Sgm. E’ Natale, i cittadini restano a piedi

Lecce. La protesta dei residenti nelle zone periferiche della città: nei giorni festivi solo un bus e ad orari ridotti

LECCE – Ancora una volta il Comune di Lecce è accusato di prestare scarsa attenzione ai residenti nelle periferie, determinando disservizi che vanno ad incidere negativamente sulla qualità della vita lontano dal centro città. Oggetto delle lamentele da parte del Comitato permanente di protesta (portavoce Vittorio Rizzo) sono i disagi correlati al traffico dei bus urbani nei giorni festivi, ed in special modo nei giorni di Natale e Capodanno. Molti residenti nelle aree periferiche della zona 167 B, e tra questi molti anziani, infatti, sarebbero stati costretti a rimanere in casa perché in quelle giornate ha funzionato un solo bus (linea 16), per giunta con orari ridotti. E non solo. Lo stesso bus non ha neanche effettuato il giro completo, limitando la propria corsa a piazza Palio e costringendo gli utenti a raggiungere a piedi le proprie abitazioni. “A giustificazione di tale incresciosa situazione – ha spiegato Rizzo – è stata addotta l'argomentazione secondo la quale Natale sarebbe di tutti e dunque anche dei dipendenti della Sgm. Una risposta, a nostro parere, poco intelligente. Ci chiediamo infatti se ospedali, ferrovie e altri Enti, dovrebbero chiudere in quei giorni. A questo punto – aggiunge – non possiamo che constatare la totale mancanza di sensibilità da parte dei responsabili della Sgm e della stessa classe politica dominante in questa città. Quella che proclama ‘Lecce città d'arte’ quando poi ci sono servizi da terzo mondo. Per questo e per altre promesse dichiarate e mai mantenute, come quella dei servizi notturni a chiamata che sarebbero dovuti partire nel luglio scorso, ma non sono mai entrati in funzione”. Il Comitato chiede dunque all'assessore al Traffico e alla Mobilità Giuseppe Ripa di convocare un incontro con i cittadini ed i responsabili della Sgm, per discutere, e risolvere, i problemi in questione. “Per il momento, dichiariamo – conclude Rizzo – che in mancanza di tale convocazione non escludiamo di attuare altre forme di lotta e azioni democratiche di protesta”.

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