Fuoco incrociato

Lecce. Gli opinion leaders del territorio interrogano i tre candidati. Piernicola Leone De Castris chiede istituzioni robuste

Abbiamo chiesto ad alcuni opinion leaders del territorio di rivolgere una domanda, per il settore di loro competenza, ai tre candidati. Ne è venuto fuori un bel dibattito che nei prossimi giorni continueremo ad alimentare sul nostro quotidiano on line. Ecco la domanda di Piernicola Leone De Castris, presidente di Confindustria Lecce.

Piernicola Leone De Castris
// Istituzioni robuste per l’appeal del territorio

Città e territorio rappresentano un indiscusso motore per lo sviluppo sociale ed economico di una comunità. Le imprese ed i cittadini, oggi più che mai, di fronte ad una economia globale sempre più difficile ed agguerrita, in un’Europa alla ricerca del tempo perduto e con la disaffezione alla politica imperante, necessitano di un Governo forte, capace di traghettarci oltre il 2015 in modo serio, equilibrato, garantendo il buon funzionamento istituzionale e la concertazione ai diversi livelli. Le imprese hanno bisogno di un contesto favorevole nel quale operare e crescere e, allo stesso tempo, di un punto di riferimento istituzionale robusto per intensificare l’appeal del territorio intero. Come i tre candidati alle Primarie del centrosinistra vedono lo sviluppo della città di Lecce da qui a cinque anni e perché un imprenditore dovrebbe votare un candidato piuttosto che un altro?

// Fare di Lecce una città europea

Loredana Capone “La programmazione dello sviluppo della città richiede una visione strategica. Nella nostra visione Lecce è una città europea dotata di servizi pubblici e infrastrutture materiali e immateriali. La strategia richiede una programmazione di breve, medio e lungo periodo. Il decalogo “Lecce 2020” che trae spunto dalla strategia di sviluppo “Europa 2020” riassume le nostre proposte per fare di Lecce una città europea. Di queste, quattro, coinvolgono direttamente il mondo imprenditoriale: “Innovazione”, “Sviluppo”, “Energia” e “Internet”. Con “Innovazione per Lecce” ci impegniamo a investire il 3% del bilancio del Comune in progetti di ricerca e sviluppo; con “Energia per Lecce” puntiamo a favorire l’efficienza energetica riducendo gli sprechi del 20% e aumentando la produzione da fonti rinnovabili del 20%; con “Sviluppo per Lecce” il Comune si impegna a sostenere le attività industriali, artigianali e commerciali della città, con “Internet per Lecce”, infine, si pone come obiettivo raggiungere il 100% di copertura di rete ad alta velocità entro il 2013. Per accedere ai fondi comunitari è necessario che chi sarà alla guida del Comune di Lecce nei prossimi cinque anni sia in grado di proporre un piano strategico efficace e competitivo agli occhi dell’Europa. In Italia sono molti i sindaci che si confrontano con la sfida delle “smart cities”, le “città intelligenti”, ma Lecce rischia di rimanere al palo. Fare di Lecce una ‘città intelligente’ è un progetto ambizioso ma concreto allo stesso tempo”.

// Ai leccesi le migliori qualità di vita

Carlo Salvemini “Nella mia proposta di una nuova città per i leccesi, mi sono rivolto ai cittadini in quanto tali a prescindere dai ruoli da ognuno di loro ricoperti. Il modo migliore per creare economia, è ristabilire quelle condizioni-base che sono il punto di partenza per assicurare una buona qualità della vita ai suoi cittadini. Il nostro obiettivo principale deve dunque essere fornire ai leccesi le migliori qualità di vita possibili, migliorando i servizi pubblici. Ciò che noi possiamo promettere è la trasparenza delle scelte nell’azione amministrativa, la responsabilità, l’impegno massimo a ricercare sempre le migliori condizioni generali di vita. Ciò si realizza solo lavorando sulle potenzialità della città, ascoltando e valorizzando le sue vocazioni. Bisogna, ad esempio, fare dell’Università del Salento un elemento identitario ed attrattivo per la città, che oggi pur avendo un polo universitario di rilievo non riesce ad essere città universitaria. E’ necessario inoltre investire sulle tipicità artigianali della città, come la cartapesta, il ferro battuto, la pietra leccese e tante altre, che oggi sono sotto-valorizzate ed invece costituiscono la nostra ricchezza e la nostra memoria. Noi pensiamo ad un Distretto dell’artigianato dove tutte queste attività con i numerosi operatori trovino giusta collocazione ed espressione. Inoltre lo sviluppo di una città come Lecce non può prescindere dalla valorizzazione del sistema naturalistico; mi riferisco all’intero territorio compreso tra il parco di Rauccio e l’oasi delle Cesine. Credo che solo mettendo al centro di tutte le scelte amministrative il cittadino con i suoi bisogni sarà possibile creare le giuste condizioni per una crescita economica soddisfacente”. // Lecce, smart city Sabrina Sansonetti “Il presidente De Castris si richiama correttamente alla necessità di ricreare un contesto favorevole nel quale le imprese possano operare. Rendere una città vivibile è l’unico modo per pensare ad un qualsiasi tipo di sviluppo. E’ fondamentale recuperare la lucidità collettiva del sistema e risollevare le capacità di reazione dell’architettura politico-istituzionale-sociale per raggiungere un obiettivo che punti ad un triplice risultato: promuovere una crescita intelligente (sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione agendo sui seguenti fronti: innovazione, istruzione, formazione continua e società digitale), sostenibile ed inclusiva, in linea con i nuovi indizzi di coesione della politica europea. E’ necessario che non solo la pubblica amministrazione ma anche i cittadini, le professioni, le imprese, la scuola e l’Università, l’associazionismo si uniscano in uno sforzo collettivo. Il Comune deve fungere da raccordo e stimolo del sistema economico organizzando Tavoli di concertazione permanenti, con cui garantire norme certe, semplificazione delle procedure amministrative, tempistica più breve per l’apertura di nuove attività, rispetto delle regole. L’idea è di applicare al modello di città il concetto di smart-cities, cioè ‘organismi urbani’ in grado di integrare la città con le sue reti, le sue risorse, i suoi talenti, il suo territorio, la sua storia”.

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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