Morì dopo intervento al cuore. L’udienza slitta a maggio

Lecce. I familiari di Anna Guido si sono costituiti parte civile ed hanno chiesto un risarcimento di 700mila euro

LECCE – Si terrà il 7 maggio l'udienza preliminare relativa al processo sulla morte di Anna Guido, la 71enne di Maglie deceduta il 20 aprile del 2010 in seguito ad un intervento al cuore. Il rinvio è stato determinato dalla necessità di citare il responsabile civile: la clinica privata “Città di Lecce“. Unico imputato nel processo con l’accusa di omicidio colposo derivante da colpa medica, è Giampiero Esposito, primario di Cardiochirurgia della clinica. Secondo i familiari della donna, marito e due figli, non solo l’intervento al cuore cui la donna venne sottoposta, non sarebbe stato necessario, ma addirittura avrebbe comportato un’infezione che ne avrebbe provocato il decesso. L’infezione delle valvole cardiache è stata confermata dall’esame autoptico eseguito dai medici legali Roberto Vaglio e Giovanni Ferlan. Una delle valvole cardiache era stata impiantata nel corso di un intervento chirurgico il 24 febbraio 2010. I familiari, assistiti dagli avvocati Luigi e Arcangelo Corvaglia, si sono costituiti parte civile ed hanno chiesto un risarcimento di 700mila euro. 27 aprile 2010 Morte sospetta al 'Città di Lecce' di Andrea Morrone LECCE – E’ stata eseguita ieri pomeriggio l’autopsia di Anna Guido, la 71enne di Maglie deceduta in circostanze sospette dopo un intervento al cuore. Secondo i primi riscontri emersi dall’esame autoptico, svolto dai medici legali Roberto Vaglio e Giovanni Ferlan, a causare la morte della donna è stata un’infezione delle valvole cardiache, una delle quali le sarebbe stata impiantata nel corso di un intervento chirurgico del 24 febbraio scorso. Non si può escludere, dunque, che all’origine di tale infezione vi sia stato proprio l’intervento al cuore. Un dubbio che ha spinto nei giorni scorsi i parenti della donna a presentare una denuncia. Sia il marito che il figlio, rappresentati dall’avvocato Luigi Corvaglia, hanno sin dal primo momento sostenuto che la Guido non si sarebbe mai ripresa dopo l’intervento. Una denuncia che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di nove medici in servizio presso la clinica privata “Città di Lecce”. Per tutti l’ipotesi di reato è omicidio colposo. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Angela Rotondano, dovrà fare chiarezza sulla vicenda e verificare se all’origine dell’infezione vi siano negligenze o carenze del personale sanitario.

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