginabile, nonostante i continui progressi tecnologici. C’è chi ha pensato alla diagnosi precoce dell’osteoporosi attraverso lo sviluppo di un nuovo dispositivo medicale ad ultrasuoni non invasivo e senza l’uso di raggi X. Altri progettano la realizzazione di un terapista virtuale personalizzato per la riabilitazione, con l’ausilio di microsistemi intelligenti indossabili. Una proposta riguarda la creazione di un mangime per i pesci di allevamento in grado di limitare l’uso degli antibiotici in acquacoltura con notevole beneficio per l’uomo. C’è chi vuole creare un farmaco radiotracciante per la diagnosi precoce delle patologie tumorali, che è in grado non solo di intercettare la presenza di un tumore ma anche di fornire informazioni sulla resistenza della lesione alla chemioterapia, riducendo così il ricorso alla biopsia. Una proposta si pone poi l’obiettivo di recuperare i suoli degradati attraverso tecnologie innovative. Un altro progetto si concentra invece sullo sviluppo di un mini aereo senza pilota per il monitoraggio di eventi critici come incendi, terremoti, alluvioni e varie emergenze ambientali. Il velivolo avrà caratteristiche tali da poter operare a temperature elevate o alla presenza di gas nocivi acquisendo dati e trasmettendoli a terra anche a grandi distanze dalla stazione di controllo. Sembra fantascienza, ma è invece un futuro che si realizzerà in meno di due anni. La graduatoria provvisoria del bando (già uscita sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia n. 32) sarà scaricabile da oggi sui portali www.sistema.puglia.it, e http://pianolavoro.regione.puglia.it, oltre che sul sito regionale (www.regione.puglia.it). // Le novità Una delle novità più importanti è senza dubbio l’opportunità di lavoro per 108 ricercatori di età inferiore ai 35 anni. Saranno assunti nell’arco di due mesi e opereranno nelle biotecnologie e scienze della vita, nelle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), nell’aerospazio, nell’energia e ambiente, nei nuovi materiali e nanotecnologie. Così avranno l’opportunità di passare, per la durata del progetto, dall’università o dall’organismo di ricerca (entrambi devono essere in Puglia) direttamente in un’azienda del territorio regionale, un’occasione importante per tanti giovani ricercatori, magari col contratto in scadenza o in ogni caso con la volontà di trovare nuove chance che trasformino il lavoro di ricerca in un prodotto. Ma non è l’unica novità. Nonostante il bando “Partenariariati regionali per l’Innovazione”, sia uno degli interventi più innovativi lanciati col Piano straordinario per il Lavoro in Puglia perché premia l’aggregazione tra le aziende ed impone la collaborazione tra imprese e organismi di ricerca, il successo è stato enorme e imprevisto. Ha coinvolto 7 Distretti produttivi (Ambiente e Riutilizzo, Informatica, Aerospazio, Edilizia sostenibile, Logistica e i due Distretti agroalimentari) in quanto 22 candidature ammissibili hanno previsto progetti coerenti con le priorità dei loro programmi di sviluppo, mentre 8 proposte si collegano alle Reti di laboratori pubblici di ricerca (promosse dalla Regione) e a Centri di Competenza. Alcuni mesi fa, durante la conferenza stampa di lancio del bando si parlò di 30 piccole e medie imprese come potenziali destinatari; saranno finanziate invece 59 aziende (33 di Bari, 9 di Lecce, 6 di Brindisi, 4 di Foggia, 6 di Taranto, 1 di Bat) che avranno come partner 8 organismi di ricerca (Università del Salento, Politecnico e Università di Bari, CNR, Daisy Net, Cetma, Istituto Tumori Giovanni Paolo II, Casa Sollievo della Sofferenza). Sono risultati ammissibili in tutto 67 progetti, presentati da 197 PMI in partenariato con 13 organismi di ricerca. Se fossero finanziati tutti, darebbero occupazione a 388 giovani ricercatori che potrebbero lavorare nelle tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (16 i progetti presentati per questo settore); nell’energia e ambiente (13 progetti); nell’agroindustria (12 progetti); nelle biotecnologie e scienze della vita (7 progetti), nei nuovi materiali e nanotecnologie, nell’aerospazio, nella meccanica e meccatronica, nei beni culturali (4 progetti per ciascuno di questi settori), nella logistica e tecnologie per i sistemi produttivi (3 progetti). “Stiamo cercando ogni strada possibile per riuscire a finanziare tutti i progetti ammissibili”, ha detto la vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Loredana Capone. “Di fronte ad un successo così massiccio dell’incentivo, la politica non può restare inerte. Anche perché attraverso questo strumento abbiamo realizzato un’azione di sistema che ha coinvolto una serie di altri interventi regionali: i distretti produttivi con i loro programmi di sviluppo, le Reti di laboratori pubblici di ricerca alle quali si collegano i progetti. Inoltre per la prima volta gli Organismi di ricerca non sono solo fornitori ma veri e propri partner delle imprese. Così si accorciano i tempi tra ricerca e mercato. Le imprese, le università e i centri di ricerca l’hanno capito ed hanno risposto in un modo che non avremmo mai potuto immaginare. Vuol dire che le politiche regionali hanno intercettato ma anche orientato la domanda di innovazione delle aziende”. Il bando è gestito dalla società regionale in house InnovaPuglia, in qualità di organismo intermedio. La presidente Sabrina Sansonetti ha sottolineato i tempi brevi dell’istruttoria: “Sono orgogliosa – ha detto – del lavoro fatto dai tecnici di InnovaPuglia per rendere possibile la conclusione dell’istruttoria di un bando così complesso entro soli 90 giorni. In un periodo di reali difficoltà per le imprese e per i giovani, tutti gli operatori dell’Amministrazione e delle società pubbliche devono coniugare competenza e passione civile per rendere più facile la vita ai cittadini e alle imprese. Per InnovaPuglia questa è una vera missione”. // I progetti finanziati 1) Raggruppamento Echolight con capofila l’impresa Echolight srl di Lecce. Partner: CNR di Lecce, Dipartimento di Medicina e Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Il progetto riguarda la Ricerca e lo Sviluppo di innovativi dispositivi ultrasonici per la diagnosi precoce dell’osteoporosi. Ricercatori da assumere: 15 2) Raggruppamento Altruism: 9 imprese con capofila Eresult srl sede di Foggia. Partner: CNR-IMM Istituto di Microelettronica e Microsistemi di Lecce e Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Il progetto punta alla riabilitazione dei pazienti di Alzheimer con la realizzazione di un terapista virtuale personalizzato. Ricercatori da assumere: 6. 