Taglio delle Provincie. Lecce dice ‘no’

Lecce. L’esito del Consiglio era quasi ovvio: no all’abolizione degli Enti provinciali. Capone si è dimessa; al suo posto, Piconese

LECCE – No all’Italia senza Province. Come c’era da aspettarsi anche la Provincia di Lecce, riunita oggi in Consiglio straordinario, ha pronunciato il suo no ad un’Italia senza gli Enti provinciali. “Verrebbe meno la democrazia e la rappresentanza dei più deboli – è stato sottolineato; ed in oltre sarebbero cancellate le peculiarità tipiche di ogni territorio”. Al Consiglio di oggi hanno preso parte 29 consiglieri provinciali; otto gli assenti. Tutti d‘accordo nel manifestare il proprio dissenso alla soppressione delle Province. Ad inizio di seduta, intanto, la consigliera del Pd Loredana Capone, in gara per la poltrona di sindaco di Lecce, ha dato le sue dimissioni, come aveva annunciato alla vigilia dell’incontro. Al suo posto subentra Salvatore Piconese, sindaco di Uggiano La Chiesa. 31 gennaio 2012 Tagli delle Province. Oggi il Consiglio straordinario LECCE – Anche la Provincia di Lecce aderisce all’iniziativa dell’UPI (Unione Province d’Italia) che prevede la riunione straordinaria dei Consigli provinciali, oggi, per dire 'no' all’Italia senza Province, e quindi ai recenti provvedimenti del Governo che rischiano di cancellare il ruolo o addirittura l’esistenza stessa delle Province. La seduta è stata convocata alle ore 10 dal presidente del Consiglio Giorgio Primiceri e dovrebbe essere incentrata – così ha chiesto Upi – sull’approvazione di un ordine del giorno che chiede ai parlamentari, alle organizzazioni sindacali, alle forze economico-sociali e a tutti i cittadini di opporsi all’abolizione o allo svuotamento delle Province. Quanto al decreto Monti che cancella le Province, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone nelle passate settimane l’aveva definito “una porcheria” e una “scelta gravissima”. “Già da tempo – aveva dichiarato – i tagli ci avevano messo in ginocchio, questa è solo la mazzata finale, ce lo aspettavamo pur nutrendo la speranza di veder tutelata la democrazia che così, di fatto, viene cancellata. Non si può rinunciare una struttura fondamentale e portante dell’assetto costituzione dello Stato e dell’esercizio dei poteri democratici di autogoverno quale è la Provincia. E’ un atto antidemocratico e lo è al punto che mi chiedo se non ci troviamo di fronte ad un attacco alla democrazia piuttosto che alla burocrazia”. Di parere diametralmente opposto era stata invece Adriana Poli Bortone. “Non si è avuto il coraggio di cancellare questa istituzione – aveva dichiarato – come ho proposto con un disegno di legge costituzionale che prevede l´abolizione totale delle province e la simultanea creazione di tre nuove regioni più piccole, fra cui la Regione Salento. Le battaglie vanno fatte fino in fondo con coraggio e coerenza”.

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