Lottizzazione vicino al parco. Il sindaco: ‘Tutto in regola’

Vaste. Giuseppe Colafati assicura la massima vigilanza e precisa che l’iter è stato seguito dalla Soprintendenza ai beni archeologici

VASTE – Si infiamma il dibattito a Vaste su una lottizzazione convenzionata prevista vicino al Parco archeologico dei Guerrieri. A rispondere oggi a quanti, attraverso il social network facebook (in particolare nel gruppo “Indignados Poggiardesi”), hanno avanzato nei giorni scorsi “dubbi” sul previsto intervento edilizio di circa 11mila metri quadrati in zona “Melliche”, è il sindaco di Poggiardo Giuseppe Colafati che insieme al responsabile dell'ufficio tecnico ingegnere Maurizio Bortone, ricostruisce l'iter dell'intero progetto: “Innanzitutto – dice Colafati – dichiaro subito che l'amministrazione comunale da me rappresentata osserverà la massima vigilanza sul rispetto, da parte dei titolari della lottizzazione, dei rilievi e delle prescrizioni avanzate nel tempo dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia (con sede a Taranto). Nello specifico, si tratta – continua il sindaco – di un Piano di lottizzazione adottato dal Consiglio comunale di Poggiardo nel gennaio del 2002 e approvato, senza alcuna osservazione-opposizione, in via definitiva il 24 luglio sempre del 2002. Negli anni, tale piano è stato sottoposto al vaglio della Soprintendenza la quale ha verificato attraverso dei saggi, cioè delle indagini preventive, l'eventuale presenza di reperti archeologici o altro materiale di pregio. Dopodiché lo stesso ente ministeriale, raccogliendo tutti i dati, ha trasmesso ai privati interessati e al Comune una serie di prescrizioni alle quali coloro che lottizzeranno, dovranno attenersi”. Tra le altre cose, la zona interessata è classificata come categoria C di espansione edilizia e prevede la costruzione di abitazioni isolate o addossate, con una fascia lasciata al Comune per parcheggi e verde. Per finire, il sindaco Colafati lancia un appello al “popolo della Rete”: “Dal momento che ho letto commenti molto duri e a dir poco denigratori, invito coloro che si firmano in anonimo su Facebook ad uscire allo scoperto e a confrontarsi apertamente, sono pronto in qualsiasi momento ad organizzare anche un dibattito pubblico alla presenza di esperti”. 10 gennaio 2012 Il Comune svende l’area intorno al parco archeologico VASTE – Si vendono lotti di suolo edificabile a Vaste e la voce corre subito sul web. In particolare, sul social network facebook, non sono stati pochi ieri i cittadini della stessa frazione di Poggiardo che hanno cominciato ad avanzare perplessità sul progetto edilizio, pubblicando anche foto che ritraggono l’avviso. In alcuni cartelli, infatti, apparsi su suoli agricoli vastesi, situati sulla strada che collega il paese a Cocumola, si avvisano gli interessati che ci sarebbe in atto una lottizzazione convenzionata in zona “Melliche” e si precisa, in grande evidenza, che le “indagini archeologiche” sull’area sono state “già effettuate”.

Vaste cartello

Ma proprio la vicinanza all’area del Parco archeologico dei Guerrieri ha fatto scattare l’allarme in coloro i quali pensano che l’intervento possa andare a pregiudicare il “naturale sviluppo” e il contesto paesaggistico dello stesso Parco. L’area protetta, in questione, si estende dalla serra di Poggiardo, comprendendo la fascia faunistica della Falca ed il bosco dei Marirossi, il Fondo Giuliano, sede di un'antica necropoli e di un tempio paleocristiano (del IV secolo d.C.) e parte del pianoro tra la cripta dei Santi Stefani e le prime abitazioni della periferia di Poggiardo. Quanto basta per destare una certa preoccupazione. Particolarmente allarmati si dicono i componenti del gruppo facebook “Indignados Poggiardesi” che chiedono agli amministratori comunali a gran voce “spiegazioni” per quanto previsto. Un appello si legge anche sul gruppo “Parco dei Guerrieri di Vaste”. Il fondo Melliche – si ricorda – è noto a livello internazionale, per gli importanti reperti di epoca messapica che in esso sono stati rinvenuti e che sono stati oggetto di pubblicazione, tra cui anche una necropoli con diverse tombe all’interno delle quali corredi funebri quali un “cratere attico a figure rosse con scena dionisiaca” (440-430 a.C.).

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