I Comunisti italiani: ‘Irpef comunale in base al reddito’

Ugento. La mozione del Pdci da discutere al prossimo consiglio, con la proposta di tariffe applicabili

UGENTO – Applicare l’Irpef comunale in base al reddito. E’ la richiesta del partito dei Comunisti italiani di Ugento che nei giorni scorsi ha presentato una mozione al presidente del Consiglio Biagio Marchese, ai capigruppo consiliari ed alla segretaria del Comune Zanelia Landolfo da discutere in Consiglio. “Viviamo momenti di forte crisi economica – scrive Angelo Minenna, consigliere comunale del partito -, con risvolti sociali del tutto imprevedibili: le famiglie faticano a sopravvivere, la richiesta di sostegno economico di persone e delle stesse famiglie del nostro territorio ormai si è moltiplicata, le aziende chiudono o annaspano, generando precarietà, instabilità economica e disoccupazione. Questa colpisce larghi strati popolari, ed a pagarne le conseguenze, ad oggi, sono maggiormente i lavoratori dipendenti, i pensionati, i precari e le categorie produttive maggiormente esposte, quali artigiani e commercianti. Siamo convinti, in base anche a quanto sancito dalla nostra Costituzione repubblicana, che a pagare debbano essere sì tutti, ma in proporzione del loro reddito e della loro capacità economica”. “Fino ad oggi – continua la nota – il nostro Comune in barba anche a quanto stabilito dalla nostra Costituzione, ha applicato l’addizionale Irpef in modo fisso: stessa tassazione, stessa aliquota per tutti. Oggi la nuova normativa dà la possibilità di variare le aliquote, collegando aliquote progressive diverse, agli scaglioni di reddito attualmente applicati dallo Stato sull’Irpef nazionale. Rimodulare in tutti i Comuni l’addizionale Irpef è per i comunisti una battaglia di giustizia sociale, per far pagare meno tasse alla povera gente ed alle fasce sociali deboli ed aumentare la tassazione a chi può e deve pagare di più. Per un discorso, inoltre, di equità fiscale dobbiamo prevedere nei comuni l’addizionale del 2012 non più fissa ed indiscriminata per tutti, ma progressiva ed ispirata ai criteri che dicevamo sopra”. Ecco la proposta di fasce di contribuzione avanzata dal Pdci: esenzione per la prima fascia fino ad un reddito di 15.000 euro annuo; da 15.001 sino a 28.000 euro, addizionale bassa rispetto a quella oggi applicata; da 28.001 a 55.000 addizionale pari a quella applicata; da 55.001 a 75.000 euro addizionale più alta di quella applicata; per i redditi con oltre 75.001 l’addizionale massima dello 0.8%. “Questo meccanismo – continua Minenna – consentirà un risparmio consistente per le famiglie di lavoratori e pensionati (la maggioranza nel nostro territorio), e che un aumento di benzina, bollette di luce e gas ed altre forme di tassazione stanno spingendo verso una sempre crescente povertà; costituirà inoltre per le casse del Comune una forma di compensazione a carico dei redditi più alti”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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