Lavoro irregolare. Quattro attività sospese e multe salate

Lecce. Sotto controllo soprattutto il settore edile: otto posizioni irregolari e quattro dipendenti in nero. Sanzioni per 19mila euro

LECCE – Lavoratori irregolari o in nero, il trend non cambia. E infatti anche i controlli effettuati nella prima settimana dell’anno dal Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Lecce hanno condotto ai risultati sospettati. Nel complesso, in seguito a quest’attività di monitoraggio sul territorio dell’intera provincia, quattro aziende si sono viste sospendere l’attività. Diversi sono stati i casi di irregolarità riscontrate nelle assunzioni. I controlli hanno interessato soprattutto il settore edile ma anche le autofficine e gli esercizi commerciali. Su dodici posizioni lavorative esaminate, otto sono state riscontrate irregolari; quattro, invece, i lavoratori occupati “in nero”, pertanto senza alcuna tutela previdenziale, assistenziale e relativa alla sicurezza personale sui luoghi di lavoro. In due circostanze anche i committenti dei lavori edili sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria competente per non essersi accertati preventivamente del possesso, da parte della ditta esecutrice dei lavori, dei requisiti obbligatori prescritti dalla legge (iscrizione alla Camera di commercio e possesso del Durc), e per tale motivo i relativi cantieri sono stati sospesi in attesa dell’adeguamento alla normativa in vigore. In un Comune del Sud Salento, inoltre, è stata sospesa l’attività di un’officina di elettrauto per sfruttamento del lavoro nero. Nell’immediato sono state comminate sanzioni amministrative per un importo di 19.168,00 euro e recuperati alle casse dell’Inps 1.240 euro a titolo di contributi evasi. Ma le sanzioni sono destinate a raddoppiare nel caso i cui le persone trovate non in regola non ottemperino al pagamento entro il termine di 15 giorni dalla notifica degli abusi. Altre violazioni, ipotizzano gli ispettori, potranno essere accertate nel prosieguo delle indagini.

Sostieni il Tacco d’Italia!

Abbiamo bisogno dei nostri lettori per continuare a pubblicare le inchieste.

Le inchieste giornalistiche costano.
Occorre molto tempo per indagare, per crearsi una rete di fonti autorevoli, per verificare documenti e testimonianze, per scrivere e riscrivere gli articoli.
E quando si pubblica, si perdono inserzionisti invece che acquistarne e, troppo spesso, ci si deve difendere da querele temerarie e intimidazioni di ogni genere.
Per questo, cara lettrice, caro lettore, mi rivolgo a te e ti chiedo di sostenere il Tacco d’Italia!
Vogliamo continuare a offrire un’informazione indipendente che, ora più che mai, è necessaria come l’ossigeno. In questo periodo di crisi globale abbiamo infatti deciso di non retrocedere e di non sospendere la nostra attività di indagine, continuando a svolgere un servizio pubblico sicuramente scomodo ma necessario per il bene comune.

Grazie
Marilù Mastrogiovanni

SOSTIENICI ADESSO CON PAYPAL

------

O TRAMITE L'IBAN

IT43I0526204000CC0021181120

------

Oppure aderisci al nostro crowdfunding

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Info sull'autore

Avatar

Il Tacco d’Italia. Testata giornalistica

Articoli correlati

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!