Nove primari in pensione: 'Serve la deroga'

Lecce. I sindacati dei medici denunciano le proroghe degli incarichi ad interim oltre il limite consentito dalla legge

LECCE – “Il problema non è la sostituzione dei generali, ma quella dei soldati”. Si affida ad una metafora militare Andrea Tinelli, ginecologo dirigente medico di primo livello e responsabile della Fesmed (Federazione dirigenti medici) per sintetizzare il problema del turn over dei primari nella Asl di Lecce. Valdo Mellone qualche giorno fa ha fornito i dati del bilancio previsionale, che, in quanto tale, contiene informazioni suscettibili di modifiche: “Per il 2012 – ha affermato Mellone – hanno presentato domanda in 61. Di questi 61 i dirigenti medici sono 9; 50 sono dell’area del comparto, cioè infermieri, tecnici e amministrativi; 1 della dirigenza professionale e 1 della dirigenza amministrativa. Per ora non è una situazione allarmante”. “I primari una volta andati in pensione si sostituiscono ad interim, in base alle norme, con il più anziano o il più bravo – dice Andrea Tinelli. L’incarico deve durare al massimo un anno. In tutto il Salento ci sono circa 20 primari ad interim perché non vengono banditi concorsi per primario. Questo perché si interpreta male la finanziaria del 2010, che ha introdotto il blocco del turn over per tutto il settore pubblico. Ma per la sanità una successiva circolare ministeriale ha chiarito che il blocco delle assunzioni vale per tutti tranne che per la sanità, perché non si può paralizzare la vita di un reparto a scapito della salute delle persone”. Della stessa opinione Piero Caroli, responsabile dell’Unità operativa di dietetica e nutrizione clinica dell’Azienda Lecce e segretario provinciale del Cimo: “Siamo in attesa di un confronto con la direzione della Asl. L’articolo 18 del contratto dei medici regolamenta la ‘fisiologia’ del turn over, in caso di assenza prolungata del primario o di pensionamento, ma qui siamo nell’ambito della ‘patologia’”. L’articolo 18 cui fa riferimento Caroli è quello che sancisce che si debba procedere ad interim con nomine di sei mesi prorogabili ad un anno in caso di necessaria sostituzione dei primari. Il problema è che i 21 primari che nel Salento svolgono le loro funzioni ad interim, lo fanno anche da due-tre anni. Questo ha generato le proteste dei colleghi e anche un’indagine della magistratura. Per questo, in vista dei nuovi pensionamenti – come ha detto Mellone saranno probabilmente 9 i primari che appenderanno al chiodo il camice – la preoccupazione presso le Unità operative degli ospedali è crescente. Si teme cioè che si proceda ad interim per tutti e che gli incarichi durino non un anno ma molto di più. Per questo i sindacati dei medici intendono mettere alle spalle la Asl chiedendo l’applicazione alla lettera dell’articolo 18 del contratto di lavoro dei medici, quindi interim massimo un anno. L’orientamento dell’Azienda sanitaria invece è quello di accorpare le deleghe per branche affini: ad esempio se va in pensione il primario di medicina nucleare la funzione sarà affidata al primario di radiologia (branca affine). Ovviamente – dice Caroli – questo comporta una difficoltà di gestione e una ubiquità impraticabile, oltre che la mortificazione dei colleghi del reparto che non vedono possibilità di crescita. Poiché infine, in base alla circolare ministeriale del 2010 in base alla quale il turn over vale per tutti i settori del pubblico, ma non per la sanità, è possibile fare i concorsi da primario. Serve solo che la Asl chieda alla Regione una deroga. Quella di cui ha parlato Mellone quando ha affermato :“Dovremo aspettare di vedere se la Regione intendere rilasciare deroghe”. Tutto è in una fase di stallo, quindi. Gli unici tranquilli, sono i primari che andranno in pensione. Anche se per molti la scelta è stata adottata dalla volontà di sottrarsi ai mortificanti accorpamenti dei reparti previsti dal piano di riordino ospedaliero.

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