Gli occhi di mia figlia

Ha sbaragliato undici scrittori di lungo corso ed ha vinto il concorso della rubrica “Billy” del Tg1. L’augurio è che Vittoria Coppola sia il nuovo talento pugliese

E’ la notizia letteraria di queste ultime settimane: il libro di una giovane esordiente scrittrice salentina ha sbaragliato undici scrittori di lungo corso, famosi ed amati come Dacia Maraini, Giampaolo Pansa, Pietrangelo Buttafuoco. Ma facciamo un passo indietro. L’8 gennaio 2012, nella puntata di 'Billy il vizio di leggere' (in coda al Tg1 delle 13.30), è stato lanciato il concorso-sondaggio 'Il romanzo dell'anno lo voti tu', che offre ai lettori la possibilità di indicare la propria preferenza; scadenza: il 25 gennaio. La sorpresa per il microcosmo culturale salentino è stata enorme quando è stato proclamato il vincitore, anzi: la vincitrice. Libro dell'anno 2011 è stato votato infatti 'Gli occhi di mia figlia', Lupo Editore, di Vittoria Coppola che ha ricevuto ben 160mila click on line: i lettori hanno scelto (con il semplice meccanismo di voto diretto su facebook) il romanzo tra quelli selezionati dalla redazione di Billy per concorrere al titolo. Da notare, infine, che Vittoria Coppola non è stata l’unica scrittrice pugliese in concorso. Insieme a lei c’era infatti il già affermato autore pugliese, Gianrico Carofiglio: un motivo di orgoglio, questo, per la nostra regione. Molti hanno storto il naso per questo riconoscimento a questa giovane esordiente e al suo coraggioso piccolo editore Cosimo Lupo, perché il romanzo è stato stampato in mille copie e quindi era impossibile che tutti i lettori lo avessero letto; ma il voto on line era il meccanismo del concorso e quindi a funzionare ancora una volta è stata la rete che, forse per spirito di campanile, forse per stima verso Lupo che si è sempre speso per fare cultura nella nostra terra (edita anche un giornale per bambini “Unduetrestella” molto apprezzato anche al di là dei confini salentini) ha votato a valanga per Coppola tant’è che anch’io l’ho votata, come tanti altri, per rispondere alla chiamata fb e al tamtam degli amici. Ma poi sono andata a comprare il libro e mi sono messa a leggerlo con il distacco indispensabile per poter redigere una recensione onesta. La trama mi ha catturata subito al punto che ho letteralmente divorato le quasi 150 pagine del volumetto: una lettura piacevole, uno stile semplice e scorrevole. Questo vuol dire che la storia c’è e tiene, altrimenti il lettore ricorre al segnalibro… I protagonisti vivono situazioni particolari e le affrontano con un atteggiamento che mette in evidenza la fatuità dell’apparenza, mentre in realtà stanno sottolineando la sostanza delle cose che li coinvolgono. Sono personaggi che non temono di prendere posizioni decise, a volte eccessive, ma nonostante ciò, per quanto il lettore se ne avveda, egli rimane conquistato dal singolo segmento del racconto e ne attende con ansia l’epilogo: che il destino faccia la sua strada e che il bene trionfi sul male. Credo che il romanzo abbia qualcosa di misterioso che avvince, per parafrasare il cantautore Paolo Conte, il libro “dice e non dice”. Se un giovane si accosta al lavoro di Vittoria Coppola può avere l’impressione che il genere sia una novità, mentre a mio parere ‘Gli occhi di mia figlia’ si potrebbe ascrivere ai romanzi rosa consigliabili alle brave signorine di una volta, per intenderci quelli che scriveva Delly che io ho letto negli anni della mia prima giovinezza e poi mai più, dove a farla da padrone erano i buoni sentimenti, Davide che batte sempre Golia, la forza dell’amore che trionfa su tutte le difficoltà. Tutt’altro che banale e facile da rendere fruibile. Questa è, probabilmente, la vera ragione del successo di Vittoria, un successo che il web le ha decretato “sulla fiducia” e che, a parer mio, merita di essere confermato ulteriormente. L’augurio, infatti, è che la Puglia abbia trovato un nuovo talento e non l’ennesimo fiore dell’agave: stupendo, spettacolare ma destinato a spegnersi presto. Vittoria Coppola Gli occhi di mia figlia Lupo editore

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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