Mammoni? Semmai, terroni

Lecce. Gli studenti del Costa replicano alle affermazioni del ministro Cancellieri: i ragazzi sono attaccati alla loro terra. Ecco come progettano di rilanciarla

LECCE – Se “mammoni” significa voler restare attaccati alla propria mamma, allora si definiscono “terroni”, perché si sentono inesorabilmente attaccati alla propria terra. La amano e si stanno impegnando per inventarsi un lavoro che non c’è, per restare sul territorio e contribuire alla crescita economica della loro terra, della Puglia e, possibilmente, di tutto il meridione. Relativamente alle ultime dichiarazioni del ministro Cancellieri secondo cui i giovani sono tutti dei “mammoni”, gli studenti del “Costa” di Lecce fanno notare che nel Salento, come nella maggior parte delle regioni del Meridione, la stragrande maggioranza dei giovani che cercano un lavoro sono ancora costretti ad emigrare. “Ogni anno migliaia di giovani meridionali, diplomati e laureati, lasciano casa, amici e paese per recarsi al nord, in Europa e oltre, in cerca di una possibile occupazione, posto fisso o flessibile che sia – scrivono in una nota molto accorata -. Lo sappiamo bene noi che operiamo nel mondo della scuola e che, dopo due mesi dal diploma, veniamo puntualmente informati sulle scelte future dei nostri ex studenti (parliamo di quelli che hanno deciso di non proseguire gli studi) e, anno dopo anno, restiamo con quell’amaro in bocca causato da questa triste e persistente condizione”. Ed è per dare una svolta a questa tendenza che, a partire da settembre scorso e per i prossimi tre anni, gli studenti della 3B dell’Istituto Costa di Lecce stanno lavorando per “inventarsi” un lavoro nuovo, basato sullo “sfruttamento” del riconoscimento Unesco della dieta mediterranea quale patrimonio immateriale dell’umanità e sul rilancio dei prodotti della terra e della cucina nostrana. L’intuizione dei giovani salentini è molto semplice: se si riuscisse a far comprendere al resto d’Italia e al mondo intero che il meridione d’Italia è la culla della dieta mediterranea e che i suoi prodotti e la sua cucina tradizionale rappresentano da sempre uno dei regimi alimentari più sani e gustosi che ci siano, allora, con l’incremento dell’interesse generale, si raggiungerebbero due grandi risultati. Ovvero: si otterrebbe la valorizzazione e la conseguente domanda economica dei prodotti (commercio); aumenterebbe il numero di visitatori stranieri in Italia interessati a gustare i piatti salentini e a scoprirne i segreti. “Se questo accadesse – spiegano i giovani – commercio e turismo avrebbero bisogno di un numero maggiore di operatori del settore che, tradotto in lingua corrente, significa maggiore occupazione, per tutti ma soprattutto per i giovani”. Per questo loro progetto gli studenti hanno creato e registrato il brand “Dieta Med-Italiana” e opereranno nella promozione di quella che chiamano la “tripla A”, che non è quella decretata dalle agenzie di rating ma quella che viene fuori dalle iniziali di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente. I primi passi? L’utilizzo di siti web, blog e social network per diffondere e far conoscere il progetto nel resto del mondo e l’organizzazione in primavera di un grande evento, il “Festival della Dieta Med-Italiana”, capace di convogliare giornalisti, esperti, appassionati e curiosi, nazionali ed internazionali, là dove la Dieta Med-Italiana si pratica da centinaia di anni. Se è vero che “volere è potere”, allora questi giovani stanno muovendo i primi passi verso quello che potrebbe essere l’inizio di un cambiamento radicale.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati