Urbanistica. Salvemini: ‘Pianificazione condivisa’

Lecce. Il candidato alle Primarie sostiene il coinvolgimento dei cittadini nella progettazione delle trasformazioni urbane

di Carlo Salvemini* LECCE – Le regole della pianificazione hanno cambiato sistema di riferimento da anni. Un tempo, i vecchi piani regolatori, nella durata di una gestazione anche pluri-decennale denunciavano tutto il peso di resistenze capaci solo di mortificare una comunità intera; nella migliore delle ipotesi erano il risultato del lavoro di un gruppo ristretto e chiuso di persone, ancorché illuminato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Lo possiamo percepire camminando anche per la nostra città. Oggi un altro approccio è possibile. Dobbiamo favorire la costruzione di politiche di trasformazione urbana autenticamente condivise, giocando sulla valorizzazione del ruolo attivo dei cittadini e dei soggetti portatori di interessi diffusi. Anche a Lecce è maturo il tempo di invertire radicalmente l’attuale prassi di una programmazione e di una progettazione troppo chiusa nelle stanze degli assessorati o negli studi dei professionisti; di rendere accessibili trasparenti e controllabili i processi che intervengono sul territorio prima che diventino atti: concessioni edilizie, conferenze di servizi, bandi per la realizzazione di opere pubbliche ecc ecc. Quanto è consapevole la cittadinanza diffusa delle trasformazioni in atto in città? Quanto si sente parte di uno progetto comune sulla città? Molte città italiane, sulla scia di un modello anglosassone, per dare risposte credibili a queste domande si sono dotate di una “Casa della città”, un Urban Center. Uno spazio pubblico, fisico, all’interno del quale il governo del territorio si fa accessibile e trasparente; dove poter entrare in contatto con la programmazione urbana, avanzare proposte o evidenziare approcci critici; dove si svolge un’ attività di servizio nei confronti di quanti sono interessati ai processi decisionali delle politiche urbane, con lo scopo di migliorarne il livello d’informazione, conoscenza, trasparenza, partecipazione ed effettività. Un luogo che facilita la programmazione urbanistica, che promuove la qualità dei progetti e dei processi; che facilita la comunicazione con campagne comunicative mirate su, trasporti, ambiente, cultura; che bandisce concorsi di idee, di progettazione; che anima il dibattito urbano, che incentiva la partecipazione. Un luogo dove poter osservare e fare una città migliore. Il ruolo di un Urban Center è fondamentale dentro una città come Lecce che ha una ricchezza di soggetti e attori che intendono partecipare attivamente alle trasformazioni, che vuole rafforzare la sua vocazione turistica, universitaria, che deve aspirare ad una scala metropolitana e costruire necessarie politiche di integrazione con i comuni minori vicini. Può favorire la redazione del quadro delle conoscenze per la redazione del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), facilitare la partecipazione, contribuire all’individuazione degli indirizzi futuri, essere una banca dati della città, organizzare laboratori urbani dentro i quartieri, promuovere progetti di recupero di aree dismesse, organizzare mostre e concorsi di architettura, itinerari culturali nella città. Gli Urban Center hanno infatti lo scopo di far crescere la qualità urbana della città e con essa il senso civico, perché operano per scambiare tra amministratore e cittadinanza, informazioni e programmi. Incentivano la partecipazione attiva della cittadinanza, organizzano seminari, laboratori, conferenze e mostre al fine di migliorare la qualità delle trasformazioni e delle programmazioni. Penso ad un Urban Center che svolga un ruolo di rigenerazione del metodo finora adottato. Non abbiamo ancora un Piano Urbanistico Generale. È stato fatto un Concorso di progettazione sulle cave di Marco Vito i cui risultati non sono stati mai condivisi con la città (pochi giorni fa, trovando incomprensibile tale scelta, abbiamo dovuto chiedere si faccia una mostra, ma invano). Si tarda ancora a comprendere la portata della nuova stagione urbanistica se è vero, come è vero, che persino il Piano Strategico vigente, che è strumento di ultima generazione, ha perso l’occasione della condivisione delle scelte con il suo territorio. Il modo in cui l’Amministrazione ha parlato finora alla Città è unicamente a mezzo stampa e televisioni locali, purtroppo sterile ed univoco. Molte altre città hanno compreso l’importanza strategica della nuova stagione urbanistica e dello strumento Urban Center e ne hanno fatto un obiettivo strategico. Alcune sono già ad esperienze di seconda generazione. Lecce è ormai matura per fare questa nuova esperienza. Noi ci impegneremo per renderla possibile. *candidato

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Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

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