Maniglio striglia Vendola: 'il Fazzi scoppia'

Lecce. Con la chiusura dell'ospedale di Campi il Fazzi scoppia. La proposta: 'Campi diventi un ospedale di comunità'

E’ sempre la sanità il terreno di scontro tra i vertici del PD e la giunta Vendola. In una lettera aperta indirizzata al presidente e al neo assessore Attolini, il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Maniglio e il consigliere regionale e responsabile sanità Pd Pino Romano, denunciano il rischio “esplosione” per l’ospedale Vito Fazzi come causa diretta del riordino ospedaliero e in particolare della chiusura del nosocomio di Campi Salentina, al quale faceva riferimento una popolazione di circa 100 mila abitanti. “E’ sufficiente fare un giro nei reparti e negli ambulatori del Fazzi, – scrivono i due esponenti democratici – e ascoltare medici, infermieri e pazienti, per capire che gran parte della domanda di salute, compresa quella che dovrebbe essere gestita dalla medicina territoriale, si concentra nel nosocomio cittadino”. Maniglio e Romano portano come esempio concreto i 40 posti del reparto di medicina, insufficienti rispetto alla domanda dei pazienti del “Fazzi”, tanto da dover essere integrati con ricoveri in altri reparti come dermatologia, otorino, chirurgia plastica. Ma alla denuncia del caso specifico e territoriale, si somma una severissima critica sostanziale sulle politiche sanitarie regionali. Un attacco che appare come una porta sbattuta in faccia al multi dimissionario Tommaso Fiore che, il 24 gennaio scorso ha alfine effettivamente lasciato la sua poltrona di Via Capruzzi. Qui i toni si fanno più duri: “siamo all’assurdo: più si parla di favorire la deospedalizzazione più si procede in direzione opposta”. E poi in un altro passaggio Maniglio e Romano chiariscono: “quando è stato approvato il piano di rientro, e si è deciso di chiudere molti ospedali, ci fu l’impegno a dare servizi alternativi in sostituzione dei reparti che venivano soppressi. Ad oggi non si è visto a, siamo ancora alla fase dei tagli e il cittadino è costretto a rivolgersi all’ospedale”. La soluzione che i due esponenti del Pd avanzano è quella del così detto ospedale di comunità, una struttura dedicata alle patologie meno gravi, alla degenza medica, ai servizi di day surgery e day service, e con un’organizzazione che preveda la collaborazione stratta tra medici di base locali e medici dell’Ospedale leccese. Se Campi diventasse un ospedale con queste caratteristiche, propongono Maniglio e Romano, si decongestionerebbe immediatamente l’ospedale cittadino. Invece si decide di chiudere gli ambulatori di chirurgia, ortopedia, urologia, ostetricia, oculistica e non aprirne alcuno a Lecce. Nei prossimi giorni l’ospedale di Campi cesserà ogni attività residua. “Sarà un peccato e uno spreco vedere quella struttura desertificata. E concludono con un’esortazione questa nota – vi chiediamo che con coraggio e spirito innovativo si scelga Campi per sperimentare questo nuovo modello”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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