Nuove tac: si decide a fine gennaio

 

Lecce. Intervista a Valdo Mellone, direttore generale della Asl. Annuncia il bando per l’acquisto della Pet pubblica. Quella mobile? “Bocciata dall’Ares”

LECCE – Valdo Mellone, direttore della Asl di Lecce è ancora per qualche giorno in vacanza a Vicenza, dove lo raggiungiamo telefonicamente. Le questioni sollevate richiedono chiarimenti immediati a cui non si sottrae. Al primo punto della nostra lunga conversazione telefonica l’annosa vicenda dell’acquisto reputato indifferibile ed urgente, di quattro nuove tac per gli ospedale di Lecce, Casarano, Gallipoli, Scorrano. Definite ‘cimeli’ e ‘macinini’ al ‘limite della legalità’ dai primari di radiologia di quegli ospedali. Una sentenza del Tar ‘immediatamente esecutiva’ ha ordinato che la Asl acquisti i macchinari di ultima generazione dalla General Electrics, che si era opposta all’assegnazione del bando alla Siemens. La Asl si era costituita contro la General Electrics sostenendo che il ricorso avrebbe allungato i tempi di acquisto. Una condotta coerente con la successiva scelta di non costituirsi di fronte al Consiglio di Stato, investito dalla Siemens di esprimersi sulla richiesta di sospensiva. L’udienza sarà a fine gennaio e fino ad allora – dice Mellone – la Asl avrà le mani legate. Direttore Mellone, la sentenza era immediatamente esecutiva, tanto che voi avete messo a budget per l’acquisto delle 4 tac due milioni, cioè 200mila euro in più della somma necessaria, prevedendo quindi già di pagare una eventuale penale, pur di dare seguito alla sentenza del Tar. Perché non procedete all’acquisto? “E’ vero ma non possiamo dare esecuzione fino a quando il Consiglio di Stato non si esprime sulla sospensiva richiesta dalla Siemens”. Potete farlo perché ve lo dice il Tar e perché già avete previsto la penale… “A me va benissimo quello che ha deciso il Tar. L’assegnazione, grazie ai ribassi d’asta, ha liberato delle somme che abbiamo conservato per cautela nel caso decidessimo di andare avanti comunque. Però dobbiamo aspettare che il Consiglio di Stato si esprima sulla sospensiva. Se sarà rigettata, acquisteremo subito le Tac. Se la sospensiva viene concessa siamo in un mare di guai: dovremo fermarci e decidere cosa fare”. Avevate annunciato l’acquisto di una Pet pubblica. A che punto siete? “Il nostro piano prevedeva, nelle more dell’acquisto di una pet pubblica, il noleggio di una pet mobile come quella di Bari”. Che però non è dignitosa per i malati… “E’ vero. Tuttavia il percorso per la Pet mobile si è arrestato perché l’Ares regionale ha ravvisato nel nostro bando per il noleggio della Pet dei vizi non emendabili”. Cioè? “Ce l’hanno bocciata”. E quindi? “Non sappiamo ancora le motivazioni ma è certo che dovremo rivedere il nostro programma”. Quale direzione prenderete? “A giorni uscirà il bando per l’acquisto di una pet fissa, il capitolato è pronto ed è stato approvato. Ma anche accelerando i tempi non ce la faremo ad averla operativa prima di due anni. A meno che non saremo così bravi da fare una gara che non sarà impugnata da alcuno”. Nel frattempo la Pet di Cavallino, l’unica presente in Salento, ha esaurito il budget ad ottobre e i pazienti hanno dovuto pagare le prestazioni. Aspettando la Pet pubblica il servizio privato convenzionato va avanti o si interrompe? “Non si è mai interrotto. Abbiamo stanziato il budget fino a marzo per la Pet di Cavallino. Comunque i pazienti potevano andare a Brindisi per la pet pubblica”. Con tutti i disagi connessi al trasporto, all’attesa, alle liste d’attesa. “Liste d’attesa no, perché lì lavorano come se fosse una ‘nostra’ Pet. La risposta per i pazienti è immediata”. Guardi che da mesi raccogliamo testimonianze di malati oncologici costretti ai viaggi della speranza per le liste d’attesa di Brindisi. E’ più che acclarato. “Certo sarebbe più agevole andare a Cavallino, in una struttura confortevole come quella di Calabrese, piuttosto che andare in un’altra città, ma nella Pet di Brindisi non abbiamo casi di mancata o tardata diagnosi. Avere una Pet pubblica e una privata convenzionata sicuramente eviterà il disagio di dover trasferire i pazienti a Brindisi o fuori”. Il 2011 si è chiuso con la criticità dell’esaurimento del budget da parte dei grandi ambulatori mentre i più piccoli non riescono a spendere tutte le somme assegnate. Come si risolve questo paradosso? “E’ in corso la ricognizione per la stesura dei contratti con ogni singola struttura. In quell’occasione rimoduleremo l’assegnazione del budget, perché il punto di partenza non è la somma assegnata a ciascuno nel 2011, ma l’effettiva esigenza della Asl. Ci sarà un riequilibrio nell’assegnazione delle somme, andando ad incrementare le somme per i servizi in convenzione richiesti dai cittadini e che l’Azienda non riesce ad erogare in proprio”. Un’altra emergenza con cui si è aperto il 2012 è quella del servizio 118. C’è il bando per sette auto medicalizzate gestite da volontari? I sindacati dicono di non saperne a. “Si, l’analisi del dott. Scardia è molto lucida”. Mancano medici e infermieri. Perché non internalizzate il servizio, scegliendo figure qualificate invece di affidarlo a dei volontari? “Perché lo impone la Regione. Ha reso obbligatoria questa scelta quando ha previsto una struttura dei costi, per il servizio prestato dalle associazioni di volontariato, che è imbattibile rispetto a quanto si spenderebbe se si facesse con personale dipendente”. Cioè vi affidate ai volontari perché costano meno? “E’ ovvio. Le associazioni prevedono un dispiegamento di forze che non potremmo sostenere, dovendo assumere ciascuno per il servizio svolto. Devo garantire il servizio a parità di efficienza ai costi minori per i cittadini. Non posso fare diversamente. Personalmente ho delle grosse perplessità anch’io, però così è. Per esempio, se non ci fosse la Croce rossa, non sapremmo a che santo votarci”. Molti medici andranno in pensione a breve. C’è il blocco delle assunzioni. Come pensate di rimpiazzarli? “Dipenderà dalle deroghe che farà la Regione. Non sono molti, quindi non dovrebbe essere problematico sostituirli: per il 2012 hanno presentato domanda in 61. Sono dati provvisori che arrivano dal bilancio previsionale. Sono suscettibili di aggiornamento. Di questi 61 i dirigenti medici sono 9; 50 sono dell’area del comparto, cioè infermieri, tecnici e amministrativi; 1 della dirigenza professionale e 1 della dirigenza amministrativa. Per ora non è una situazione allarmante”. Articoli correlati: Pet pubblica. A giorni il bando Tac Pet nel Salento Tac vecchie. Quattro ospedali attendono da anni

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