Ottimismo prima di tutto

Taurisano. La crisi ha fatto precipitare le famiglie in un cupo pessimismo. Antonio Scarlino, a Babbo Natale, chiede che ritrovino la speranza

Di Antonio Scarlino* TAURISANO – Caro Babbo Natale, in questo Natale un po’ anomalo, in cui la gente fa difficoltà a ritrovare lo spirito delle feste dentro di sé ed anche fuori, ti chiedo tre cose. Fa’ che la stampa la smetta di parlare di crisi. E’ vero, la crisi c’è e dobbiamo prenderne atto. E’ necessario che gli italiani sappiano in quali condizioni economiche è finito il loro Paese. Ma sentir parlare ogni giorno di ristrettezze, sacrifici, spread, e lacrime e sangue, ci proietta in un clima troppo pesante da reggere che sfocia in un cupo pessimismo, che è l’esatto contrario di ciò di cui abbiamo bisogno. Le famiglie, hanno bisogno di ottimismo, di uno spiraglio al quale aggrapparsi per credere che da questa difficile congiuntura si può uscire. Se hanno paura, non spendono, perché temono tempi peggiori, perché non sanno se si potranno permettere domani quello che magari oggi riuscirebbero a comprare. Vedi, Babbo Natale, io non chiedo che le persone, in maniera irresponsabile, facciano spese che non possono sostenere; chiedo che ognuno, per quello che può, rimetta in moto l’economia. Perché è solo così che la “ruota” può ricominciare a girare e, col tempo, tutto ritornare al suo posto. Le vendite di panettoni, nel 2011, sono calate del 50%, ma non perché le persone non possano permettersi di acquistare un panettone, bensì perché ormai, avendo sfiducia nel futuro, hanno preferito eliminare totalmente il superfluo. Ed il panettone, che sembra superfluo, in realtà non lo è, perché dall’acquisto di un panettone dipende l’attività di un’azienda e quindi l’occupazione dei dipendenti e così via. La seconda cosa che ti chiedo è proprio una diretta conseguenza di questo. Fa’ che le famiglie ritornino a spendere. Ognuna per le proprie tasche. Ma che riacquistino quel minimo di ottimismo che è necessario a varcare la soglia di un negozio, anche solo alla ricerca di un panettone. Infine, la terza cosa: cancella in colpo solo tutti i gratta e vinci, le lotterie, le schedine e simili. Siamo italiani, siamo creativi per definizione, ed è mortificante perdere i soldi e le speranze dietro un numero che non uscirà mai, se non quando chi deve lo deciderà. La crisi, nella storia, ha sempre portato a grandi imprese creative. E allora, facci smettere di grattare un biglietto che promette sogni, e ridacci la forza e la voglia di sognare. Ti promettiamo, in cambio, grandi cose. *vice presidente operativo del Salumificio Scarlino srl presidente gruppo Giovani Imprenditori Confindustria Lecce

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