Alessandro Matteo, la mia arte incoerente

LA STORIA DELLA DOMENICA. Lecce. Le sue opere nascono per suscitare una reazione. Perché il confronto è, per lui, l’unico modo di fare arte

LECCE – Bastano i suoi capelli ricci ed arruffati in testa per capire che è un artista. E le mille contraddizioni di cui si fa interprete, anche solo esteticamente – è grande e grosso ma ha modi gentili ed un aspetto da giovane d’altri tempi – per capire che l’incoerenza, la madre delle sue opere, è la sua dea ispiratrice.

Alessandro Matteo, quadro 3

L’arte dell’incoerenza è quella di Alessandro Matteo, 27 anni, artista alla sua prima personale, che affronta la cosa come fanno i giovani e gli artisti: con incoscienza. E’ la prima volta che le sue opere vengono a contatto con il giudizio diretto degli osservatori, in una specie di diario segreto che si schiude il lucchetto, e lui non è agitato. Semmai è curioso di sentire che cosa dicono gli altri. Perché in effetti, ce lo dice lui stesso, questo è stato il suo obiettivo, sin dal momento del concepimento, delle opere in mostra: suscitare una reazione. Ed ecco perché incoerenza. Perché si tratta di opere che nascono in risposta a commenti e suggestioni ricevute via web. Strano (non più di tanto) ma vero. Perché oggi è il web il terreno di incontro e confronto. E dopo aver maturato incontri e confronti “virtuali”, Alessandro ha deciso di uscire allo scoperto. Di presentarsi in carne ed ossa. E non come l’artista che se ne sta dietro l’angolo ad osservare di nascosto le facce di chi guarda le sue creazioni; ma come un artista protagonista, che invece ha voglia di incontrare i suoi visitatori, di spiegare loro i suoi perché, di sapere dalla loro diretta voce che cosa piace e che no di ciò che fa e magari trarne insegnamento per le produzioni future.

Alessandro Matteo, quadro 4

La sua personale “Autodafè. L'arte dell'incoerenza” si è aperta venerdì scorso a Lecce (presso la sede della II Circoscrizione: Santa Rosa-Stadio-Salesiani) e resterà aperta fino al 1° febbraio. E’ organizzata dall'associazione Le Ali di Pandora ed è un momento di lettura e comprensione dei linguaggi trasversali dell'arte nella convinzione che, in un momento di coercizione di coscienze, l’arte debba raccontare il proprio tempo attraverso le visioni dell’artista affermando la responsabilità di fronte alla storia e agli avvenimenti. Come prende lui questa storia della responsabilità? Dando vita ad opere che sono “commistione tra la lentezza dell’arte ‘alta’ (la sua manualità già ampiamente riscoperta dal mondo e dal mercato dell’arte) e la velocità sempre più nevrotica del mondo della comunicazione e dei nuovi media in cui si muove il magma dell’arte ‘bassa’; un mondo in cui una immagine – ci dice – può durare pochi centesimi di secondo. Partendo da questo presupposto è per me necessario fare una ricerca dei linguaggi che stanno a metà; l’unire più cose alla ricerca di una via da percorrere; il crossing over come unica via per trovare un linguaggio fresco e comprensibile; con due consapevolezze: che nessuno ha mai creato niente dal a e che il buon gusto uccide la creatività. Questo è un lavoro, che passa di necessità dal mondo degli archetipi e della comunicazione. Alla ricerca non del cut-up o del postmodernismo fine a se stesso ma della creazione di figurine che possano ‘ricordare’ qualcosa a tutti. E per trovare questo (quello che mi unisce agli ‘altri’) faccio una operazione di ritrattazione ed ammorbidimento del mio modo di vedere e sentire le cose; un gesto di amore che mi faccia perdere qualcosa di me per poter entrare in comunicazione con chiunque ne abbia voglia. Un vero e proprio autodafé”.

Alessandro Matteo, quadro 5

In mostra ci sono opere vigorose e forti, che gridano il proprio significato. Con un segno corposo e tangibile, a volte più materico e a volte meno. Ma consapevole di certe epoche artistiche come quelle espressioniste e post espressioniste che sembrano aver segnato l’identità di Alessandro. Che, comunque, è un incoerente. E quindi, in quanto tale, non può essere etichettato, ma solo guardato e poi commentato. Con un’unica precisazione: i commenti li vuole sentire, quindi, fateglieli in faccia. // Chi è Alessandro Matteo vive e lavora a Lecce; si occupa anche di montaggio e produzione audio/video, di sonorizzazioni ambientali e di grafica e scrittura pubblicitaria; ma anche di forme artistiche più classiche” come pittura, video/audio installazioni o performance che lo portano anche e continuativamente a confrontarsi con altri singoli artisti o con collettivi artistici.

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente.

Info sull'autore

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!