Furto al cimitero. Ladri in cerca di rame e bronzo

Spongano. Il sindaco ha assicurato che l’Amministrazione si farà carico delle spese per ripristinare le lapidi distrutte; presto telecamere a circuito chiuso

SPONGANO – Nel cuore delle tenebre, hanno agito con precisione certosina. Come se avessero già pianificato a tavolino tutte le proprie mosse. Indisturbati. Sono entrati nel cimitero comunale di Spongano e c'è da immaginare che per lunghi minuti hanno potuto mettere le mani e usare gli attrezzi da scasso in ogni punto della struttura. Lì, dove sono custoditi i ricordi e le emozioni di un'intera comunità. Un gesto “lugubre”. Quello che ha sconvolto ieri la cittadinanza, recatasi numerosa sul luogo del misfatto. Ignoti, nella notte tra lunedì e martedì, hanno messo a soqquadro, secondo le prime ricostruzioni affidate agli inquirenti, decine di lapidi e diverse cappelle mortuarie puntando soprattutto a quelle contenenti arredi di bronzo, ottone e rame, metalli molto pregiati e ricercati sul mercato. Ma dove trovare tutto questo materiale? Certamente non nelle tumulazioni recenti. Perché ormai la tradizione dei portalampade e portafiori in bronzo non va più di moda anche per una questione di costi. I ladri, entrati nel cimitero quasi sicuramente scavalcando il muro di cinta, hanno scelto la parte antica del camposanto, situata al piano interrato di una nuova costruzione edificata alcuni anni fa per ampliare il numero dei loculi. Qui, si è consumata una vera e propria razzia: con qualche attrezzo da scasso, sono stati presi di mira ornamenti in bronzo e, in almeno quattro casi, nel tentativo maldestro di estrarre i portafiori fissati sul marmo, ad avere la peggio sono state pure intere lapidi, venute giù a causa della potenza dei colpi inferti. Ma la furia dei saccheggiatori non si sarebbe fermata. Dopo aver agito nelle navate del vecchio edificio, sono riusciti a portare via anche diversi “pluviali”, cioè tubi di scolo dell’acqua piovana realizzati in rame, di cui erano dotate varie cappelle mortuarie presenti nel cimitero. Portato via il materiale esterno, a quel punto sono piombati sulle suppellettili situate nelle stesse cappelle gentilizie, molte di stile eclettico risalenti alla fine del 1800. Ad essere “visitate”, in particolare, quelle appartenenti alle famiglie dei baroni Bacile di Castiglione, Rizzelli, Stefanelli-Borgia e Piscozzo; in quest’ultima è stata ritrovata rotta una statua di Padre Pio e in un’altra staccato pure un crocifisso in bronzo da una croce. L’ultimo deprecabile gesto, quello consumato ai danni di una cornice d’argento contenente la foto di un giovane sponganese morto pochi anni fa. Insomma, una profanazione in piena regola. Sul fatto, indagano la polizia municipale e i carabinieri della stazione di Spongano. “Violato uno dei luoghi più sacri di Spongano per poche centinaia di euro”. Parole di sdegno quelle pronunciate dal sindaco Luigi Zacheo, giunto ieri mattina presso il cimitero cittadino con tecnici e forze dell’ordine per appurare di persona l’entità dei danni e, soprattutto, esprimere vicinanza alle famiglie dei defunti colpite dagli atti vandalici: “Condanniamo questo gesto che ci riempie di rabbia e costernazione – dice Zacheo – e manifestiamo solidarietà a tutti coloro che sono stati presi di mira dai malviventi. L’amministrazione si farà carico delle spese per ripristinare tutte le lapidi distrutte e spero che le forze dell’ordine risalgano quanto prima agli autori del saccheggio”. Non solo, il sindaco annuncia che all’interno del cimitero saranno presto installate delle telecamere di sicurezza a circuito chiuso per scoraggiare eventuali altre incursioni: “E’ incredibile – continua -, è stata distrutta pure una statua di Padre Pio collocata dentro la cappella Cesare Piscozzo, distrutta forse per verificare se fosse di bronzo. E poi, di grande rilevanza è stata l’aggressione alle altre storiche cappelle, come in quella della famiglia Rizzelli da cui hanno portato via candelieri e lampadari pregiati”. Parole di indignazione e rabbia quelle del sindaco. Per un attacco senza precedenti, ad un luogo caro agli sponganesi dove sono presenti i ricordi più intimi e personali, e che mette a nudo la mancanza di rispetto anche per il camposanto.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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