3) Raggruppamento Ubi-Care: 4 imprese con capofila Grifo Multimedia srl di Ruvo di Puglia. Partner: Politecnico di Bari, Dipartimento di Elettrotecnica ed Elettronica e Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento dell’emergenza e dei Trapianti d’organo e Dipartimento di Informatica. Il progetto ha come obiettivo la creazione di una rete di esperienze e conoscenze per condividere i dati clinici e favorire sinergie tra i diversi livelli assistenziali. Ricercatori da assumere: 8. 4) Raggruppamento Met-All: 10 imprese con capofila Matrix Spa di Conversano (Ba). Partner: CNR-IMM Istituto di Microelettronica e Microsistemi di Lecce e Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Il progetto mira a realizzare una piattaforma di “ambient intelligence” dotata di tecnologia utile a fornire supporto, assistenza e servizi a soggetti con carenze di autosufficienza. Ricercatori da assumere: 15. 5) Raggruppamento Farmauni con capofila Farmalabor srl di Canosa di Puglia. Partner: Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” – Dipartimento di Scienze mediche di base, Dipartimento di Produzione animale, Dipartimento Emergenza e Trapianti di Organi. Il progetto intende creare un mangime per pesci di allevamento arricchito con polifenoli derivati dall’uva di Troia canosina, per limitare l’utilizzo di antibiotici in acquicoltura. Ricercatori da assumere: 18. 6) Raggruppamento Promise: 2 imprese con capofila Itel Telecomunicazioni srl di Ruvo di Puglia. Partner: Istituto Tumori Giovanni Paolo II di Bari e Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo di un farmaco radio-tracciante PET per la diagnosi selettiva dei tumori resistenti. Ricercatori da assumere: 10. 7) Raggruppamento Distretto It Smart: 11 imprese con capofila Sincon srl di Taranto. Partner: CETMA di Brindisi; “Daisy Net” Scarl di Valenzano (Ba); Politecnico di Bari – Dipartimento di Ingegneria meccanica e gestionale; Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Tema della proposta, lo sviluppo di una metodologia “agile” per progetti “in itinere” di sviluppo del software. Ricercatori da assumere: 10. 8) Raggruppamento Lean Software Development: 5 imprese con capofila Auriga Spa di Bari. Partner: “Daisy Net” Scarl di Valenzano (Ba); Politecnico di Bari – Dipartimento di Ingegneria meccanica e gestionale; Università di Bari – Dipartimento di Informatica. Il progetto mira a sviluppare tecnologie che rendano possibile l’ottimizzazione dei processi di sviluppo del software indipendentemente dalla specificità del processo software in uso. Ricercatori da assumere: 9. 9) Raggruppamento Uav-Sos: 5 imprese con capofila il Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) Scarl di Brindisi. Partner: Università del Salento – Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione. Il progetto si pone l’obiettivo di sviluppare e testare un miniUAV (aereo senza pilota) per il monitoraggio di eventi critici. Ricercatori da assumere: 9. 10) Raggruppamento Namiste: 4 imprese con capofila Lab srl di Cellamare (Bari). Partner: CNR – Istituto Nanoscienze sede operativa di Lecce. Il progetto riguarda lo studio di procedure di sintesi di ossidi di metalli nanocristallini e la loro applicazione nei rivestimenti refrattari per l’edilizia e la metallurgia. Ricercatori da assumere: 6. 11) Raggruppamento Sos-Save Our Soil Group: 7 imprese con capofila Servizi di Informazione territoriale srl di Noci. Partner: CNR – Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) sede operativa di Bari; Politecnico di Bari – Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente e per lo Sviluppo sostenibile (DIASS), sede operativa di Taranto. Il progetto punta al monitoraggio e al recupero di suoli degradati mediante tecnologie innovative. Ricercatori da assumere: 2. // I finanziamenti L’intervento è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo regionale (FESR) con 9 milioni di euro suddivisi in due linee di finanziamento: 3,5 milioni destinati ai progetti dei Distretti produttivi e 5,5 milioni per tutti gli altri. Gli aiuti sono erogati nella forma di contributi in conto impianti; sono agevolate le spese di personale, i costi di esercizio, le attrezzature e le consulenze. La durata del progetto è di 18 mesi. Per le imprese il contributo pubblico calcolato sui costi ammissibili equivale al 75% per la ricerca industriale e al 60% per lo sviluppo sperimentale se l’impresa è piccola, al 50% se l’impresa è media. Con la stessa intensità sono agevolati i costi per ottenere i brevetti ed altri diritti di proprietà industriale, mentre per gli organismi di ricerca l’aiuto è pari a quello massimo applicabile alle imprese partecipanti al raggruppamento. Il contributo ammissibile per ogni singolo progetto non può superare 1milione di euro. L’accesso al bando è stato completamente on line attraverso il portale http://pianolavoro.regione.puglia.it o www.sistema.puglia.it.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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